Yangon: esercito accusato di sfruttare il Covid per consolidare il potere

Lo dicono gli attivisti per i diritti umani, che riportano una situazione sanitaria allarmante. I militari negano che i cimiteri siano stati sommersi dai cadaveri, ma hanno annunciato la costruzione di strutture che potrebbero cremare fino a 3mila persone al giorno. Arrestati i medici che sostengono il movimento democratico. La Cina ha inviato i primi vaccini.


Yangon (AsiaNews/Agenzie) - Crescono le critiche verso la giunta militare, accusata di sfruttare la pandemia per consolidare il proprio potere e schiacciare l’opposizione. Lo affermano alcuni residenti nel Paese e gli attivisti per i diritti umani, esprimendo la propria preoccupazione per una situazione sanitaria allarmante: “Lasciando che il Covid-19 si diffonda liberamente, la giunta sta tradendo il popolo birmano, così come la regione e il mondo, che potrebbe essere minacciato da nuove varianti a causa della propagazione incontrollata della malattia in Myanmar”, ha detto Phil Robertson, vice direttore di Human Rights Watch per l'Asia. “Il problema è che i generali si preoccupano più di mantenere il potere che di fermare la pandemia”.

La scorsa settimana il tasso di mortalità pro capite ha superato quelli di Indonesia e Malaysia, i Paesi più colpiti ora dalla pandemia nel sud-est asiatico. Ieri si sono registrati 5.234 nuovi casi e 342 decessi, ma secondo alcuni i numeri sono minori di quelli reali per mancanza di test e segnalazioni. Anche così, la media settimanale di morti per un milione di abitanti è salita a 6,29, più del doppio del 3,04 dell’India nel momento di picco della crisi di maggio.

Sui social proliferano video che mostrano persone decedute nelle loro case e lunghe file per ottenere le ultime forniture di ossigeno. I militari negano che i cimiteri di Yangon siano stati travolti dalla quantità di cadaveri, ma hanno annunciato la costruzione di nuove strutture che potrebbero cremare fino a 3mila corpi al giorno. 

Le scorte di ossigeno medico si stanno esaurendo, e il Tatmadaw ne ha limitato la vendita privata. La popolazione ha accusato i militari di destinare le ultime forniture solo agli ospedali gestiti dalla giunta. 

“I civili sospettati di sostenere il movimento democratico non vengono curati negli ospedali e i medici che sostengono il movimento di disobbedienza civile vengono arrestati” ha spiegato Yanghee Lee, ex esperto delle Nazioni Unite per i diritti umani. Dopo la rimozione dell’ex leader civile del Paese, Aung San Suu Kyi, gli ospedali pubblici sono stati chiusi perché il personale sanitario ha cominciato a rifiutarsi di lavorare sotto il nuovo governo, gestendo invece cliniche di fortuna per le quali rischiano l'arresto. I militari hanno effettuato almeno 260 attacchi al personale e alle strutture mediche, uccidendo 18 persone e arrestando almeno 67 operatori sanitari. Altri 600 sono ricercati.

La Cina ha recentemente iniziato a consegnare i vaccini. Questo mese ha inviato 736mila dosi a Yangon e più di 10mila all'Esercito per l’indipendenza del Kachin, uno dei gruppi di resistenza armata che gestisce il confine settentrionale, dove nelle settimane scorse il virus ha sconfinato in territorio cinese. Il portavoce del ministero degli Esteri cinese Zhao Lijian ha rifiutato di commentare la notizia, affermando che “l'epidemia è un nemico comune a tutta l'umanità”.

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