Papa: Continuiamo la viva eredità di Giovanni Paolo II: Aprite, anzi spalancate le porte a Cristo
Benedetto XVI ricorda la figura del "grande papa" Giovanni Paolo II nel primo anniversario della morte. "Come se fosse oggi" risuona la "sua eredità" e la "sua missione": Aprite, anzi spalancate le porte a Cristo. Appuntamento per stasera alla veglia mariana e domani per la messa in piazza san Pietro, entrambi a memoria di Giovanni Paolo II.

Città del Vaticano (AsiaNews) - Interrotto da innumerevoli applausi da parte delle decine di migliaia di fedeli in piazza san Pietro, Benedetto XVI ha ricordato prima della preghiera dell'Angelus la figura del suo predecessore Giovanni Paolo II a un anno dalla sua morte, avvenuta proprio il 2 aprile 2005. Benedetto XVI ha ricordato che il papa defunto, proprio "da questa stanza" - lo studio da cui egli stesso parla - si sono compiuti gli ultimi atti del "suo pellegrinaggio terreno" che ha lasciato un "segno profondo" nella storia della Chiesa e del mondo intero.

Il papa ha ricordato anche "l'agonia e la morte" del papa polacco, quasi "un prolungamento del triduo pasquale": dalla sua Via crucis del Venerdì santo, partecipata dalla cappella privata, alla benedizione Urbi et Orbi nel giorno di Pasqua. "Non dimenticheremo mai questa benedizione", ha detto commosso Benedetto XVI: "E stata la benedizione più sofferta e commovente", il segno che Giovanni Paolo II ha voluto vivere fino all'estremo il suo ministero "fino alla fine".

Dando appuntamento alla veglia mariana di stasera in piazza san Pietro, all'orario preciso (le 21.37) del decesso di Giovanni Paolo II, e alla messa di domani, presieduta da lui, Benedetto XVI  ha messo in luce "l'eredità immensa" lasciata alla Chiesa e al mondo da papa Wojtyla, riassumibile nelle parole dell'inaugurazione del suo pontificato: "Aprite, anzi spalancate le porte a Cristo!". "E' un appello indimenticabile - ha detto Benedetto XVI - che sento ancora come se fosse stato detto oggi". La sua vita, ha poi affermato il pontefice, "la sua persona, le sue azioni, i suoi viaggi apostolici, il suo incontrare "le folle, le comunità ecclesiali, i governanti, capi religiosi, le diverse realtà sociali", è stato "un unico grande gesto a conferma di quelle parole iniziali". Papa Wojtyla "ha annunciato Cristo, proponendolo a tutti", in profonda sintonia con il Concilio Vaticano II, proponendo Cristo "unico, autenticoSalvatore dell'uomo" delle sue attese di "libertà, giustizia, pace".

Da ultimo Benedetto XVI ha ricordato gli ultimi giorni di Giovanni Paolo II, malato e in silenzio. Il Signore - ha detto il papa - "lo ha spogliato di tutto per assimilarlo a sé... Il suo gesto e il suo annuncio si sono ridotti all'essenziale: al dono di sé fino all'ultimo". "La sua morte - ha detto infine Benedetto XVI - è stato il compimento di una testimonianza di fede che ha toccato tanti uomini di buona volontà".

Introducendo la preghiera dell'Angelus, Benedetto ha sottolineato che Giovanni Paolo II è morto di sabato "il giorno dedicato a Maria", alla quale chiediamo di "fare nostro quello che ci ha indicato e insegnato questo grande pontefice".

Egli ha anche invitato tutti i giovani a partecipare alla veglia di giovedì 6 aprile, in preparazione alla XXI Giornata Mondiale della Gioventù. Anche questa veglia, in piazza san Pietro, servirà a commemorare la figura di Giovanni Paolo II.

Dopo la preghiera il papa ha salutato i pellegrini in diverse lingue, in particolare i polacchi, venuti a Roma per onorare la memoria di papa Wojtyla. In italiano ha anche ricordato il piccolo Tommaso, un bambino di 18 mesi, epilettico, rapito da diverse settimane, la notizia della cui morte è emersa solo ieri. Il papa ha anche ricordato nella preghiera "tutte le vittime della violenza".

Prima dei saluti ha lanciato un appello per due giornate di preghiera e digiuno per la pace in Iraq, il 3 e il 4 aprile. L'appello, fatto proprio da Benedetto XVI, è voluto dal patriarca di Baghdad Emmanuel Delly e dai vescovi irakeni, ed è offerto a tutti i credenti, anche musulmani.

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