26 Maggio 2012 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook         

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Newsletter




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME


Voli Low Cost Roma
Voli Milano




mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato

invia ad un amico visualizza per la stampa


» 23/05/2007 10:52
CINA
“Governo e polizia sono come l’esercito invasore giapponese”
Aborti e sterilizzazioni forzate, multe pari ad anni di stipendio, depredate le case di chi non pagava: gli abitanti della contea di Bobai raccontano le atrocità attuate in due mesi dalle autorità per applicare la politica del figlio unico. Tra la popolazione una muta promessa di unità e di ribellione contro simili violenze.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Per la politica del figlio-unico, nella contea di Bobai (prefettura di Yulin, Guangxi) per mesi polizia e governo hanno costretto le donne ad abortire, le hanno sterilizzate con la forza, a chi aveva un figlio in più hanno imposto multe pari ad anni di lavoro, hanno portato via tutto e distrutto la casa a chi non ha potuto pagare. Dopo la sommossa dei giorni scorsi, ora la polizia presidia le strade, guardata dalla popolazione come un esercito invasore e tiranno.

Nel villaggio di Shabi e in quelli vicini, centinaia di persone hanno fatto visita alle famiglie depredate dal governo, in una muta promessa di solidarietà e di lotta contro qualsiasi nuovo sopruso. Nella perdurante scarsità di commenti ufficiali, c’è chi dice che non ci sono stati arresti, mentre Xinhua parla di 28 detenuti, dopo che centinaia di persone hanno assalito gli uffici del governo nella maggiore protesta di massa nella zona da anni. Intanto la gente prende coraggio e racconta le violenze subite. “Hanno fatto come l’esercito giapponese” dice un uomo al quotidiano South China Morning Post di Hong Kong, richiamando quelle che i cinesi considerano le massime atrocità subite nella storia recente. “Loro [polizia e funzionari pubblici] hanno portato via le donne incinte costringendole ad abortire. Hanno imposto multe ridicole [perché eccessive]. Abbiamo lottato per la sopravvivenza”.

“Alcune donne non sposate – racconta un altro uomo – sono state multate e costrette a fare un intervento chirurgico” [per prevenire gravidanze].

Le multe sono state di 20-30mila yuan per ogni figlio in più. Qui il salario è di 5-600 yuan al mese e qualche famiglia ha anche 4-5 figli. La polizia ha depredato chi non ha potuto pagare. Secondo il Guangxi Daily, organo ufficiale del governo provinciale, a marzo sono stati impiegati 5.896 funzionari per imporre alle famiglie il controllo sulle nascite.

“Una notte hanno buttato giù la porta – dice una donna che non ha potuto pagare la multa di 26mila yuan per il secondo figlio – e sono entrati. Sembrava una rapina. Hanno portato via qualsiasi cosa utile, anche i miei utensili da cucina. Poi hanno divelto le finestre. In una notte abbiamo perso la nostra casa”. Hanno portato via anche i letti e hanno dormito in un sottoscala.

I racconti simili sono numerosi. Un testimone osserva che “la cosa più importante per una famiglia è avere un luogo sicuro dove vivere e mangiare. Se lo porti via, chiunque si ribellerà”.

La politica del figlio-unico è in vigore da circa 3 decadi, ma è stata applicata in modo difforme nel Paese. Nelle campagne c’è sempre stata minore rigidità. Mentre di recente è stato notato che non ha colpito le famiglie ricche, alle quali è bastato pagare la multa per avere altri figli.


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
31/05/2007 CINA
Nuove proteste nel Guangxi contro la politica del figlio-unico
09/09/2010 CINA
Chen Guangcheng, attivista cieco, libero dopo oltre 4 anni di prigione
22/05/2009 CINA
Figlio unico: inasprite le sanzioni per i migranti
05/06/2007 CINA
In carcere chi ha protestato contro la politica del figlio unico e gli aborti forzati
28/02/2012 CINA
Legge sul figlio unico, il Partito vuole una pubblicità “più amichevole”

In evidenza
CINA - VATICANO
Sheshan, migliaia di pellegrini per la Giornata di preghiera voluta dal papa
di Jian MeiP. Taddeo Ma Daqin, vicario generale della diocesi di Shanghai, ha presieduto la messa con 40 sacerdoti. Fedeli di altre diocesi ostacolati dalla pesante sorveglianza di poliziotti in borghese. In Hebei arrestati un sacerdote e un seminarista della Chiesa clandestina. È morto mons. Paolo Li Yi, vescovo di Luan (Changzhi, Shanxi).
VATICANO - CINA
"Porta Fidei": la Lettera apostolica del Papa per l'Anno della fede ora anche in cineseUno strumento per rinnovare "la gioia" e "l'entusiasmo dell'incontro con Cristo", a pochi giorni dalla Giornata mondiale di preghiera per la Chiesa in Cina (24 maggio). La Giornata e la "Porta Fidei" sottolineano l'importanza di comprendere la fede e di testimoniarla in pubblico, in unità col papa.
VATICANO
Papa: i cattolici cinesi siano fedeli alla Chiesa e vivano con coerenza la loro fedeAl Regina Caeli Benedetto XVI dice che con l'Ascensione Gesù "non si è allontanato da noi". Un ricordo per le vittime dell'attentato alla scuola di Brindisi e del terremoto in Emilia. Un incoraggiamento per il Movimento per la vita.

Dossier

by Gheddo P. Fazzini G.
pp. 336
by Buono Giuseppe, Pelosi Patrizia
pp. 432
by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
by Lazzarotto Angelo S.
pp. 528
by Bernardo Cervellera
pp. 240
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate