18 Gennaio 2018
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est
  •    - Cina
  •    - Corea del Nord
  •    - Corea del Sud
  •    - Giappone
  •    - Hong Kong
  •    - Macao
  •    - Taiwan


  • » 13/12/2017, 10.34

    CINA-VATICANO

    È morto mons. Mattia Yu Chengxin, vescovo sotterraneo di Hanzhong

    Li Yuan

    Ha passato diversi anni agli arresti domiciliari e poi ai lavori forzati. Era stato nominato vescovo coadiutore di Hanzhong, quando suo fratello, mons. Bartolomeo Yu, è stato arrestato nel 1989. Colpito da ictus, si è ritirato, anche per custodire la ritrovata comunione nella diocesi fra ufficiali e sotterranei.

    Hanzhong (AsiaNews) – Mons. Mattia Yu Chengxin, vescovo coadiutore emerito di Hanzhong (Shaanxi) è morto il 7 dicembre scorso all’età di 90 anni. I suoi funerali sono stati celebrati ieri nella chiesa di Xiaozhai (contea di Chengguo), in coincidenza con il 28mo anniversario dell’ordinazione episcopale del defunto.

    Mons. Luigi Yu Runchen, vescovo ufficiale di Hanzhong ha presieduto la cerimonia funebre.

    Mons. Mattia Yu Chengxin era un vescovo sotterraneo, non riconosciuto dal governo. Per questo, il suo titolo episcopale è stato citato solo nell’omelia, ma non scritto su alcun avviso o cartello durante la messa funebre, concelebrata da 31 sacerdoti, in maggioranza della diocesi. Secondo fonti cattoliche locali, questo silenzio non era dovuto a particolari pressioni delle autorità civili. Nell’omelia, mons. Luigi Yu ha definito il defunto “monsignore”.

    Mattia Yu era nato da una famiglia cattolica il 27 dicembre 1927. È fratello minore di mons. Bartolomeo Yu, anch’egli vescovo di Hanzhong, morto nel 2009. Una loro sorella, Yu Rongjie, ancora vivente, è suora. Tutti e tre i vescovi Yu sono stati approvati dalla Santa Sede, ma solo Luigi Yu è riconosciuto dal governo.

    Il vescovo Mattia ha studiato nel seminario di Hanzhong nel 1950 ed è entrato nel 1956 nel seminario regionale di Kaifeng (Henan), ma il seminario è stato chiuso due anni dopo dal movimento delle Tre autonomie [per l’edificazione di una Chiesa nazionale e autonoma dalla Santa Sede - ndr]. Durante la Rivoluzione culturale (1966-1976) egli ha subito prima gli arresti domiciliari, poi è stato mandato in un lager ai lavori forzati (“riforma attraverso il lavoro”).

    Nel 1980, dopo le aperture di Deng Xiaoping e la ripresa della vita religiosa, egli è stato ordinato sacerdote e posto come direttore spirituale e insegnante di latino nel seminario sotterraneo di san Giuseppe ad Hanzhong. È ricordato come una persona gioviale, capace di girare le parrocchie in bicicletta per amministrare i sacramenti ai suoi fedeli.

    Mons. Mattia è stato ordinato vescovo segretamente nel 1989. Una dichiarazione letta durante il servizio funebre e firmata da tutti i sacerdoti di Hanzhong, afferma che “egli non ha mai esercitato il suo ministero episcopale e non ha mai permesso ad altri di chiamarlo vescovo, né è mai apparso con le insegne episcopali, in privato o in pubblico. Egli si è sempre considerato e ha sempre servito la Chiesa come sacerdote”.

    Alcuni fedeli dicono che il vescovo defunto era un “vescovo ausiliare” e non “coadiutore”.

    Le diverse opinioni e dichiarazioni riflettono la difficile storia della diocesi, per molto tempo divisa fra ufficiali e sotterranei.

    Mons. Mattia Yu è stato ordinato in segreto come vescovo coadiutore di Hanzhong da mons. Li Zhenrong di Xianxian il 12 dicembre 1989, dopo che il fratello, mons. Bartolomeo Yu Chengti, vescovo non ufficiale di Hanzhong, è stato arrestato nel novembre dello stesso anno, durante una pesante repressione contro le comunità sotterranee in tutta la Cina: le autorità avevano scoperto che i vescovi sotterranei si erano radunati in segreto come “conferenza episcopale”, nel cosiddetto “incontro di Sanyuan”.

    Un’autorevole fonte ecclesiale racconta ad AsiaNews che sono stati i poderosi sforzi di mons. Antonio Li Duan, vescovo ufficiale di Xian (Shaanxi), a spingere il suo caro amico, mons. Bartolomeo Yu, a ricostruire nel 2000 la comunione nella diocesi.

    Nel 2005, poco tempo prima della morte di Giovanni Paolo II, è avvenuto il giro di boa nella vita della diocesi di Hanzhong: mons. Luigi Yu ha chiesto di essere riconciliato con il papa e la Santa Sede. La messa funebre per il santo papa polacco è stata anche una cerimonia di riconciliazione perché per la prima volta dopo decenni mons. Bartolomeo e mons. Luigi hanno insieme celebrato l’eucaristia.

    Fino alla sua morte, mons. Bartolomeo è stato l’ordinario della diocesi; nel 2009, alla sua morte, mons. Luigi Yu gli è succeduto nel governo di Hanzhong.

    La fonte autorevole afferma che “in un incontro diocesano, mons. Mattia ha preso l’iniziativa di ritirarsi e di non far valere il suo status episcopale per amore alla comunione nella diocesi”. D’altra parte, nel 2007 mons. Mattia è stato colpito da un ictus che gli ha creato problemi alla mobilità. Quando mons. Bartolomeo è morto, mons. Mattia era ormai paralizzato e non poteva accudire a se stesso e alla diocesi.

    La dichiarazione letta durante il servizio funebre dice che mons. Mattia “conosceva bene le sue capacità e la realtà della diocesi. Egli ha offerto le sue sofferenze, andando contro alle aspettative di alcuni, ma compiendo la volontà di Dio”.

    In questo anno 2017 nella Chiesa in Cina sono morti nove vescovi. In quattro delle diocesi interessate, il governo cinese non ha ancora permesso l’ordinazione dei candidati vescovi successori nominati dal Vaticano, o non ha riconosciuto i successori ordinati segretamente in passato senza l’approvazione del governo. Ciò sta creando ancora maggiori difficoltà al dialogo fra la Cina e la Santa Sede, che sarebbe finalizzato proprio a risolvere lo spinoso problema delle nomine episcopali.

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    15/09/2009 CINA - VATICANO
    È morto mons. Bartolomeo Yu, vescovo sotterraneo di Hanzhong
    Testimone della fedeltà al papa, è stato punto di riferimento per sacerdoti e religiose della Chiesa clandestina e della Chiesa ufficiale. Ha subito arresti e isolamento. Ha molto lavorato per la riconciliazione con la Chiesa ufficiale insieme a mons. Li Duan di Xian. Una messa funebre per Giovanni Paolo II è stata la cerimonia di riconciliazione fra lui e il vescovo ufficiale di Hanzhong, mons. Luigi Yu Runshen.

    24/06/2010 CINA - VATICANO
    Nuovo vescovo di Sanyuan, approvato dal Vaticano
    All’ordinazione hanno partecipato tutti vescovi in comunione col la Santa Sede. Si attendeva il nuovo vescovo da cinque anni. Fra le priorità del neo-ordinato: l’evangelizzazione, un rapporto più personale con i sacerdoti, la formazione di preti e laici fondata sulla Bibbia. Nella diocesi non vi sono problemi fra cristiani sotterranei e ufficiali

    07/10/2016 15:12:00 CINA
    La Chiesa di Xian celebra i suoi 300 anni con conferenze e battesimi

    La chiesa di san Francesco di Assisi è stata costruita nel 1715. Migliaia di persone hanno partecipato a lezioni di storia della Chiesa, al battesimo di 41 persone, a un concerto di cori. Centinaia di fedeli ospitati fra le famiglie della città.



    24/05/2006 cina - vaticano
    Mons. Antonio Li Duan, arcivescovo di Xian è morto


    31/05/2006 CINA - VATICANO
    Oltre 20 mila persone ai funerali di mons. Li Duan

    Il suo successore lo ha definito "un monumento vivente della Chiesa in Cina". Mons. Li Duan era considerato da molti il cardinale in pectore scelto da Giovanni Paolo II. La polizia ha bloccato alcune strade per limitare l'accesso dei fedeli da altre diocesi.





    In evidenza

    COREA
    La Corea del Nord invierà una delegazione olimpica di alto livello a Pyeongchang



    Dopo due anni di tensioni, il primo incontro fra delegazioni di Nord e Sud Corea. Seoul propone che gli atleti di Nord e Sud marcino fianco a fianco nelle cerimonie di apertura e chiusura dei Giochi (9-25 febbraio 2018).


    VATICANO
    Papa: il rispetto dei diritti di persone e nazioni essenziale per la pace



    Nel discorso ai diplomatici Francesco ha chiesto la soluzione di conflitti – a partire dalla Siria – e tensioni – dalla Corea a Ucraina, Yemen , Sud Sudan e Venezuela – e auspicato accoglienza per i migranti e per gli “scartati”, come i bambini non nati o gli anziani e rispetto per i diritti alla libertà religiosa e di opinione, al lavoro.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

     









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®