3 Marzo 2015 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
Piero Gheddo: Missione Bengala
I 155 anni del Pime in India e Bangladesh EMI Testi della retro-copertina (1855-2010)

Nel 1854 Propaganda Fide manda l’Istituto milanese ad annunziare il Vangelo in Bengala, che gli inglesi definivano “La tomba dell’uomo bianco”. I primi quattro missionari scrivono: “Noi siamo come pigmei che debbono portare delle montagne”     Indù e musulmani erano insensibili all’annunzio del Vangelo, la missione va agli aborigeni, i primitivi delle foreste, portandovi la scuola, l’assistenza sanitaria, l’agricoltura moderna e soprattutto la pace fra le varie etnie e tribù. Fra questi popoli disprezzati e considerati “selvaggi” nasce la Chiesa. Nell’ultimo dopo guerra l’India diventa indipendente e nascono due stati, uno indù (India) e uno musulmano (Pakistan e poi Bangladesh). Si sviluppa la seconda fase della missione. Dare alla Chiesa locale solide strutture e propri vescovi, sacerdoti suore catechisti e laici inseriti come cristiani nella società moderna.     Negli ultimi trent’anni, l’ultima fase storica. La capitale Dacca passa da un milione di abitanti nel 1980 a 12 milioni oggi. Qui nasce il nuovo Bengala. Il Pime vi fonda tre parrocchie e ne sta preparando altre due, mentre inizia a formare missionari bengalesi da mandare presso altri popoli e promuove il dialogo con l’islam moderato bengalese. In 155 anni (1855-2010) il Pime ha mandato in Bengala poco circa 200 missionari ed ha fondato sei diocesi in India (Krishnagar, Jalpaigury e Dumka-Malda) e in Bangladesh (Dinajpur, Khulna e Rajshahi).

Dossier

In evidenza
EGITTO - ISLAM
Le parole di al-Tayeb e di al-Sisi un grande passo per una rivoluzione dell'islam
di Samir Khalil SamirIl grande imam di Al-Azhar ha denunciato le interpretazioni basate sulla lettera del Corano e della sunna, brandite dai fondamentalisti e dai terroristi islamici; sostiene l'urgenza di una riforma dell'insegnamento dell'islam fra i laici e gli imam; domanda la fine della scomunica (takfir) reciproca fra sunniti e sciiti. E il presidente egiziano al-Sisi ha deciso di combattere lo Stato islamico dopo la decapitazione di 21 cristiani copti, che egli ha definito "cittadini egiziani" a parte intera.
ARABIA SAUDITA - ISLAM
Imam di Al-Azhar: Per fermare l'estremismo islamico occorre una riforma dell'insegnamento religiosoPer Ahmed al-Tayeb è urgente stilare un nuovo curriculum di studi per evitare una "cattiva interpretazione" del Corano e della sunna. Il terrorismo islamico mette in crisi l'unità del mondo musulmano. Il "nuovo colonialismo globale alleato al sionismo mondiale". Il discorso del re saudita.
HONG KONG - CINA - VATICANO
Card. Zen: Sembra che qualcuno voglia farci tacere
di Card. Joseph Zen Ze-kiunIl diffuso ottimismo sul miglioramento del dialogo fra Santa Sede e Cina sembra non avere fondamento. Alcune "tendenziose" interviste a vescovi cinesi, frenati nella libertà di parlare. Le questioni fondamentali sono sempre aperte: chi nomina i vescovi; cosa fare dell'Associazione patriottica. La guida della Lettera di Benedetto XVI ai cattolici cinesi, citata anche da papa Francesco. Un non accordo è meglio di un cattivo accordo. Cosa è successo a mons. Cosma Shi Enxiang? E a mons. Giacomo Su Zhimin? Un'animata riflessione del vescovo emerito di Hong Kong, campione della libertà religiosa in Cina.


by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate