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  • » 19/10/2011, 00.00

    FILIPPINE

    I missionari Pime delle Filippine ricordano p. Fausto Tentorio



    Il confratello era umile, prudente ma coraggioso nel suo apostolato fra i poveri e gli emarginati. Appello di mons. Quevedo, arcivescovo di Cotabato, perché gli autori del delitto siano consegnati alla giustizia. I funerali del missionario si terranno il 25 ottobre nella cattedrale di Kidapawan.
    Zamboanga (AsiaNews) - Proseguono le indagini sulla morte p. Fausto Tentorio, il missionario del Pontificio istituto missioni estere (Pime), assassinato lo scorso 17 ottobre da uno sconosciuto ad Arakan, (North Cotabato, Mindanao). Sono confermati i suoi funerali che si terranno il 25 ottobre nella cattedrale di Kidapawan, presieduti da mons. Romulo Tolentino del Cruz. Ad essi parteciperanno il fratello Felice, con la moglie e due figli, due amici e p. Gian Battista Zanchi il superiore generale del Pime. Il 28 ottobre nella cattedrale di Zamboanga, si terrà una messa in memoria di P. Tentorio. Essa sarà celebrata da mons. Romulo Valles, arcivescovo di Zamboanga ed ex vescovo di Kidapawan.

    Di seguito, pubblichiamo il comunicato ufficiale diffuso oggi dalla comunità dei missionari del Pime nelle Filippine.

    “Uomo, ti è stato insegnato ciò che è buono e ciò che richiede il Signore da te: praticare la giustizia, amare la pietà, camminare umilmente con il tuo Dio”. (Michea 6:8).

    Questo è il passo biblico che si legge nelle ultime volontà e testamento di p. Fausto Tentorio, nostro confratello nel Pime e nella missione. Queste parole contengono in sintesi tutta la vita e missione del nostro fratello sacerdote. In verità, ha camminato umilmente con Dio, praticando la giustizia e la bontà con amore in mezzo ai più poveri fra i poveri e gli emarginati come sono stati e sono ancora le popolazioni indigene filippine e i contadini dell’Arakan Valley, (North Cotabato).

    Per oltre trent’anni, p. Fausto è stato per i tribali un padre (che affettuosamente lo chiamavano Tatay Pops), un fratello, un mentore e un amico, in modo disinteressato si è identificato con essi nella loro vita e cultura. Era veramente uno di loro con loro.

    La comunità del Pime nelle Filippine loda e ringrazia Dio per il suo dono del martirio. Il Signore lo ha chiamato a compiere l'ultimo sacrificio al servizio di Dio e al servizio del Suo popolo.

    Sappiamo che p. Tentorio era un uomo gentile, evangelicamente semplice e prudente, ma terribilmente coraggioso e coerente nel suo apostolato in difesa degli emarginati, soprattutto i popoli indigeni, e per l’integrità del creato.

    Noi, missionari del Pime nelle Filippine, con i cuori appesantiti dalla tristezza e dal dolore, condanniamo nel modo più forte possibile l’assassinio di p. Fausto e chiediamo a gran voce che venga fatta giustizia per lui.

    L’omicidio di p. Fausto ha rinnovato in tutti noi il dolore e la perdita dei nostri due fratelli martiri: p. Tullio Favali, ucciso a Tulunan nell’aprile 1985, e p. Salvatore Carzedda, assassinato a Zamboanga nel maggio 1992.

    A questo punto della storia, la comunità del Pime nelle Filippine, rinnova il suo impegno a testimoniare il Vangelo nonostante rischi di ogni genere. Noi abbiamo fatto la promessa di servire la Chiesa e le persone nelle Filippine così come abbiamo fatto dal 1968, contando sulla presenza del Signore Gesù: “Ecco, io sono con voi tutti giorni fino alla fine del mondo” (Mt 28: 20), e quindi non andremo via in questo momento, ma rimarremo e continueremo a servire. Il male non trionferà con la morte di p. Fausto!

    Infine, facciamo nostre le parole dell’arcivescovo Orlando Quevedo, ex vescovo di Kidapawan.

    “La morte di p. Fausto è un puro assassinio. Io lo condanno totalmente come un crimine che grida al cielo. Se gli autori pensano che la sua uccisione azzittirà sacerdoti, religiosi, fratelli e sorelle, e vescovi dal proclamare la giustizia del regno di Dio, si sbagliano. Il sangue dei martiri come p. Fausto sostiene il coraggio e l’audacia di coloro che si interessano alla pace e alla giustizia abbastanza da sacrificare loro stessi mentre percorrono la strada della non violenza attiva. Lancio un forte appello alle autorità affinché cerchino gli autori e li consegnino alla giustizia”. (Estratto da “Martire per la Giustizia e la Pace” di mons. Orlando B. Quevedo, Omi).

    Cogliamo questa opportunità per esprimere i nostri sinceri ringraziamenti a tutte le persone di buona volontà che ci hanno fatto le condoglianze e ci hanno sostenuto con la loro solidarietà. Le vostre preghiere e il vostro essere con noi nel ricercare la giustizia per il nostro confratello ucciso è di grande conforto e fonte di rinnovato impegno.

    Che il Dio della pace e dell’amore porti una pace duratura e la giustizia a Mindanao!

    Casa Regionale del Pime
    Suterville
    Zamboanga

    19 ottobre, 2011

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