Papa: per i pellegrini russi, "incontrarlo è un sogno che si avvera"

I 150 fedeli venuti da Mosca accompagnati all'udienza generale da mons. Kondrusiewicz che ha fatto dono a Benedetto XVI della traduzione russa della Deus caritas est.


Roma (AsiaNews) – L'enciclica del papa Deus caritas est in lingua russa è stato il dono che mons. Thaddeus Kondrusiewicz ha offerto oggi a Benedetto XVI al termine dell'udienza generale. "Il Santo Padre ha guardato il libro – riferisce l'arcivescovo della Madre di Dio a Mosca – ed è stato molto contento".

Insieme a mons. Kondrusiewicz in piazza San Pietro vi erano anche i 150 fedeli dalla sua arcidiocesi arrivati a Roma due giorni fa nel più grande pellegrinaggio di cattolici dalla Russia. "Il pontefice – racconta il presule - si è avvicinato anche ai pellegrini che gli hanno regalato un paramento con l'immagine della Madonna madre della Misericordia, un'icona di Smolensk e un uovo di Pasqua, simbolo della vita e della Resurrezione".

AsiaNews ha intervistato molti dei pellegrini in piazza: per tutti essere oggi, per la prima volta, a Roma e vedere il papa "è un sogno che si realizza". Molte sono donne, la maggior parte adulti, i giovani sono impegnati con le scadenze di fine anno scolastico, e alcuni avevano già visto il papa a Colonia. L'evento chiude l'anno di commemorazione di Giovanni Paolo II, iniziato dall'arcidiocesi a maggio scorso con un altro pellegrinaggio di 40 fedeli.

I pellegrini hanno gli occhi lucidi e non solo per la stanchezza del lungo viaggio. Ieri hanno partecipato alla messa nella cripta della Basilica di San Pietro celebrata dal loro arcivescovo mons. Thaddeus Kondrusiewicz. Olga è "ancora emozionata dall'aver pregato vicino alla tomba di Giovanni Paolo II". "Sono sentimenti e sensazioni che avevo solo sognato!". Per Igor "questo pellegrinaggio è un miracolo, che non speravamo di poter realizzare". Gli fa eco Tatiana, secondo la quale "essere a Roma è un regalo del Signore". Anna ha affrontato le spese del viaggio per "poter finalmente pregare in Vaticano per la beatificazione di Giovanni Paolo II, che purtroppo non sono mai riuscita  a vedere in vita". Le forti tensioni tra Chiesa cattolica e Patriarcato di Mosca hanno sempre impedito al defunto pontefice di poter compiere il desiderato viaggio in Russia.

Teresa, di origini polacche, e suo marito Victor vengono da Vladimir: "Da cattolici essere a Roma è come toccare con mano le origini del cristianesimo, non ci sono parole per descrivere la nostra gioia, abbiamo desiderato molto la benedizione del Papa".

L'arcidiocesi della Madre di Dio conta circa 200 mila fedeli sparsi su un territorio vasto 8 volte l'Italia. Mons. Kondrusiewicz spiega che "per un piccolo gregge questo pellegrinaggio è prima di tutto un momento di unione tra i fedeli delle varie zone della diocesi e con il loro vescovo; ma è anche l'occasione di sentirsi realmente parte della Chiesa universale". "Sono convinto che rafforzerà la loro fede e la preghiera insieme al Papa rafforzerà la loro speranza".

Il presule si dice "stupito" della massiccia adesione al pellegrinaggio: "In Russia in tutti è ancora molto vivo il ricordo di Giovanni Paolo II pur nella consapevolezza, che bisogna andare avanti sulla scia del suo insegnamento, come ha detto anche Benedetto XVI".

Nella messa di ieri mon. Kondrusiewicz ha ricordato il ruolo chiave di Giovanni Paolo II nella resurrezione della Chiesa cattolica in Russia. Fu lui a restaurarvi la gerarchia cattolica stabilendo le amministrazioni apostoliche di Mosca e Novosibisk. (MA)

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