22/07/2019, 12.42
VATICANO - SIRIA
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​Papa: lettera ad Assad, operi per la riconciliazione e per proteggere i civili

Il documento consegnato stamattina al presidente siriano. Card, Parolin: “La Santa Sede – conclude il Cardinale - ha sempre insistito sulla necessità di cercare una soluzione politica praticabile per porre fine al conflitto, superando gli interessi di parte”.

Città del Vaticano (AsiaNews) – Proteggere la vita dei civili in Siria e preservare le principali infrastrutture del Paese, come scuole e ospedali. Lo chiede papa Francesco in una lettera al presidente siriano Assad, al quale è stat consegnata questa mattina dal cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, prefetto del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, accompagnato dal cardinale Mario Zenari, nunzio apostolico in Siria, e dal sottosegretario del suddetto dicastero, p. Nicola Riccardi.

Nel darne notizia, il direttore della Sala stampa della Santa Sede, Matteo Bruni – oggi al primo giorno del suo nuovo incarico – ha aggiunto che il Papa “esprime profonda preoccupazione per la situazione umanitaria in Siria, con particolare riferimento alle condizioni drammatiche della popolazione civile ad Idlib”.

In proposito, in cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, intervistato dalla Vatican News ha detto che “davvero quello che sta accadendo è disumano e non si può accettare. Il Santo Padre chiede al Presidente di fare tutto il possibile per fermare questa catastrofe umanitaria, per la salvaguardia della popolazione inerme, in particolare dei più deboli, nel rispetto del Diritto umanitario internazionale”.

Nella lettera, ha detto ancora, si chiede “protezione della vita dei civili, stop alla catastrofe umanitaria nella regione di Idlib, iniziative concrete per un rientro in sicurezza degli sfollati, rilascio dei detenuti e l’accesso per le famiglie alle informazioni sui loro cari, condizioni di umanità per i detenuti politici. Insieme a un rinnovato appello per la ripresa del dialogo e del negoziato con il coinvolgimento della comunità internazionale”.

“Il Papa segue con apprensione e con grande dolore la sorte drammatica delle popolazioni civili, soprattutto dei bambini che sono coinvolti nei sanguinosi combattimenti. La guerra purtroppo continua, non si è fermata, continuano i bombardamenti, sono state distrutte in quella zona diverse strutture sanitarie, mentre molte altre hanno dovuto sospendere del tutto, o parzialmente, la loro attività”.

“Nella sua lettera, il Santo Padre usa per ben tre volte la parola ‘riconciliazione’: questo è il suo obiettivo, per il bene di quel Paese e della sua popolazione inerme. Il Papa incoraggia il Presidente Bashar al-Assad a compiere gesti significativi in questo quanto mai urgente processo di riconciliazione e fa degli esempi concreti: cita ad esempio le condizioni per un rientro in sicurezza degli esuli e degli sfollati interni e per tutti coloro che vogliono far ritorno nel Paese dopo essere stati costretti ad abbandonarlo. Cita pure il rilascio dei detenuti e l’accesso per le famiglie alle informazioni sui loro cari”.

A Francesco, inoltre, “sta particolarmente a cuore anche la situazione dei prigionieri politici, ai quali – egli afferma – non si possono negare condizioni di umanità”.

“La Santa Sede – conclude il Cardinale - ha sempre insistito sulla necessità di cercare una soluzione politica praticabile per porre fine al conflitto, superando gli interessi di parte. E questo va fatto con gli strumenti della diplomazia, del dialogo, del negoziato, con l’assistenza della comunità internazionale. Lo abbiamo dovuto imparare ancora una volta che la guerra chiama guerra e la violenza chiama violenza, come ha detto più volte il Papa, e come ripete anche in questa lettera. Purtroppo siamo preoccupati per lo stallo del processo dei negoziati, soprattutto quello di Ginevra, per una soluzione politica della crisi. Per questo nella lettera inviata al presidente Assad il Santo Padre lo incoraggia a mostrare buona volontà e ad adoperarsi per cercare soluzioni praticabili ponendo fine a un conflitto che dura da troppo tempo e che ha provocato la perdita di un gran numero di vite innocenti”.

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