L'Onu preme su Damasco per la piena realizzazione della sovranità libanese

Confini riconosciuti, scambio di ambasciatori e disarmo di Hezbollah nella risoluzione 1680 approvata dal Consiglio di sicurezza.


Beirut (AsiaNews) – Tracciare le frontiere comuni, stabilire rapporti diplomatici, scambiarsi ambasciatori, impedire il traffico di armi, cooperare per la piena esecuzione della risoluzione 1559 anche per ciò che riguarda lo scioglimento delle milizie armate in Libano.

E' una "ulteriore pressione sulla Siria", scrive il Lebanonwire, perché cooperi alla piena realizzazione della sovranità libanese, la nuova risoluzione, la numero 1680, che il Consiglio di sicurezza dell'Onu ha approvato ieri con 13 voti su 15, Russia e Cina si sono astenute,  e che Damasco ha di fatto già respinto, qualificandola, scrive l'agenzia nazionale Sana,  "una misura senza precedenti nelle relazioni internazionali" e una "ingerenza" negli affari interni. Il testo approvato era stato presentato da Usa, Francia e Gran Bretagna.

Il Consiglio di sicurezza, riaffermando il suo "forte sostegno per l'integrità territoriale, la sovranità e l'indipendenza politica" libanese, nota "con rammarico" che non hanno avuto esito alcune delle richieste contenute nella sua risoluzione 1559, in particolare per quanto riguarda "lo scioglimento e il disarmo delle milizie libanesi e non libanesi, l'allargamento del controllo del governo libanese su tutto il suo territorio, il rigoroso rispetto della sua sovranità, integrità territoriale, unità e indipendenza politica, libere e giuste elezioni presidenziali, secondo le previsioni della Costituzione libanese, senza interferenze e influenze esterne".

Sono passi che, secondo il documento dell'Onu, contribuiranno positivamente alla stabilità della regione e per questo "incoraggia fortemente la Siria a rispondere positivamente alle richieste avanzate dal governo libanese".

Approvando la decisione presa in sede di dialogo interlibanese di "disarmare entro sei mesi le milizie palestinesi fuori dai campi profughi" e di "sciogliere e disarmare tutte le milizie libanesi e non libanesi", la risoluzione tocca anche il delicato problema di Hezbollah. In proposito nel "background" della risoluzione si cita la richiesta del segretario generale Kofi Annan "a tutte le parti che sono in grado di influenzare Hezbollah e le altre milizie" di collaborare alla piena esecuzione della risoluzione. Un riferimento, neppure troppo implicito, a Siria ed Iran.

"Non c'è tregua per la Siria", commenta L'Orient Le Jour, che sottolinea come "la risoluzione preme perché risponda alle domande di Beirut".  Al Jazeera, riporta una dichiarazione dell'ambasciatore del Qatar, attuale membro del Consiglio di sicurezza, Nassir Abdul Aziz al-Nasser, che ha votato a favore della risoluzione, nella quale voleva fosse inserito un riferimento ai frequenti sconfinamenti aerei di Israele, anch'essi violazione della sovranità libanese.

Un appoggio alla Siria è venuto dalla Lega araba, secondo la quale la risoluzione rappresenta un'interferenza nella sovranità dei Paesi coinvolti e nei loro affari interni.

 

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