Nazionalisti fanno cancellare il concerto voluto dal Patriarcato di Costantinopoli
In seguito a forti pressioni di gruppi estremisti, le autorità turche revocano il permesso per l’evento che doveva chiudere domani la II Conferenza della gioventù ortodossa.“Disapprovazione” dal mondo accademico e diplomatico: provvedimento “dannoso” per l’immagine del Paese.

Istanbul (AsiaNews) – Ancora tensioni tra le autorità turche ed il Patriarcato ecumenico: oggi è arrivata la revoca del permesso per il concerto del famoso cantautore greco Dallara, famoso anche in Turchia, che doveva chiudere domani la II Conferenza della gioventù ortodossa organizzata dallo stesso Patriarcato a Istanbul. Il provvedimento sarebbe conseguenza delle forti pressioni esercitate dai nazionalisti turchi contrari all’iniziativa.

Il mondo diplomatico e quello accademico commentano la notizia come un “danno all’immagine del Paese” ed esprimono “grande disapprovazione”. I partecipanti alla Conferenza, apertasi lo scorso 12 luglio, sono mille e gli invitati al concerto oltre 2mila tra autorità ed alti rappresentanti di ambasciate. L’evento doveva svolgersi nello storico castello di Istanbul, Rumeeli Hisari

Le ultime settimane hanno visto il Patriarcato ecumenico sotto pressione delle autorità turche: il 26 giugno la Cassazione ha contestato il titolo di “ecumenico” del Patriarcato di Costantinopoli, definendolo semplicemente un ente “turco” adibito al culto della minoranza greco-ortodossa della Turchia. Secondo la corte, Bartolomeo I non può avanzare il titolo di “Patriarca ecumenico” per il mondo ortodosso.

Il pieno rispetto di minoranze e libertà religiosa è uno dei principali temi in agenda nei negoziati per l’ingresso di Ankara nell’Unione Europea. La questione del riconoscimento della personalità giuridica alle comunità non musulmane è il primo nodo da sciogliere per poi assicurare quello che oggi ancora non è possibile nel Paese, come ad esempio formare il proprio personale religioso e acquisire delle proprietà. (NT)