Il Kirghizistan rimpatria rifugiati uzbeki con la forza

Lo denunciano Onu e Human Rights Watch. L'iniziativa di Bishkek mirerebbe a migliorare i rapporti con Tashkent. Ora i profughi uzbeki, fuggiti dopo al massacro di Andijan, rischiano gravi accuse e processi "politici".


Bishkek (AsiaNews/Hrw) – Il governo kirghiso è accusato da gruppi internazionali per la tutela dei diritti umani di avere rimpatriato alcuni uzbeki richiedenti asilo, per migliorare i suoi rapporti con Tashkent. Nel loro Paese rischiano gravi accuse e condanne ad anni di carcere per avere partecipato a quelli che il governo definisce "tumulti antistatali" avvenuti ad Andijan l'anno scorso, conclusi dall'esercito uzbeko con il massacro di centinaia di civili inermi .

Secondo Human Rights Watch (Hrw), ad agosto almeno quattro cittadini uzbeki rifugiati nel Kirghizistan meridionale sono scomparsi. Si teme che siano stati rimpatriati con la forza. Il 23 agosto dalla città di Osh sono scomparsi anche Ilhom Abdunabiev e Bakhtiar Ahmedov, che avevano chiesto lo status di rifugiati al Comitato statale per l'emigrazione e l'impiego. Il 16 e il 17 agosto altre sparizioni: Valim Babajanov e Saidullo Shakirov. Tutti sono di Andijan, dove il 13 maggio 2005 le forze di sicurezza uzbeke hanno sparato contro la folla uccidendo centinaia di persone. Di Andijian è anche Isroil Kholdorov, oppositore politico scomparso il 10 luglio scorso.

Holly Cartner, direttore di Hrw per Europa e Asia centrale, ha spiegato che c'è la "paura che questi uomini siano stati consegnati alle autorità uzbeke e che le loro vite siano in pericolo". "Il Kirghizistan – ha ricordato – è responsabile per la sicurezza dei rifugiati e di chi chiede asilo nel suo territorio e deve ritrovare queste persone".

L'ufficio dell'Alto Commissariato Onu per i rifugiati ha dichiarato che, secondo testimoni oculari, uomini in divisa hanno fatto salire Babajanov e Shakirov in auto private e li hanno portati oltre confine.Le autorità kirghise negano qualsiasi coinvolgimento nelle scomparse. Esperti sottolineano però che il Kirghizistan di recente ha stretto maggiori rapporti con l'Uzbekistan. Le autorità di Bishkek hanno svolto attività contro persone ritenute "estremisti religiosi" o presunti "terroristi" e hanno arrestato molti rifugiati uzbeki. Questo mese è previsto un incontro a Tashkent tra i presidenti dei due Stati. Bishkek dipende dal più grande Uzbekistan per le fonti di energia (gas).

L'Uzbekistan ha già processato e condannato decine di presunti agitatori e rivoluzionari, per giustificare il massacro, su cui ha rifiutato ogni inchiesta internazionale. Dopo la carneficina, centinaia di persone sono fuggite in Kirghizistan: oltre 400 rifugiati nel luglio 2005 sono stati trasferiti  dalle Nazioni Unite in Romania e in Germania. Nel 2005 il Kirghizistan ha ricevuto il plauso internazionale per avere accolto almeno 440 profughi fuggiti da Andjian. Ma lo scorso 9 agosto ha rimandato in Uzbekistan quattro rifugiati, in palese violazione del diritto internazionale. "E' urgente – conclude Hrw – che l'Onu provveda a trasferire i rifugiati in un altro Stato, in attesa di definirne status e destinazione". (PB)

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