Nell’Andhra Pradesh e nel Bengala occidentale si continua a morire per la terra
di Nirmala Carvalho
Nell’Ap la polizia spara contro gruppi di sinistra che chiedono di dare la terra ai poveri e uccide 8 persone. Nel Bengala occidentale proseguono gli scontri di piazza tra attivisti di sinistra sostenitori del governo e contadini che difendono la terra dagli espropri. Chiesti provvedimenti contro entrambi i governi.

New Delhi (AsiaNews) – Sciopero totale ieri nel distretto di Khamman, Andhra Pradesh, dopo che il 28 luglio la polizia ha sparato sui lavoratori in protesta, uccidendo 8 persone e ferendone 16. Intanto nel Bengala occidentale proseguono gli scontri di piazza, con morti e feriti, tra sostenitori del governo di sinistra e contadini che difendono la terra contro gli espropri.

Ieri si sono svolte marce di protesta in varie parti dell’Ap, organizzate dal Partito comunista indiano (Cpi) e dal Partito comunista marxista indiano (Cpmi) e altre sono previste per oggi. Il Cpmi e il Partito Telugu Desam (Tdp) hanno chiesto le dimissioni di Y.S. Rajasekhara Reddy, Capo ministro dell’Ap, per l’uso di “violenza brutale” per “sopprimere” le proteste popolari per la distribuzione della terra. Da circa 3 mesi gruppi di sinistra hanno indetto “bhooporatam", agitazioni per reclamare la distribuzione di terra ai poveri per abitare e coltivarla. Da una settimana le proteste sono aumentate ed è stato indetto uno sciopero a tempo indeterminato nella capitale dell’Ap, Hyderabad.

Il 28 luglio i manifestanti si sono radunati presso il villaggio di Mudigonda, distretto di Khamman. Quando la polizia si è avvicinata, è stata accolta a sassate. La polizia ha risposto con violenza e la tv ha mostrato in diretta poliziotti che circondano e malmenano donne disarmate.

Gurudas Dasgupta, dirigente del Cpi, ha detto che “il governo non può permettersi di far finta di nulla”. N. Chandrababu Naidu, capo del Tdp, accusa la polizia di avere usato fucili automatici contro i dimostranti e dice “che mai finora, nella storia dello Stato, simili armi sofisticate sono state usate contro attivisti politici”.

Il Capo ministro ha disposto indagini sull’episodio, ha trasferito o sospeso alcuni dirigenti della polizia, annunciato un indennizzo di 500mila rupie a ciascuna famiglia dei morti e un impiego pubblico per un membro di ognuna di queste famiglie, promesse case per i senza tetto.

Intanto, in un fine settimana drammatico, durante l’intera giornata di ieri ci sono stati scontri nel Nandigram, vicino Kolkata (Bengala occidentale), tra membri del Pcmi e lavoratori del Partito All India Trinamool Congress, con un morto, una persona in fin di vita e 25 feriti ricoverati in ospedale. La polizia è intervenuta per dividere le due fazioni, ma questi hanno anche aggredito gli agenti con pietre e sbarre di ferro.

Nel Nandigram il governo ha disposto l’esproprio delle terre per creare una c.d. “Zona economica speciale”, aree in cui attirare investimenti con una politica di terre a basso prezzo ed esenzioni fiscali. Ma il programma è stato cancellato dopo mesi di proteste della popolazione, anche con scontri con la polizia che il 14 marzo ha sparato sulla folla uccidendo 14 persone. Tuttavia sono poi proseguiti gli scontri tra i sostenitori del governo comunista e gli oppositori sostenuti dai contadini locali.

Mamata Banerjee, capo del Partito Trinamool, si è appellato a New Delhi chiedendo che contro il governo del Bengala occidentale siano presi gli stessi provvedimenti che saranno adottati contro il governo dell’Ap.

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