07/11/2014, 00.00
CINA
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Cina, la polizia smantella una banda criminale che trafficava neonati

Nella provincia meridionale dello Yunnan un gruppo di 32 persone, tutte imparentate fra di loro, comprava o rapiva i bambini per poi rivenderli a coppie di altre aree. Gli inquirenti pubblicano la foto di 11 infanti ritrovati in uno dei covi del gruppo per identificarli e contattare i genitori naturali.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) - La polizia della provincia meridionale dello Yunnan ha arrestato 32 persone, accusate di aver messo in piedi un'organizzazione criminale con lo scopo di rapire e vendere bambini e neonati. Le autorità hanno ritrovato, in uno dei covi del gruppo, 11 infanti senza documenti di identità. Per cercare di identificare loro e i loro genitori, ha fatto pubblicare sui media tradizionali e su quelli online le foto dei bambini.

Secondo gli investigatori che hanno seguito la vicenda, i trafficanti erano tutti parenti o amici stretti. Le tracce ritrovate nella capitale provinciale Kunming fanno pensare che almeno 21 bambini siano stati venduti dal gruppo a persone sparse nelle province di Shandong, Fujian ed Henan. Non è chiaro se tutti i neonati siano stati venduti dalle famiglie di origine o rapiti: di certo alcuni genitori naturali li hanno venduti per 10mila yuan (circa 1.200 euro), mentre i trafficanti ne hanno ricavati più o meno 140mila yuan l'uno.

I primi sospetti sono nati quando la polizia ha fermato lo scorso agosto una coppia di mezza età, con accento straniero, alla stazione ferroviaria di Kunming. I due stavano salendo su un treno con un bambino di poche settimane. Dopo un breve interrogatorio, la coppia ha ammesso di aver acquistato il neonato: la polizia ha in un secondo momento scoperto l'intera rete, che acquistava i bambini da villaggi della zona rurale per poi trasportarli in città.

Il caso dello Yunnan non è isolato, ma rientra in una lunga scia di crimini legati al traffico di bambini. La legge sul figlio unico e una normativa debole in materia d'adozioni - oltre alla povertà e alla tradizionale preferenza verso il figlio maschio - hanno alimentato nel corso degli anni il traffico di bambini. Molte famiglie comprano le vittime della tratta per impiegarle come manodopera a basso costo, domestici, o per dare una sposa ai propri figli non sposati. In altri casi, molti di questi bambini vengono venduti a famiglie che vogliono adottare, o costretti a prostituirsi.

Secondo un rapporto diffuso dalla China National Radio, emittente che trasmette in tutto il Paese, ogni anno in Cina scompaiono circa 200mila bambini. Di questi, solo lo 0,1% viene ritrovato e liberato dalle maglie del racket.

 

 

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