03/12/2019, 12.49
VATICANO
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​Papa: la rivelazione, la presenza di Dio nel mondo si fanno nella ‘piccolezza’

“Lo Spirito sceglie il piccolo, sempre”, “non può entrare nel grande, nel superbo, nell’autosufficiente”. I teologi “sanno tutto, ma sono incapaci di fare teologia perché la teologia si fa in ginocchio, facendoci piccoli”.

Città del Vaticano (AsiaNews) – La redenzione, la rivelazione, la presenza di Dio nel mondo si fanno nella “piccolezza”, perché “lo Spirito sceglie il piccolo, sempre”, “non può entrare nel grande, nel superbo, nell’autosufficiente”. L’ha detto oggi papa Francesco nell’omelia della messa celebrata stamattina a Casa Santa Marta, prendendo spunto dalla Prima lettura, tratta dal libro del Profeta Isaìa dove si annuncia: “In quel giorno, un germoglio spunterà dal tronco di Iesse, un virgulto germoglierà dalle sue radici. Su di lui si poserà lo spirito del Signore…”.

“La liturgia di oggi – ha evidenziato Francesco - parla delle cose piccole, parla di ciò che è piccolo, possiamo dire che oggi è la giornata del piccolo”. “La rivelazione di Dio si fa nella piccolezza. Piccolezza, sia umiltà sia... tante cose, ma nella piccolezza. I grandi si presentano potenti, pensiamo alla tentazione di Gesù nel deserto, come Satana si presenta potente, padrone di tutto il mondo: ‘Io ti do tutto, se tu...’. Invece le cose di Dio incominciano germogliando, da un seme, piccole. E Gesù parla di questa piccolezza nel Vangelo”. Gesù gioisce e ringrazia il Padre perché si è rivelato non ai potenti, ma ai piccoli.

“In una comunità cristiana dove i fedeli, i sacerdoti, i vescovi, non prendono questa strada della piccolezza, manca futuro, crollerà. Lo abbiamo visto nei grandi progetti della storia: cristiani che cercavano di imporsi, con la forza, la grandezza, le conquiste... Ma il Regno di Dio germoglia nel piccolo, sempre nel piccolo, il seme piccolo, il seme di vita. Ma il seme da solo non può. E c’è un’altra cosa che aiuta e che dà la forza: ‘In quel giorno, un germoglio spunterà dal tronco di Iesse, un virgulto germoglierà dalle sue radici. Su di lui si poserà lo spirito del Signore’”.

I teologi, ha detto poi, “non sono coloro che sanno tante cose di teologia”, questi si potrebbero chiamare "enciclopedisti" della teologia. “Sanno tutto, ma sono incapaci di fare teologia perché la teologia si fa in ginocchio, facendoci piccoli”. E, dunque, “il vero pastore sia sacerdote, vescovo, papa, cardinale, chiunque sia, se non si fa piccolo, non è un pastore”. E questo vale per tutti. “Da quello che ha una funzione che sembra più importante nella Chiesa, alla povera vecchietta che fa le opere di carità di nascosto”.

“La piccolezza – ha ribadito - è grande”, è capacità di rischiare “perché non ha niente da perdere”. Ed è proprio la piccolezza a portare alla magnanimità, perché ci fa capaci di andare oltre noi stessi sapendo che la grandezza la dà Dio. San Tommaso d’Aquino, contenuta nella sua Summa teologica, spiega come debba comportarsi, davanti alle sfide del mondo, un cristiano che si sente piccolo, per non vivere da codardo. “San Tommaso dice così, la sintesi è così: ‘Non spaventarsi delle cose grandi - oggi ce lo dimostra anche San Francesco Saverio - non spaventarsi, andare avanti; ma nello stesso tempo, tenere conto delle cose più piccole, questo è divino’. Un cristiano parte sempre dalla piccolezza. Se io nella mia preghiera mi sento piccolo, con i miei limiti, i miei peccati, come quel pubblicano che pregava in fondo alla chiesa, vergognoso: ‘Abbi pietà di me che sono peccatore’, andrai avanti. Ma se tu ti credi di essere un buon cristiano, pregherai come quel fariseo che non uscì giustificato: ‘Ti rendo grazie, Dio, perché sono grande’. No, ringraziamo Dio perché siamo piccoli”.

Francesco ha concluso dicendo che a lui piace confessare e soprattutto gli piace confessare i bambini. Le loro confessioni, afferma, sono bellissime, perché raccontano i fatti concreti: “Ho detto questa parola”, ad esempio, e te la ripete. “La concretezza di quello che è piccolo. 'Signore, io sono peccatore perché faccio questo, questo, questo, questo... Questa è la mia miseria, la mia piccolezza. Ma invia il tuo Spirito perché io non abbia paura delle cose grandi, non abbia paura che tu faccia delle cose grandi nella mia vita' ”.

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