Kirghizistan: diventano persecuzione le violenze contro i cristiani
Folle di estremisti islamici aggrediscono e minacciano pastori protestanti e chiedono la chiusura delle chiese. Le autorità non intervengono e invitano i cristiani ad  essere "meno attivi". Il parlamento esamina una proposta di legge per limitare l'attività missionaria.

Bishkek (AsiaNews/F18) – In Kirghizistan crescono le violenze contro i cristiani, che assumono ormai le sembianze di una vera persecuzione, con il parlamento che esamina una legge per limitare l'attività missionaria. La denuncia è dell'agenzia specializzata, Forum 18.

Il 28 luglio nel villaggio meridionale di Karakulja, regione di Osh, oltre 80 musulmani hanno aggredito in casa e malmenato il pastore protestante Zulumbek Sarygulov, bruciato i suoi libri e imbrattato la facciata dalla sua abitazione con scritte come "in vendita". Tre poliziotti hanno assistito senza intervenire. Sarygulov racconta a Forum 18: "Alcune persone sono tornate dalla moschea e hanno detto che mi uccideranno, se non lascio il villaggio; temo per la mia vita e quella dei miei parenti".

Muratbek Zhumabayev, imam della locale moschea, conferma: "I fedeli sono molto contrariati dal fatto che Sarygulov abbia aperto una chiesa nel nostro villaggio. Qui siamo tutti kirghisi e non abbiamo bisogno delle chiese cristiane. Diversi giovani musulmani sono molto aggressivi e se Sarygulov non lascia il villaggio, potrebbe accadere qualcosa di irreparabile".

Abdysh Turdykulov, capo della polizia del villaggio, nega che Sarygulov sia stato picchiato, nonostante il referto medico dell'ospedale di Osh, dove il pastore è stato medicato. Anche Shamsybek Zakirov, consulente del governativo Comitato per gli affari religiosi, spiega che questo referto "non è una prova", perché al pastore "può essere successa qualsiasi cosa, durante il viaggio per Osh". Egli conferma, però, che il cristiano dovrebbe chiudere la chiesa e lasciare il villaggio "per non esacerbare la situazione". "Comunque non è nato qui, ma è stato mandato come missionario".

Aleksandr Shumilin, leader dei cristiani battisti del Paese, conferma che crescono gli episodi di violenza contro i protestanti, senza che la polizia intervenga. Specie nel meridione, in città come Tashkumur, Karakul e Tereksu e in altre zone non lontane da Jalal-Abad, musulmani insultano e minacciano i battisti di bruciare le chiese, se non le chiudono e non vanno via.

Nel centro e nel nord del Paese la situazione è migliore, ma non mancano episodi di violenza. Molti cristiani ritengono che questa nuova "persecuzione" è favorita da funzionari del Comitato per gli affari religiosi. Janybek Zhakipov, pastore a Jalal-Abad della Chiesa di Gesù Cristo, racconta che un funzionario del Comitato gli ha mostrato una petizione con oltre 500 firme per chiudere la sua chiesa e ha minacciato di fargli togliere la registrazione statale.

Nel dicembre 2005 nel villaggio di Zhety-Oguz sulla riva meridionale del Lago Isyk-kul è stato ucciso Saktinbai Usmanov, un kirghiso convertito al cristianesimo. Per la legge islamica il musulmano che si converte al cristianesimo è un apostata punibile con la morte.

In questo quadro, il parlamentare Kamchybek Tashiev ha proposto un emendamento alla Legge sulla religione, che pare voglia limitare l'attività missionaria. (PB)

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