08/04/2021, 12.19
VATICANO
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​Papa: la pandemia sia occasione per ripensare le regole dell’attività finanziaria

In una lettera inviata ai partecipanti al Meeting di primavera 2021 della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale, Francesco chiede che sia la ricerca del bene comune a guidare la finanza. I Paesi ricchi paghino il loro “debito ecologico”, “Abbiamo particolarmente bisogno di una solidarietà vaccinale giustamente finanziata”.

Città del Vaticano (AsiaNews) – La crisi mondiale innescata dalla pandemia sia occasione per un ripensamento delle norme che reggono l’attività finanziaria in modo che non sia semplicemente speculativa e, quindi, a vantaggio di pochi, ma miri alla realizzazione del bene comune, che comprende l’accesso ai vaccini. E’ l’invito espresso da papa Francesco nella lettera inviata ai partecipanti al Meeting di primavera 2021 della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale, che si svolge online dal 5 all’11 aprile, nella quale si auspica “un futuro in cui la finanza è al servizio del bene comune, in cui i deboli e gli emarginati sono al centro e dove la terra, la nostra casa comune, è ben curata”.

La pandemia, scrive Francesco, ha causato “una serie di crisi socio-economiche, ecologiche e politiche” per le quali si sta cercando un “modello” di ripresa che, si augura il Papa, “capace di generare soluzioni nuove, più inclusive e sostenibili per sostenere l'economia reale, aiutando gli individui e le comunità a realizzare le loro aspirazioni più profonde e il bene comune universale. La nozione di ripresa non può accontentarsi di un ritorno a un modello di vita economica e sociale ineguale e insostenibile, dove una minuscola minoranza della popolazione mondiale possiede metà della sua ricchezza”.

“Nonostante tutte le nostre convinzioni profondamente radicate che tutti gli uomini e le donne sono creati uguali, molti dei nostri fratelli e sorelle nella famiglia umana, specialmente quelli ai margini della società, sono effettivamente esclusi dal mondo finanziario. La pandemia, però, ci ha ricordato ancora una volta che nessuno si salva da solo. Se vogliamo uscire da questa situazione come un mondo migliore, più umano e solidale, è necessario ideare nuove e creative forme di partecipazione sociale, politica ed economica, sensibili alla voce dei poveri e impegnate a includerli nella costruzione di il nostro futuro comune (cfr Fratelli Tutti, 169)”.

In tale prospettiva “mentre molti Paesi stanno ora consolidando piani di ripresa individuali, rimane un urgente bisogno di un piano globale che possa creare nuove o rigenerare istituzioni esistenti, in particolare quelle di governance globale, e aiutare a costruire una nuova rete di relazioni internazionali per promuovere lo sviluppo umano integrale di tutti i popoli. Ciò significa necessariamente dare alle nazioni più povere e meno sviluppate una partecipazione effettiva nel processo decisionale e facilitare l'accesso al mercato internazionale. Uno spirito di solidarietà globale richiede anche una riduzione quantomeno significativa del peso del debito delle nazioni più povere, aggravato dalla pandemia”.

Non solo. Francesco chiede che “l’industria finanziaria” cerchi “meccanismi” per calcolare il "debito ecologico" – “che esiste soprattutto tra il nord e il sud del mondo” – in modo che “i Paesi sviluppati possano pagarlo, non solo limitando in modo significativo il loro consumo di energie non-rinnovabili o aiutando i paesi più poveri ad attuare politiche e programmi di sviluppo sostenibile, ma anche coprendo i costi dell'innovazione necessaria a tal fine”.

“È tempo di riconoscere – prosegue il documento - che i mercati, in particolare quelli finanziari, non si governano da soli. I mercati devono essere sostenuti da leggi e regolamenti che assicurino che funzionino per il bene comune, garantendo che la finanza - piuttosto che essere semplicemente speculativa o autofinanziarsi - lavori per gli obiettivi sociali tanto necessari nel contesto dell'attuale emergenza sanitaria globale. A questo proposito, abbiamo particolarmente bisogno di una solidarietà vaccinale giustamente finanziata, perché non possiamo permettere che la legge del mercato abbia la precedenza sulla legge dell'amore e della salute di tutti”.

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