14/09/2007, 00.00
ISLAM

È Ramadan per 1,2 miliardi di musulmani nel mondo

Il nono mese sacro nel calendario islamico è iniziato ieri per la maggior parte dei Paesi musulmani. Ristoranti chiusi durante il giorno, divieto di mangiare in pubblico, mentre nelle città in guerra si allenta il coprifuoco notturno per permettere alle famiglie di riunirsi dopo il tramonto.
Jakarta (AsiaNews/Agenzie) – È iniziato ieri, per la maggior parte dei 1,2 miliardi di musulmani nel mondo, il mese sacro di Ramadan, periodo di digiuno, preghiera e astinenza fino a dopo il tramonto. Il primo giorno di del nono mese sacro dell’islam è determinato dalla luna nuova e per questo può variare da un Paese all’altro: in Libia e Nigeria, ad esempio, è iniziato il 12 settembre.
 
Nel corso del mese di Ramadan i musulmani praticanti debbono astenersi - dall'alba al tramonto - dal bere, mangiare, fumare e da attività sessuali. In molte nazioni, per legge, gli uffici riducono l’orario lavorativo. Il digiuno (sawm) durante questi 30 giorni costituisce il quarto dei Cinque pilastri dell’islam. Quando tramonta il sole il digiuno viene rotto (iftar). La tradizione vuole che si debba mangiare un dattero, perché così faceva il Profeta. In alternativa si può bere un bicchiere d'acqua.
 
In Indonesia, il Paese musulmano più popoloso al mondo, l’inizio di Ramadan è stato segnato da violente scosse di terremoto a largo dell’isola di Sumatra, che finora hanno causato 14 morti. I gruppi radicali islamici nell’arcipelago hanno già annunciato che agiranno contro i locali notturni che non rispetteranno l’orario di apertura ridotto per il mese sacro.
 
Nel sud della Thailandia, a maggioranza musulmano, l’esercito ha tolto il coprifuoco notturno per permettere alle famiglie di muoversi più liberamente e riunirsi per il suhur, l’ultimo pasto prima dell’alba.
 
In Bangladesh il governo provvisorio ha offerto il 20% di sconto sul riso in tutto il Paese, mentre ha aperto un centinaio di punti vendita a Dhaka, dove acquistare generi alimentari a prezzo ridotto.
 
Nell’affollatissima capitale egiziana, Il Cairo, è stato aumentato il servizio di sorveglianza del traffico per evitare eccessivi ingorghi e incidenti quando, prima del tramonto, i suoi 18 milioni di abitanti si affrettano a rientrare a casa per l’unico pasto della giornata.
 
Nei Paesi del Golfo persico, Iran, Kuwait, Arabia Saudita e Qatar, è vietata ai ristornati aprire di giorno per tutto il Ramadan. In Kuwait per chi mangia in pubblico durante le ore del giorno o incoraggia altri a farlo è prevista una multa di 356 euro o un mese di detenzione. In Arabia, la culla dell’islam, sono attesi circa 1 milione di pellegrini per l’Umrah, il piccolo pellegrinaggio a La Mecca.
 
Anche in Afghanistan stesse disposizioni per i ristoranti, che apriranno solo la sera, mentre gli uffici pubblici chiuderanno entro le 1.00 del pomeriggio. I talebani hanno minacciato di usare il mese sacro per lanciare nuovi attacchi al governo centrale e alle forze straniere.
 
Nella capitale irachena è stato ridotto il coprifuoco notturno, soprattutto dopo che le forze Usa hanno parlato di una “diminuzione” delle violenze e degli attentati. Il mercato Shorja brulica di gente che fa provviste di spezie, tè, zucchero e noci. A Baghdad la comunità sunnita ha iniziato il Ramadan ieri, un giorno dopo rispetto agli sciiti.
 
Nella West Bank e a Gaza i governi rivali di Hamas e Fatah si sono accordati per cominciare insieme ieri il Ramadan, nel tentativo di preservare una parvenza di unità almeno durante il mese sacro. Come gesto di buona volontà, il gruppo radicale islamico al potere a Gaza ha annunciato che libererà su cauzione circa 80 detenuti, tra cui 25 sostenitori di Fatah.
 
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