17/10/2011, 00.00
FILIPPINE - ITALIA

Sgomento fra i familiari di p. Fausto Tentorio, ucciso nelle Filippine

Il missionario era tornato in Italia un anno e mezzo fa, assicurando che a Kidapawan non c’erano problemi. La vita di p. Fausto raccontata da suo nipote: povertà, amicizia con i tribali, impegno per fermare le compagnie minerarie. Questa sera alle 20.30 messa a S. Maria di Rovagnate.
Roma (AsiaNews) – Sgomento e sorpresa hanno colto i familiari di p. Fausto Tentorio alla notizia della morte del missionario del Pime, ucciso stamane ad Arakan Valley, nella diocesi di Kidapawan. La famiglia di p. Fausto vive a S. Maria di Rovagnate, in provincia di Lecco.

Felice, il fratello, di due anni più grande di p. Fausto, racconta ad AsiaNews: “Siamo sgomenti e sorpresi. L’ultima volta che mio fratello è venuto in Italia, un anno e mezzo fa, ci ha detto che la situazione a Kidapawan non era tesa per nulla, che non c’era nulla da temere. E ora questa notizia… Noi gli consigliavamo sempre di essere prudente, di stare attento….”.

P. Tentorio da oltre 32 anni in missione per il Pime (Pontificio Istituto Missioni Estere) nelle Filippine, nel 2003 era scampato per un soffio a un’esecuzione, mentre si trovava in una delle sue visite ai tribali dell’Arakan Valley, a Kitaotao.

Da allora la situazione si era calmata e non vi erano particolari segnali di tensione.

Suo nipote Simone, 27 anni, impiegato di banca, era andato a trovare lo zio nelle Filippine lo scorso gennaio. “Era molto tranquillo e sereno, anche se era prudente. Quando passavamo in zone che lui non conosceva, chiudeva i finestrini dell’auto e sigillava la macchina. Ma non sembrava ci fossero problemi. Mi ha addirittura accompagnato a visitare il luogo e la casa dove nel 2003 era sfuggito all’esecuzione”.

Simone è ancora impressionato dalla semplicità e povertà in cui suo zio viveva. “Era una persona che in tutto voleva vivere come i suoi indigeni. E per questo era molto amato”.

Finora non è chiaro alcun movente nell’uccisione del missionario. P. Giovanni Vettoretto, che viveva con p. Fausto, pensa che il suo confratello possa essere vittima di qualche vendetta. Nella diocesi di Kidapawan, p. Tentorio era capo dell’Apostolato filippino per i tribali. È possibile che fra i moventi vi sia proprio il suo impegno in difesa degli indigeni e contro le compagnie minerarie che stanno occupando le terre dei tribali.

I familiari di p. Fausto hanno ricevuto la notizia della sua morte direttamente dalle Filippine. Stamattina presto hanno ricevuto la visita dei superiori del Pime di Milano. Questa sera, nella parrocchia del paese, alle 20.30 ci sarà una messa di suffragio per p. Fausto Tentorio.
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