02/11/2015, 00.00
SRI LANKA - SINODO
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​Cattolici dello Sri Lanka: il Sinodo vuole creare un nuovo modo per essere Chiesa attraverso la misericordia

di Melani Manel Perera
L’opinione dell’attivista Ainslie Joseph, coordinatore della Christian Alliance for Social Action, e di p. Reid Shelton Fernando, teologo e attivista sociale. I due cattolici non entrano nel merito degli argomenti affrontati dal Sinodo ma concordano sulla “straordinarietà” del metodo usato, in risposta all’invito del papa a “trattare tutti con la Misericordia di Dio”.

Colombo (AsiaNews) – Papa Francesco “ha esortato a uscire fuori dagli schemi e far emergere un nuovo modo di essere Chiesa”. E ancora, la 14ma Assemblea dei Vescovi sulla famiglia ha “fatto la differenza rispetto al passato. Sono stati coinvolti non solo i padri sinodali, ma anche le famiglie e sono stati presi in considerazione i suggerimenti persino dei laici che volevano esprimere la loro opinione in merito ai temi”. È l’opinione di due cattolici dello Sri Lanka, i quali non entrano nel merito degli argomenti affrontati dal Sinodo dei Vescovi sulla famiglia – che si è concluso la settimana scorsa – ma concordano sulla “straordinarietà” del metodo utilizzato, che ha permesso l’inclusione di strati della società in precedenza inascoltati in assemblee come questa.

Riprendendo la conclusione dei lavori sinodali del papa, che ha invitato i confratelli a riflettere sull’esperienza del Sinodo “che ci ha fatto anche capire meglio che i veri difensori della dottrina non sono quelli che difendono la lettera ma lo spirito; non le idee ma l’uomo; non le formule ma la gratuità dell’amore di Dio e del suo perdono”, e sul “vero Dio, che non ci tratta secondo i nostri meriti e nemmeno secondo le nostre opere, ma unicamente secondo la generosità illimitata della sua Misericordia”, i due leader religiosi cattolici commentano ad AsiaNews l’originalità del metodo di discussione, più vicino alla società attuale e alle sfide poste dal mondo in continuo cambiamento.

L’attivista Ainslie Joseph, coordinatore della Christian Alliance for Social Action, dice: “i profeti del passato invitavano a pensare fuori dagli schemi e papa Francesco è un profeta moderno. Se il Sinodo non avesse prodotto niente di nuovo, sarebbe stato solo una perdita di tempo e denaro. Papa Francesco invece ci invita con coraggio a esplorare nuove vie e sono sicuro che egli è guidato dallo Spirito Santo”. L’attivista cristiano ammette che “non è facile cambiare il modo di pensare, soprattutto sul tema della famiglia, ma la Chiesa è una forza vivente e deve diventare una istituzione inclusiva, che accoglie tutti”.

Anche se “ci sono persone che non accettano di buon grado il cambiamento, papa Francesco si è rivolto ai ‘cuori chiusi’ e li ha invitati ad affrontare dubbi e difficoltà senza paura e senza nascondere la testa sotto la sabbia. In quanto laico, trovo questo messaggio molto incoraggiante”.

Anche p. Reid Shelton Fernando, teologo e attivista sociale, esprime ad AsiaNews soddisfazione su come è stata condotta la discussione dei padri sinodali. Egli afferma: “L’intero insegnamento [del papa] non è solo legato alla dottrina, ma va oltre essa con il tentativo pastorale di risolvere la crisi della famiglia. Le nuove situazioni che le famiglie affrontano devono essere considerate da un punto di vista pastorale”. Il teologo commenta che “ci sono stati tre punti controversi sui 94 totali della relazione finale. Il papa e il Sinodo non hanno chiesto di cambiare la dottrina, ma solo di affrontare il problema dei divorziati risposati”.

Da ultimo, sottolinea, il papa “ha chiesto di essere misericordiosi e di trattare tutti con la Misericordia di Dio”. Per quanto riguarda il tema della comunione per i divorziati risposati, “il Sinodo ha deciso che saranno i singoli vescovi a decidere”. Ma per quanto riguarda lo Sri Lanka, il sacerdote teme che “la Chiesa locale non mostrerà segni di apertura e non verrà modificato lo status quo. Temo che i leader locali non lasceranno ai pastori la facoltà di decidere sui singoli casi. Ritengo che i nostri rappresentanti dovrebbero sostenere la visione del Sinodo, senza rinunciare alle nuove possibilità”.

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