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  • » 17/02/2005, 00.00

    CINA

    Miniere in Cina: in 2 giorni 220 i morti



    Esplode anche una miniera illegale nello Yunnan. Dopo 3 mesi ferme le indagini sulla tragedia nello Shaanxi: il carbone è ancora incandescente.

    Pechino (AsiaNews/Agenzie) – La Cina continua a seppellire i suoi minatori. Oggi l'amministrazione provinciale del Liaoning, ha dichiarato che ci sono "poche speranze" di ritrovare in vita i 5 dispersi nell'esplosione di lunedì 14 febbraio nella miniera di Sunjiawan, a Fuxin. Quello nel Liaoning, con 215 vittime, è il più grave incidente in miniera dal 1949.

    Quest'ultimo aggiornamento porta a 220 morti e 17 dispersi il bilancio delle esplosioni in miniere di carbone avvenute negli ultimi tre giorni. Ieri i media di Stato hanno rivelato che il 15 febbraio è avvenuto un incidente in una miniera illegale nella provincia dello Yunnan, a Qujing, ha ucciso 5 lavoratori e dispersi 17. Le autorità provinciali hanno avviato indagini per verificare la legalità di altre miniere nella zona. "Se avessimo saputo che l'impianto illegale era attivo – ha dichiarato sorpreso Xu Jianan, vice direttore del dipartimento dello Yunnan per la sicurezza nelle miniere - lo avremmo chiuso definitivamente".

    Indagini ancora ferme, invece, nello Shaanxi, dove l'esplosione nella miniera di Chenjiashan il 28 novembre 2004, ha causato 166 morti. Il corpo investigativo, istituito subito dopo l'incidente, non ne ha ancora stabilito le cause. Un portavoce dell'amministrazione di stato per la sicurezza delle miniere carbonifere ha spiegato che "il carbone nella miniera brucia e il fuoco non si è estinto, non c'è modo di scendere in profondità".

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