Dal fiume cinese Songhua arriva in Russia acqua piena di sostanze tossiche

Lo scorso novembre tonnellate di benzene sono finite nel Songhua e sono rimaste nelle rive ghiacciate. Ora il ghiaccio si è sciolto e rende l'acqua non potabile.


Pechino (AsiaNews/Agenzie) - Una seconda onda inquinata arriva dal fiume cinese Songhua in Russia, dove è chiamato Amur. Nell'acqua – ha detto in televisione Alexander Gayrilov, vice presidente del servizio di controllo russo sulle Acque e il tempo dell'estremo oriente – ci sono prodotti tossici che superano 30 volte i limiti previsti. Emergenza idrica per i 580 mila abitanti della città di Habarovsk in Siberia, che non possono usare l'acqua per bere o cucinare.

All'origine della situazione, l'esplosione dello scorso novembre di un impianto a Jilin, in Cina,  che ha causato il versamento di oltre 100 tonnellate di benzene e altre sostanze tossiche nel fiume Songhua, costringendo le autorità a togliere per giorni l'acqua ad Harbin e in altre città. L'allarme fu dato solo dopo molti giorni, durante i quali la popolazione ignara proseguì a usare l'acqua del fiume, anche attinta dalle conduttore idriche. L'onda inquinata, lunga oltre 80 km., dopo alcune settimane arrivò in Russia.

Parte delle sostanze sono rimaste nel ghiaccio che circondava le rive e ora si è sciolto. A marzo la Cina ha detto che avrebbe speso oltre 10 miliardi di yuan (1,2 miliardi di dollari Usa) per pulire il fiume Songhua, dopo la segnalazione di  inquinamento, e ha evacuato oltre 15 mila persone abitanti vicino al fiume presso la città di Chongqing. Ma il progetto si svilupperà in cinque anni.

Gli esperti sono anche preoccupati che le sostanze tossiche rimaste nel ghiaccio e lungo il fiume siano state assorbite dai pesci.

L'episodio conferma che il boom economico cinese è avvenuto senza rispetto per l'ambiente e l'inquinamento del Paese ed è ormai tale da minacciare anche Stati vicini. (PB)

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