Nuovo allarme per il delfino bianco della Cina
Dal 2004 sono stati trovati 28 delfini bianchi morti nelle acque di Hong Kong. Le analisi fatte sui loro corpi hanno rinvenuto tracce di sostanze inquinanti. Molti enti denunciano i livelli elevati di inquinamento delle acque cinesi e segnalano la necessità di ricorrere a provvedimenti.

Hong Kong (AsiaNews/Agenzie) – Nelle acque di Hong Kong sono stati trovati 28 delfini bianchi senza vita dal 2004, questo è stato riferito ieri dal Consiglio legislativo (Legco). La morte dei delfini – secondo il deputato Choy So-yuk, dell’Allenza democratica per il miglioramento e il progresso di Hong Kong - è stata determinata dalle pessime condizioni in cui versa il loro habitat naturale. “Sulla carcassa del delfino bianco trovata a febbraio di quest’anno sulla spiaggia Butterfly a Tuen Mun - ha detto Choy - non sono state rinvenute ferite, per questo motivo si pensa che la morte sia stata causata dall’eccessiva concentrazione di scorie nel suo corpo”.

Sarah Liao Sau-tung - segretario dell’ambiente, dei trasporti e del lavoro – ha spiegato che nelle acque della zona vivono circa 200 delfini bianchi e che negli ultimi tre anni sono stati trovati 28 delfini morti: 5 nel 2006, 13 nel 2005 e 10 nel 2004. Di questi 12 erano adulti.  “I delfini – ha spiegato la Liao – vivono soprattutto nelle acque a est di Hong Kong, vicino alla foce del fiume Pearl. Alcuni di questi si sono arenati nei pressi di Hong Kong, in particolare nelle acque lungo la costa di Landau Island, Tuen Mun, Sha Chau e Lung Kwu Chau. La maggior parte non presentava livelli eccessivi di inquinamento”.

Il Dipartimento per la conservazione dell’agricoltura e della pesca (Afcd) – che nel 2005 ha commissionato uno studio, della durata di due anni, alla City University di Hong Kong sulle scorie e i residui organici trovati nei corpi dei delfini - ha immediatamente analizzato il fegato di 25 delfini e riferito che il livello di scorie era nella norma. “I corpi trovati a febbraio – ha aggiunto la Liao - sono in uno stato di avanzata decomposizione e quindi non è possibile determinare la causa della loro morte. Il governo, tuttavia, sta pianificando un programma per la tutela dei delfini con lo scopo di monitorarli, analizzare le scorie trovate nei loro corpi, realizzare parchi marini e collaborare con le autorità del Guangdong per salvaguardare quelli che vivono nelle acque del fiume Pearl”.

Secondo la Società per la tutela del delfino di Hong Kong, nel corso degli ultimi 10 anni, il numero dei mammiferi è notevolmente diminuito. Il sito della società parla di un calo del 40% tra il 1996 e il 2005.

La Società sostiene che la costruzione, nel 1998, del Chek Lap Kok – uno degli aeroporti più grandi del mondo - ha danneggiato l’habitat marino. E accusa “I lavori  devastano la costa e riducono il numero di pesci di cui si nutrono i delfini. Le ferite causate dalle eliche delle barche, inoltre, costituiscono una minaccia tanto quanto l’inquinamento”.   “I lavori ad est di Kowloon – sostiene il Fondo mondiale per la natura di Hong Kong - hanno causato milioni di tonnellate di fanghi tossici che dovrebbero essere collocati in un’area appropriata. Invece ancora una volta un’area importante per i delfini è stata fatta diventare una discarica”.

Il WWF è intervenuto dicendo che i materiali tossici rischiano di entrare a far parte della catena alimentare dei delfini, determinando l’accumularsi di scorie e altre sostanze inquinanti nei loro corpi.

Il delfino bianco cinese vive nelle acque lungo la costa di molti Paesi asiatici compresi gli Stati Arabi e la Malaysia.

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