Carcere a Pechino per chi tortura o nasconde disastri

Con 60 nuove disposizioni si punisce l'uso della tortura, ma anche chi cerca di nascondere le reali dimensioni dei disastri sanitari o minerari.


Pechino (AsiaNews/Scmp) – I funzionari governativi cinesi saranno soggetti ad incriminazione penale in caso di uso provato di tortura nel corso degli interrogatori in carcere o se cercheranno di nascondere le reali dimensioni dei disastri minerari. Questi sono solo due esempi tratti dalle dozzine di nuove previsioni di legge penali approvate ieri dal governo, che sanzionano l'abuso di potere commesso dai funzionari centrali e locali.

Per i pubblici ministeri che hanno redatto le disposizioni, i nuovi 60 criteri permetteranno alla giustizia di rendere più dure le accuse contro i funzionari che sbagliano nel gestire i loro poteri. I criteri definiscono "crimine grave" la tortura dei sospettati, ma anche "coprire, da parte delle autorità sanitarie, le reali dimensioni delle epidemie o dell'inquinamento locale".

Sono state rese note anche le "torture che configurano reato, fra cui maltrattamenti, violenza fisica di ogni tipo e lasciare senza cibo i detenuti". Prima, infatti, la legge puniva "i metodi brutali", ma non li specificava: in questo modo, i funzionari accusati di tale crimine avevano diverse scappatoie legali.

Le aggiunte portano i crimini collegati all'uso scorretto dei poteri governativi a 220: fanno parte del tentativo del governo centrale di fermare gli abusi di potere ed il malcontento popolare che ne deriva.

Wang Zhenchuan, vice procuratore generale del Paese, dice che i cambiamenti sono stati fatti per aggiornare la lista dei crimini alle nuove leggi in vigore. "Alcuni articoli dei vecchi regolamenti – spiega – erano troppo vaghi ed i crimini cui si riferivano non venivano effettivamente sanzionati. Emendare queste norme era divenuto urgente e necessario".

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