Il missile di Pyongyang cancella la visita di Kim Dae-jung al Nord
di Pino Cazzaniga

L'annuncio del "rinvio" dopo una visita dell'ambasciatore Usa all'ex presidente sudcoreano. Seoul in un primo momento tenta di giustificare il comportamento cinico del Nord, che mira a colloqui bilaterali con Washington, poi si unisce agli Stati che prospettano "reazioni".


Seoul (AsiaNews) - Il 20 giugno l'ex presidente sud coreano Kim Dae-jung ha incontrato nella sua biblioteca a Seoul l'ambasciatore degli Stati Uniti, Alexander Vershbow. L'incontro, definito visita di cortesia, è stato in realtà un'azione di delicata diplomazia. Dopo il colloquio l'inviato statunitense ha detto ai giornalisti che la visita di Kim al Nord probabilmente sarebbe stata rinviata. Il giorno seguente Jeong Se-hyun, negoziatore del summit privato ha informato la stampa che "a causa di un'imprevista situazione la visita dell'ex presidente al Nord risultava difficile. Si è giudicato che il tempo non è giusto".

"L'imprevista situazione" era ed è la preparazione del lancio sperimentale di un Taepodong 2 a tre stadi, che, secondo esperti Usa, potrebbe portare un piccolo ordigno atomico fino alla costa occidentale degli Stati Uniti. Dalle informazioni dei  satelliti-spia si sa che il missile è già stato trasportato alla base di lancio e che sono in corso le operazioni di rifornimento di combustibile..

Lunedì 19 il segretario di Stato Condoleeza Rice, riferendosi al probabile lancio missilistico nord-coreano, ha detto: "È materia della massima serietà. Lo considereremmo una violazione della moratoria che la Corea del nord ha firmato nel 1999 e riconfermato nel 2002. Esso è anche parte del 'framework agreement' firmato in settembre dai partecipanti ai 'colloqui a sei'".

Il governo di Seoul, al quale stanno a cuore le buone relazioni con il Nord, ha tentato di sdrammatizzare l'allarme internazionale con spiegazioni poco credibili. Il suo portavoce dapprima ha detto che "l'imminenza del lancio era solo una supposizione: accanto al missile sono stati contati solo 40 barili di combustibile, insufficienti per rifornirlo di 60 tonnellate di combustibile". Poi ha proposto l'ipotesi che il gigantesco razzo vettore sarebbe finalizzato a mandare in orbita un satellite, ripetendo ad litteram la bugia che Pyongyang ha detto nel 1998 quando ha lanciato il primo Taepong a due stadi, che, sorvolato il Giappone, è finito nel Pacifico

Immediatamente Vershbow ha controbattuto dicendo che il suo governo considera il probabile lancio molto seriamente perchè "questo missile ha capacità belliche".

L'analista del JoongAng Daily commenta: "L'insistenza di Seoul sulla possibilità che la Corea del nord intenda lanciare un satellite deriva probabilmente più dal suo desiderio di tenere stabili le relazioni inter-coreane che da una qualche indicazione tecnica".  Più crudo il giudizio del quotidiano Chosun Ilbo: "Il regime della Corea del nord ha fatto morire di fame milioni di cittadini e ne ha spinti molti altri a una moderna forma di schiavitù e alla prostituzione in Cina, e ora il nostro governo viene a dirci che la Corea del nord vuole semplicemente lanciare un satellite per competere nel campo nobile della scienza e della tecnologia!"

In previsione del lancio le autorità degli Stati Uniti hanno aumentato le uscite degli aerei-spia U-2 e RC-135 nella regione. Stanno, inoltre, considerando l'ipotesi di ristabilire le sanzioni economiche che avevano attenuate dopo l'accordo di moratoria del 1999. Il Giappone è sulla medesima linea. Sia per il problema dei rapimenti che per la minaccia missilistica, la settimana scorsa Camera e Senato hanno approvato una legge che concede al governo di imporre sanzioni economiche alla Corea Nord: blocco di esportazione di denaro anche privato, chiusura dei porti alle navi nord-coreane e dell'assistenza finanziaria alle organizzazioni impegnate a favore dei fuggitivi dalla Corea del nord.

Gli Stati Uniti prospettano anche il ricorso al Consiglio di sicurezza dell'Onu: ma gli analisti dubitano della sua efficacia per il possibile ostruzionismo della Cina e della Russia.

Finalmente anche il governo di Seoul si è deciso ad una reazione severa. "Se l'esperimento missilistico verrà eseguito, penso che per il governo sarebbe difficile continuare a provvedere di riso e fertilizzanti il Nord", ha detto il ministro dell'Unificazione Lee Jong-suk

È opinione comune tra gli analisti che Pyongyang, come al solito nei momenti di crisi, sta ricorrendo alla tattica del rischio calcolato (minaccia) per ottenere quello che non puo' ottenere diversamente. Dietro la diplomazia missilistica, c'è l'intento di tirare gli Stati Uniti al dialogo bilaterale indipendentemente dal "gruppo dei sei". Lo ha fatto capire Han Song-ryo, rappresentante della Corea del Nord alle Nazioni Unite: "Pyongyang comprende le preoccupazioni di Washington e vuole risolvere la situazione attraverso la discussione (separata)".

Questa volta si sbaglia. "Il governo degli Stati Uniti - scrive l'analista del The Korea Herald - ha scelto di ignorare la diplomazia del rischio calcolato, insistendo che dialogherà con il Nord solamente nel contesto dei 'colloqui a sei', bloccati dal settembre dell'anno scorso".

Secondo alcuni esperti, Pyongyang è ben consapevole che ha tutto da perdere con il lancio sperimentale del Taepodong, compresa la possibilità di dialogo con Washington, che la nazione solitaria vuole più di ogni altra cosa.

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