01/05/2011, 00.00
VATICANO

L’amore per gli altri, l’eredità di Giovanni Paolo II ai giovani

di Giulia Mazza
Tantissimi stranieri, più degli italiani, sono accorsi oggi, nel giorno della beatificazione del papa polacco, acclamato “santo subito!” sin dalla sua scomparsa. Giovanni Paolo II è stato un maestro importante soprattutto per i più giovani, come ricordano alcuni asiatici.

Città del Vaticano (AsiaNews) – “L’Asia. Ecco il nostro comune compito per il terzo millennio!”, scriveva Giovanni Paolo II nel suo libro “Alzatevi, andiamo!”. E la giornata di oggi testimonia quanto quel papa sia stato a sua volta fondamentale per i cattolici dell’Asia. Perché nel tentativo di conquistare – con molta fatica – anche solo un piccolo spazio per la cerimonia della beatificazione, a colpire sono soprattutto le tante, tantissime lingue e facce, una diversa dall’altra. Un tripudio di colori avvolge piazza San Pietro, via della Conciliazione, Castel S. Angelo, corso Vittorio Emanuele e Borgo, stracolmi di gente proveniente da tutto il mondo. E poi ombrelli per ripararsi dal sole cocente, striscioni, giovani volontari che distribuivano senza sosta frutta e bottigliette d’acqua, bambini sulle spalle dei papà per provare a vedere meglio. Nonostante la stanchezza per la lunga attesa e il caldo, lo sguardo è sempre e comunque attento. Giovani, in particolare, e famiglie. L’eredità lasciata dal papa Giovanni Paolo II, oggi beato, è immensa.

È difficile farsi largo tra la gente. Una ventina di cattolici da Singapore è qui dalle 7 del mattino. “Da quando è stato avviato il processo di beatificazione, ho sempre desiderato essere qui oggi”, racconta una signora. “Ho incontrato per la prima volta papa Giovanni Paolo II – ricorda – quando è venuto a Singapore, nel 1986. Quando l’ho visto, ho provato un senso di profondo appagamento”. È stanca, ma la sua voce è piena di entusiasmo. “L’eredità più grande di questo papa – afferma – è il suo messaggio d’amore verso tutti, in particolare verso i più giovani. Ai ragazzi ha sempre detto di essere vigili, di aver pazienza, e di essere capaci di affrontare tutte le difficoltà e i problemi che la vita pone sul nostro cammino. Io ho insegnato per 37 anni. Ora sono in pensione, ma lavoro ancora nell’ambito dell’educazione: posso dire con gioia che i giovani testimoniano con le loro vite di aver compreso e accettato il suo messaggio”.

Durante il suo pontificato, Giovanni Paolo II ha compiuto moltissimi viaggi in Asia. Nel 1984 egli è stato in Thailandia. Ad accoglierlo, tra i tantissimi, anche una bambina. Oggi è una donna adulta, che è venuta qui a Roma per salutare il papa beato. “Il suo insegnamento più grande, per me, è il suo amore per gli altri e la cura per l’altro. Perché era ciò che egli stesso faceva con le persone, i bambini soprattutto”, afferma. E aggiunge, sicura: “Era un uomo gentile, e un vero santo in terra”.

Numerosissimi anche gruppi provenienti dalle Filippine, il Paese asiatico a maggioranza cristiana (il 94% della popolazione, di questi l’81% sono cattolici). Coppie, singoli, intere famiglie. Molti hanno partecipato alla Giornata Mondiale della Gioventù a Manila, nel 1995. Tutti hanno detto di essere “felici” per l’avvenuta beatificazione di Giovanni Paolo II.

“Perché così è piaciuto al Signore: Giovanni Paolo II è beato!”, proclama papa Benedetto XVI alle 11,15. E le grida e gli applausi della folla accorsa oggi da tutto il mondo ne accolgono l'eredità.
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