La Chiesa russa celebra la famiglia
di Vladimir Rozanskij

Ispirata dalla Chiesa ortodossa una giornata apposita nella venerazione dei principi beati Petr e Fevronia di Murom. Il sostegno del patriarcato alle madri single e alle donne incinte in condizioni critiche. Aborti diminuiti del 35% nel Paese.


Mosca (AsiaNews) – Ieri in Russia si è celebrato il Giorno della famiglia, dell’amore e della fedeltà. La Chiesa ortodossa ha ispirato questa festa civile e religiosa, commemorando una coppia di principi beati: Petr e Fevronia di Murom (v. foto). Nell’antica Rus’ di Kiev, intorno al 1200, la coppia ha salvato se stessa e il suo popolo dalle maledizioni e dalle lotte intestine con il suo amore e la sua consacrazione monastica.

Nella città di Murom, a poco più di 200 km da Mosca, già negli anni ’90 la venerazione dei beati principi ha rappresentato una delle espressioni più genuine della rinascita religiosa del post-comunismo. Circa 20 anni fa, proprio a Murom e nella provincia di Vladimir, si è cominciato a unire la memoria liturgica alle manifestazioni pubbliche in difesa della famiglia.

“Negli ultimi anni l’istituto della famiglia sta soffrendo una grave crisi”, spiega Maria Studenikina, direttrice dell’Ufficio di sostegno alla famiglia del patriarcato di Mosca e del centro ortodosso caritativo “Una casa per la mamma”. Come Studenikina afferma, “la Chiesa fa tutto il possibile per aiutare le persone. Ogni donna che si trova di fronte alla drammatica scelta di mantenere la gravidanza o compiere l’aborto, può contare sul nostro sostegno”. Ella sottolinea che il patriarcato offre vitto e alloggio gratuito in un centro anti-crisi, aiuti umanitari, consultazioni giuridiche e l’aiuto di psicologi professionisti.

Secondo il programma “Salva la vita” ideato dalla Chiesa ortodossa, dal 2015 nelle istituzioni mediche e nei consultori di tutta la Russia è attivo il programma di consultazione pre-aborto in aiuto alle madri single e alle donne incinte in condizioni critiche. Dove manchino gli operatori pubblici per offrire tali servizi, essi possono essere sostituiti dai membri delle associazioni no-profit. In sei anni di attività hanno ricevuto il sostegno quasi 100mila donne; circa 15mila hanno conservato la gravidanza ottenendo vari servizi. Il ministero della Salute segnala che anche grazie a questa iniziativa il numero degli aborti nel Paese è diminuito del 35%. La pratica rimane comunque molto diffusa, eredità dei tempi sovietici, quando il regime comunista la considerava normale e non la contrastava.

Oggi al programma “Salva la vita” partecipano 56 associazioni no-profit: sono d’ispirazione ortodossa, ma anche laica. Attraverso il Dipartimento per la carità e insieme a varie istituzioni mediche, il patriarcato di Mosca propone corsi di riqualificazione per ginecologi, ostetriche e psicologi che operano con le donne in condizioni critiche. Sono aperti 77 ostelli ecclesiastici per le donne incinte e mamme single. A questi si aggiungono 221 centri di aiuto umanitario: distribuiscono vestiti, scarpe, prodotti alimentari, articoli per la pulizia personale e della casa; mettono a disposizione anche letti e spazi per la cura dei bambini.

Il Dipartimento patriarcale per la carità coordina il servizio sociale della Chiesa ortodossa non solo in Russia, ma anche in altri Paesi come Moldavia, Kazakistan, Kirghizistan, Filippine e Timor Est, dove sono aperte diocesi e missioni della Chiesa russa.

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