Papa a CL: Portate nel mondo la verità, la bellezza e la pace di Gesù
Centomila in festa a Piazza San Pietro con Benedetto XVI per i 25 anni del riconoscimento pontificio della Fraternità di Comnione e Liberazione. Il ricordo di don Giussani, “per suo tramite, nelle parole del Papa, è stata riscoperta la bellezza di essere cristiani”.
Città del Vaticano (AsiaNews) – “Andate in tutto il mondo a portare la verità,  la bellezza e la pace che si incontrano in Cristo Redentore”: il “mandato” che Giovanni Paolo II rivolse a Comunione e Liberazione per i 30 anni della sua fondazione è stato rinnovato, oggi, in Piazza San Pietro, da Benedetto XVI e rievocato dall’attuale presidente della Fraternità di CL, don Julian Carron. Ad ascoltarli, forse 100mila persone che hanno riempito di entusiasmo, ombrelli e fazzoletti multicolori piazza San Pietro, la confinante Piazza Pio XII e l’inizio di via della Conciliazione per la celebrazione dei 25 anni del riconoscimento vaticano della Fraternità. Tra loro, per lunghi minuti, è passato, con la camionetta, Benedetto XVI, protetto da un grande ombrello bianco.
 
Preghiere, canti ed “esperienze di persone per le quali l’incontro con Cristo è così forte che la loro vita è cambiata” risuonavano in piazza San Pietro fin dalle prime ore del mattino, quando hanno cominciato ad arrivare migliaia di persone, da diversi Paesi del mondo. Molte le famiglie con bimbi in passeggino, malgrado il vento freddo e qualche momento di pioggia. Sulla quale il Papa ha scherzato: “aspettavamo il sole, ma anche l’acqua è segno di grazia e dono dello Spirito Santo”.
Allo Spirito, peraltro, Benedetto XVI ha più volte fatto riferimento nelle parole che ha rivolto ai presenti, con i quali ha poi recitato l’Angelus, in quanto “la realtà dei movimenti ecclesiali è segno della fecondità dello Spirito del Signore, perché si manifesti nel mondo la vittoria di Cristo risorto e si compia il mandato missionario affidato alla Chiesa”. E ricordando l’invito di Giovanni Paolo II “andate in tutto il mondo”, Benedetto XVI ha detto che “don Giussani fece di quelle parole il programma di tutto il movimento”, dando vita ad una stagione missioanaria che vede CL presente in 80 Paesi
 
“Esperienza comunitaria della fede – li ha definiti il Papa - nata nella Chiesa non da una volontà organizzativa della gerarchia, ma originata da un incontro originale con Cristo, impulso derivante possiamo dire dallo Spirito Santo”.
 
Più volte è stato anche ricordato il fondatore di CL, mons. Luigi Giussani, al quale anzi il Papa ha dedicato il “primo pensiero”. A lui, ha aggiunto, “mi legano tanti ricordi” e “mi era divenuto vero amico”. “Questo coraggioso sacerdote - ha continuato - cresciuto in una casa povera di pane, ma ricca di musica, come amava egli stesso dire, sin dall'inizio fu toccato, anzi ferito, dal desiderio della bellezza, non di una bellezza qualunque. Cercava la bellezza stessa, la bellezza infinita che trovò in Cristo”. Per suo tramite, nelle parole del Papa, è stata riscoperta “la bellezza di essere cristiani in un’epoca in cui andava diffondendosi l’opinione che il cristianesimo fosse qualcosa di faticoso e noioso da vivere”. E Giovanni Paolo II “in una ricorrenza volle ribadire che l’originalità sta nel riproporre in modo affascinante ed in sintonia con la cultura contemporanea l’avvenimento cristiano, capace di orientare l’intera esistenza”. E’ “un modo di vivere attualizzata la fede cristianana”: da una parte “con totale fedelta e comunione con il Papa e i pastori”, dall’altra “con una libertà che permette nuove iniziative apostoliche e missionarie”. Benedetto XVI ha poi ricordato che il 27 maggio 1998 Giovanni Paolo II “ebbe a ripetere che nella Chiesa non c’e contrasto tra dimensione istituzionale e carismatica”, perché “entrambe essenziali alla costituzione divina del popolo di Dio”.
Per il discorso completo del papa clicca qui: http://212.77.1.245/news_services/bulletin/news/19904.php?index=19904&lang=it
 
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