P. Nguyen Van Ly, sacerdote cattolico, condannato a 8 anni di prigione
di Nguyen Van Tranh
Assieme a lui, condannati anche 4 membri del Partito progressista. Il governo di Hanoi soffoca e arresta dissidenti e difensori per i diritti umani.

Huê (AsiaNews) – Il sacerdote cattolico dissidente, Nguyen Van Ly, è stato condannato oggi a 8 anni di prigione per propaganda contro il regime comunista. P. Van Ly, che aveva già passato 14 anni dietro le sbarre, era agli arresti domiciliari dallo scorso febbraio. Insieme a lui sono stati condannati altre 4 persone, 2 uomini e due donne, a pene che vanno da 1 anno e mezzo fino a 6 anni.

Il p. Van Ly, 60 anni, era accusato di essere all’origine di un movimento per la democrazia, chiamato “blocco 8406”, sorto nell’aprile 2006, con 2 mila aderenti, e di sostenere gruppi illegali quali il Partito progressista del Vietnam.

Gli altri accusati hanno tutti ammesso di essere membri di questo partito. Essi sono: Nguyen Phong, 32 anni e Nguyen Binh Thanh, 51anni, entrambi di Huê; le signore Le Thi Le Hang, 44 anni, di Huê, e Hoang Thi Anh Dao, 21 anni della regione di Gialai (montagnard).

Il processo è durato una sola giornata. P. Van Ly, in manette, ha rifiutato di alzarsi davanti alla corte, gridando “Abbasso il partito comunista del Vietnam!”. Per questo, un poliziotto gli ha coperto la bocca con una mano e poi lo ha trascinato fuori dall’aula, in una stanza in collegamento audio col luogo del processo.

Con una larghezza per nulla usuale, le autorità hanno permesso a giornalisti di seguire alcune fasi del processo via video. Quando p. Van Ly ha gridato, l’audio del collegamento è stato interrotto.

Da tempo il governo di Hanoi cerca di offrire al mondo un’immagine di maggiore apertura, dopo la sua entrata nell’Organizzazione mondiale del commercio. Ma le aperture sono limitate, mentre rimane il veto a partiti e organizzazioni che sfidino il monopolio del Partito comunista.

Negli ultimi mesi la polizia ha arrestato vari dissidenti democratici. Fra questi vi sono Nguyen Van Dai e Le Thi Cong Nhan, due avvocati per i diritti umani, arrestati il 6 marzo perché distribuivano informazioni “pericolose per lo stato”.

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