Bannu, razzi contro edifici: 14 morti e 30 feriti
E’ il bilancio del nuovo attacco degli estremisti islamici nel nord del Paese, al confine con l’Afghanistan. Continua l’escalation di violenze che dall’inizio di luglio ha registrato oltre 180 morti. Ieri si è suicidato leader talebano per sfuggire alla cattura.

Islamabad (AsiaNews/Agenzie) – E’ di 14 morti e oltre 30 feriti il bilancio dell’attacco avvenuto questa mattina nel nord-ovst del Paese: fonti della polizia riferiscono che 4 razzi hanno centrato alcuni edifici, una moschea e un negozio nella città di Bannu uccidendo 14 persone. Continua l’ondata di violenze che ha sconvolto il Pakistan – in particolare la zona tribale nel nord-ovest, al confine con l’Afghanistan – e che ha provocato, nel solo mese di luglio, la morte di oltre 180 persone, molte delle quali erano membri della polizia e dell’esercito.

Anche l’ultima città colpita, Bannu, si trova al confine del Nord Waziristan, ha una popolazione a maggioranza tribale ed è ritenuta un centro di supporto e di addestramento per le milizie talebane.

Sempre oggi una bomba ha colpito una scuola di Miram Shan, nel Waziristan settentrionale, ma non si sono registrate vittime o feriti, mentre giunge notizia dell’uccisione di due soldati dell’esercito sequestrati lunedì scorso nell’area di Khaar. Vittime anche fra i ribelli: secondo l’esercito lunedì scorso sono stati uccisi 35 miliziani nel corso di una operazione nel nord al confine con l’Afghanistan.

Di ieri, invece, la notizia del suicidio di uno dei principali leader dei ribelli che operano in Pakistan: pur di sottrarsi alla cattura si è fatto saltare in aria, morendo straziato, Abdullah Mehsud – il cui vero nome era Noor Alam – era ricercato per il sequestro di due ingegneri cinesi risalente al 2004, oltre a essere stato rinchiuso per quasi 25 mesi nel carcere di Guantanamo, a Cuba.

 

truppe_(200_x_134).jpg