03/01/2014, 00.00
INDIA
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Card. Gracias: Il Messaggio per la pace, ricetta per lo sviluppo dell'India

di Oswald Gracias*
L'arcivescovo di Mumbai riflette con AsiaNews sull'importanza del tema scelto da Francesco per la Giornata mondiale della Pace: "Solo la fraternità può salvare la nostra amata nazione dai mali della discriminazione e della disuguaglianza sociale. Siamo tutti fratelli e sorelle, dobbiamo vivere come una famiglia per rendere il mondo un posto migliore".

Mumbai (AsiaNews) - Il tema scelto da papa Francesco - "Fraternità, fondamento e sentiero per la pace" - e il suo Messaggio per la pace sono molto rilevanti per l'India, un Paese che ha urgente bisogno di fraternità come simbolo di pace, sviluppo e progresso sostenibile per la nostra nazione. Nel nostro inno nazionale noi diciamo: "Tutti gli indiani sono miei fratelli e mie sorelle". E il Santo Padre sottolinea come la paternità di Dio sia la base della fraternità, proprio come il nostro inno indica che - essendo tutti fratelli e sorelle - siamo tutti figli dello stesso padre.

Purtroppo però l'etica prevalente nella nostra cultura di massa indica nel denaro il valore supremo, e questo provoca povertà di massa e disuguaglianza sociale. Il Papa ci mette in guardia contro la "globalizzazione dell'indifferenza", che ci rende "ciechi alle sofferenze degli altri e chiusi in noi stessi". Questo avvertimento parla direttamente alla situazione indiana, dove esiste un divario crescente fra ricchi e poveri e un'enorme divisione fra società urbane e rurali. È motivo di enorme vergogna che, dal 1997, in India si siano uccisi più di 250mila contadini.

Vanno poi condannate con forza lo status "minoritario" delle donne, l'aumento dei feticidi femminili e le orribile pratiche e gli orribili abusi che avvengono contro donne e ragazze: sono tutti mali, attacchi alla vita. La fraternità con i nostri fratelli dalit cristiani, e con tutti i nostri fratelli e sorelle indiane sotto la paternità di Dio: ecco come possiamo fermare la discriminazione nei loro confronti, che non godono degli stessi diritti degli altri cittadini. Stiamo combattendo per questo, e speriamo che nella grazia di Dio tutto si risolva.

Nel 2014 avremo le nostre elezioni generali, e l'appello del Papa alla fraternità diventa ancora più significativo: siamo tutti indiani, condividiamo un'eredità comune. E i nostri politici devono mettere il benessere dell'intera nazionale prima degli interessi personali e di Partito. Come scrive Francesco, l'indifferenza porta con sé "un'offesa ai diritti umani fondamentali, in modo particolare al diritto alla vita e quello alla libertà religiosa".

La spiritualità è una parte intrinseca della cultura indiana e le leggi sulla libertà religiosa pongono questo diritto nel cuore della Costituzione. Discriminare i credi o le pratiche religiose è contrario al rispetto per la dignità umana di base, che può destabilizzare la società creando un clima di tensione, intolleranza, opposizione e sospetto dannoso per la pace sociale e per il progresso della nostra amata nazione.

Da questo punto di vista, la fraternità è davvero il fondamento e la strada per la pace. Non importa a quale tradizione apparteniamo: noi siamo fratelli e sorelle nella stessa famiglia. Per questo sono importanti la comprensione, il dialogo e il confronto con l'altro: rendono il mondo un posto migliore. È essenziale che noi, in India, combattiamo contro i tre mali: sistema delle caste, corruzione e scontri sociali. Sono una minaccia costante per la nostra amata madrepatria.

Come presidente della Conferenza episcopale cattolica indiana prego che ognuno di noi - fratelli e sorella della nostra grande India - possa mantenere vivo lo spirito della fraternità che, con le parole delle Upanishad, "ci guida dalla falsità alla verità, dall'oscurità alla luce, dalla morte all'immortalità".

*cardinale arcivescovo di Mumbai e presidente della Conferenza episcopale cattolica indiana

 

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