Massimiliano Palinuro è il nuovo vicario apostolico di Istanbul

Egli succede a mons. Rubén Tierrablanca González, morto a dicembre a causa del Covid-19 dopo tre settimane in terapia intensiva. Sacerdote fidei donum di origini campane, egli vive da nove anni in Turchia. Mons. Bizzeti: “Ottima notizia”, una persona “esperta e preparata” per contribuire alla crescita di una Chiesa diocesana. 


Istanbul (AsiaNews) - A nove mesi dalla scomparsa del predecessore mons. Rubén Tierrablanca González, ucciso dal Covid-19, papa Francesco ha nominato il rev. Massimiliano Palinuro, sacerdote fidei donum finora parroco a Trabzon (Trebisonda), nuovo vicario apostolico di Istanbul. Interpellato da AsiaNews poco dopo l’ufficialità mons. Paolo Bizzeti, vicario apostolico dell’Anatolia e presidente di Caritas Turchia, parla di “ottima nomina” perché la comunità cattolica locale “ha bisogno di persone esperte e preparate” per contribuire alla crescita di “una Chiesa diocesana” in Turchia.

Il neo vescovo è nato ad Ariano Irpino il 10 giugno 1974 ed è incardinato nella diocesi di Ariano Irpino-Lacedonia. Nel 1993 è entrato nel seminario arcivescovile card. Alessio Ascalesi di Napoli; l’ordinazione diaconale risale al 1998, poi il trasferimento a Roma presso il Pontificio istituto biblico dove ha conseguito la licenza in Sacra scrittura. Egli è stato ordinato sacerdote il 24 aprile 1999 e nominato vicario parrocchiale del Santuario Nostra Signora di Fatima ad Ariano.

Dal 2000 è parroco della SS. Annunziata a San Nicola Baronia. Dopo aver conseguito il dottorato in teologia biblica presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, nel 2004 diventa docente di Nuovo Testamento e incaricato di Filologia greca neotestamentaria nel medesimo ateneo. Da nove anni è sacerdote fidei dounum in Turchia, dapprima nell’arcidiocesi metropolitana di Izmir e, più di recente, nel vicariato dell’Anatolia come parroco a Trabzon, dove nel 2006 era stato ucciso don Andrea Santoro a colpi di pistola mentre pregava nella chiesa di Santa Maria. 

Il vicariato apostolico di Istanbul torna ad avere una guida stabile dopo la scomparsa del precedente pastore. Mons. Rubén Tierrablanca González è morto nel dicembre scorso stroncato dal coronavirus, dopo aver trascorso tre settimane intubato in terapia intensiva e senza mai dare segni di miglioramento. Il prelato era nato il 24 agosto 1952 a Cortazar, nel centro del Messico, e dall’aprile 2016 era vicario apostolico della capitale economica e commerciale della Turchia, nazione in cui viveva dal 2003, oltre che amministratore apostolico di Costantinopoli dei Greci. Nel 2018 la nomina a presidente della Conferenza episcopale turca.

Mons. Bizzeti, che ben lo conosceva, lo ricorda come un pastore “votato al dialogo interreligioso, soprattutto con la corrente musulmana Sufi. Amava stare in questo Paese, pur conoscendone i limiti”. Di lui rimane impresso “il suo essere uomo del dialogo e della collaborazione, la ricerca incessante del confronto con le altre religioni e il voler rilanciare la dimensione diocesana della Chiesa in Turchia, incrementando la pastorale e responsabilizzandola”.

Nell’ultimo censimento, risalente al 2017, il vicariato apostolico di Istanbul contava poco meno di 16mila battezzati in una metropoli di quasi 16 milioni di abitanti. Il territorio è suddiviso in 12 parrocchie e la sede del vicariato è la cattedrale dello Spirito Santo. Esso estende la propria giurisdizione sui cattolici di rito latino residenti nella Turchia europea e in alcune province dell’Anatolia nord-occidentale: Kocaeli, Düzce, Zonguldak, Bartin, Kastamonu, Çankırı, Kırıkkale, Ankara, Karabük, Bolu, Eskişehir, Sakarya, Bilecik, Yalova, Bursa, Balıkesir e Çanakkale.

Dal 1999 il titolare del vicariato apostolico di Istanbul è anche amministratore sede vacante dell’esarcato apostolico di Costantinopoli, unica circoscrizione di rito bizantino in terra turca. Nel Paese vi sono un totale di 53mila cattolici, meno dello 0,1% su un totale di 76 milioni di abitanti. Le circoscrizioni ecclesiastiche (diocesi e vicariati) sono sette e le parrocchie 54 (13 i centri pastorali). I sacerdoti sono una sessantina, altrettante le religiose. La presenza della Chiesa si distingue nell’istruzione - 23 scuole fra materne, elementari e medie - e sanità con cinque fra ambulatori e ospedali, istituti per anziani, invalidi e disabili (5), istituzioni rieducative (6).

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