Hu Jintao visita Washington, ma non si ferma la violenza contro i cristiani cinesi

Secondo la denuncia di un'organizzazione americana per la libertà religiosa in Cina, "continuano i raid della polizia, sempre più violenti, contro i cristiani non ufficiali".


Washington (AsiaNews) – Il giorno della visita alla Casa Bianca del presidente cinese Hu Jintao, la China Aid Association [Caa, organizzazione non governativa americana che opera per la libertà religiosa in Cina ndr] denuncia nuove e sempre più violente persecuzioni contro i cristiani protestanti cinesi. Secondo gli agenti della Caa presenti in Cina, il 23 marzo la polizia ha effettuato un imponente raid contro una riunione di pastori protestanti nello Yunnan.

"Alle 9.30 del mattino del 23 marzo – scrive l'organizzazione – più di 120 agenti di polizia appartenenti a cinque diversi dipartimenti governativi hanno interrotto con la forza un incontro fra pastori protestanti che si teneva in un edificio nella periferia di Kunming, la capitale della provincia occidentale dello Yunnan". "All'incontro erano presenti sette pastori evangelici stranieri, cinque americani e due taiwanesi, che sono stati fermati dalla polizia ed interrogati senza alcun motivo valido".

"Erano presenti – continua la nota – oltre 80 leader di chiese domestiche cinesi provenienti da 20 province, in rappresentanza di 25 minoranze cinesi. I cinque americani guidano delle chiese a Greensboro, in Carolina del Nord". "Del gruppo degli stranieri – specifica – due erano americani e tre sino-americani. Finché si trovano ancora in Cina, non possiamo rivelare i loro nomi per motivi di sicurezza".

La Caa aggiunge di essere "sicura" che il raid "sia stato orchestrato in maniera diretta dal direttore dell'Ufficio di pubblica sicurezza dello Yunnan, che ha coinvolto nell'operazione i membri della Pubblica sicurezza provinciale, quelli della Sicurezza nazionale, l'Ufficio per gli affari esteri, l'Ufficio per gli affari religiosi ed alcuni ufficiali della Polizia militare. Secondo alcuni testimoni oculari l'interrogatorio è stato molto duro ed i poliziotti si sono rifiutati di fornire la loro identità".

I pastori stranieri sono stati accusati di "infiltrazione religiosa illegale", mentre quelli cinesi sono stati sottoposti a "torture disumane" nel corso degli interrogatori – fra cui la somministrazione forzata di droghe ed altri metodi invasivi – al fine di ottenere delle "confessioni di colpevolezza".

Secondo i dati presentati dall'organizzazione, "è sempre più intensa la repressione contro le Chiese non ufficiali di tutta la Cina". "Da febbraio a dicembre 2005 – annota la Caa – sono stati confermati 1317 arresti di pastori di Chiese non ufficiali, leader protestanti e fedeli, avvenuti in oltre 20 province cinesi. In questo periodo sono stati fermati anche 17 pastori stranieri, di cui 11 americani, che sono stati interrogati e poi espulsi per sempre dal Paese".

Il reverendo Cao Shenjie, presidente del Consiglio cristiano di Cina [organismo protestante controllato dal governo ndr], dà una versione diversa. "I cristiani che vengono arrestati – ha detto il 19 aprile in una conferenza stampa - hanno violato la legge. Non ho mai sentito alcun caso di arresto collegato alla fede". Secondo Cao, inoltre, "non si può parlare di chiese domestiche. Certo, esistono dei cristiani che celebrano le funzioni in casa, ma non possiamo chiamarle chiese sotterranee. La mia esperienza personale mi permette di dire che abbiamo ogni libertà nel celebrare le nostre funzioni in chiesa e se non celebriamo alcuna attività in pubblico, è solo per non causare disarmonia religiosa".

Pechino permette la pratica del cristianesimo protestante solo all'interno del Movimento delle tre autonomie (MTA), nato nel 1950 dopo la presa di potere di Mao e l'espulsione dei missionari stranieri e dei leader delle Chiese, anche cinesi. Le statistiche ufficiali dicono che in Cina vi sono 10 milioni di protestanti ufficiali, tutti uniti nel MTA. I protestanti non ufficiali, che si radunano nelle "chiese domestiche" non registrate, sono stimati ad oltre 50 milioni.

5948_CHINA - 0420 - Persecuzione Yunnan2 (150 x 109).jpg