Speranze a Beirut dopo il vertice tra Arabia Saudita e Iran
di Youssef Hourany
Da più parti si attende a breve una iniziativa che sblocchi la crisi politica. A facilitarla, anche voci di una “garanzia” saudita alla Siria sul tribunale internazionale che non si occuperebbe degli aspetti politici, ma solo criminali dell’assassinio di Hariri. Il patriarca Sfeir chiede ai cristiani di non creare contrasti e divisioni in vista del voto della Lega maronita.

Beirut (AsiaNews) – Una ventata di speranza ha accolto a Beirut le conclusioni dell’incontro tra il re dell’Arabia Saudita, Abdallah, ed il presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad, che hanno affermato comune impegno per la soluzione della crisi libanese, oltre che per la pace in Palestina ed Iraq.

Ulteriore dato positivo è ritenuta la prima, inattesa, visita a Riyadh di Serge Brammertz, capo della commissione di inchiesta dell’Onu sull’assassinio dell’ex premier libanese Rafic Hariri. In proposito, oggi, il quotidiano As Safir attribuisce a fonti diplomatiche arabe la notizia che l’Arabia Saudita avrebbe offerto alla Siria una “garanzia” che non avrà risvolti politici il processo del tribunale internazionale che dovrebbe esaminare le accuse per l’assassinio di Hariri. Ciò potrebbe permettere di far cadere il totale rifiuto siriano all’istituzione del tribunale, causa fondamentale della crisi politica libanese.

A Beirut, il presidente del Parlamento libanese Nabih Berri, in una dichiarazione ha preveduto “una soluzione globale del problema politico libanese nelle prossime 48 ore”, sostenendo il raggiungimento di un accordo globale tra re Abdallah II e il presidente Ahmadinejad, ed ha accennato ad un coinvolgimento indiretto della Siria nelle trattative, senza entrare nei particolari della soluzione. Berri si è mostrato molto ottimista ed ha sostenuto la sua piena apertura a qualsiasi iniziativa araba "imparziale". Il vice presidente del Consiglio superiore sciita, cheikh Abd El Amir Kabalan, in una conversazione telefonica con AsiaNews ha espresso  “fiducia nella saggezza del re dell'Arabia”, affermando la necessità di “allontanare le false barriere che venivano costruite dagli nemici dell'Islam".

Dal canto suo, il segretario generale della Lega Araba, Amr Moussa, alla fine della riunione  ministeriale del Cairo in vista del vertice di Riyadh del 27 marzo, ha rinnovato la sua fiducia nella capacità degli arabi a trovare delle soluzioni. Il vertice, ha detto, “sarà un’occasione importante per trovare un accordo arabo che serva di sostegno agli sforzi per una soluzione della crisi libanese”. Allo stesso tempo Moussa ha definito “indispensabile che le parti libanesi prendano coscienza dell’importanza del loro ruolo, che è altrettanto fondamentale degli sforzi dispiegati a libello regionale e internazionale”. “Non si è mai serviti meglio che da se stessi”, ha detto.

Un nuovo intervento per abbassare la tensione è stato infine compiuto dal patriarca maronita, il cardinale Nasrallah Sfeir, che durante la messa presieduta a Bkerke, ha rinnovato il suo appello a tutti a seguire le loro coscienze ed ha deplorato le divisioni segnalate tra i maroniti alla vigilia delle elezioni previste per il 25 marzo prossimo,del Consiglio superiore della Lega Maronita. Il patriarca ha auspicato il raggiungimento di un accordo fra tutti i candidati per salvare l'unita della Lega, sulla base dei principi perenni del Vangelo e cercando il bene della Chiesa maronita.

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