31/10/2014, 00.00
VATICANO
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Papa: Chi cura la legge e tralascia l'amore non è un modello, ma un ipocrita

Nell'omelia di questa mattina, Francesco commenta il Vangelo che contrappone Gesù ai farisei che non guariscono di sabato, che negavano aiuto ai genitori perché "avevano dato tutto al Tempio. Ma chi è più importante? Il Quarto comandamento o il Tempio? Serve il cammino inverso: dall'amore verso la legge".

Città del Vaticano (AsiaNews) - Chi cura soltanto la legge e dimentica la giustizia, chi mette da parte l'amore in nome della norma "non è un modello, ma un ipocrita. La vicinanza di Gesù è proprio la prova che noi andiamo sulla vera strada". Lo ha detto questa mattina papa Francesco durante l'omelia della messa in casa Santa Marta. Soltanto "con un percorso inverso, partendo dall'amore per arrivare alla legge" possiamo dirci davvero cristiani.

Francesco, riferisce la Radio Vaticana, commenta il Vangelo del giorno in cui Gesù chiede ai farisei se sia lecito o no guarire di sabato: "Ma loro non rispondono. Lui, allora, prende per mano un malato e lo guarisce. I farisei messi di fronte alla verità, tacevano ma poi sparlavano dietro ... e cercavano come farlo cadere". Da parte sua, il Messia rimprovera questa gente che "era tanto attaccata alla legge, che aveva dimenticato la giustizia" e negava perfino l'aiuto ai genitori anziani con la scusa di aver dato tutto in dono al Tempio. Ma chi è più importante, si chiede il Papa, "il quarto Comandamento o il Tempio?".

È proprio un modo sbagliato di concepire una vista giusta: "La strada di vivere attaccati alla legge allontanava queste persone dall'amore e dalla giustizia. Curavano la legge, trascuravano l'amore. Erano modelli: erano i modelli. E Gesù per questa gente soltanto trova una parola: ipocriti. Da una parte, vai in tutto il mondo cercando proseliti: voi cercate. E poi? Chiudete la porta. Uomini di chiusura, uomini tanto attaccati alla legge, alla lettera della legge, non alla legge, ché la legge è amore; ma alla lettera della legge, che sempre chiudevano le porte della speranza, dell'amore, della salvezza ... Uomini che soltanto sapevano chiudere".

"Il cammino per essere fedeli alla legge, senza trascurare la giustizia, senza trascurare l'amore - spiega invece il pontefice - è il cammino inverso: dall'amore all'integrità; dall'amore al discernimento; dall'amore alla legge. Questa è la strada che ci insegna Gesù, totalmente opposta a quella dei dottori della legge. E questa strada dall'amore alla giustizia, porta a Dio. Invece, l'altra strada, di essere attaccati soltanto alla legge, alla lettera della legge, porta alla chiusura, porta all'egoismo".

Gesù, riprende Francesco, "si avvicina: la vicinanza è proprio la prova che noi andiamo sulla vera strada. Perché è proprio la strada che ha scelto Dio per salvarci: la vicinanza. Si avvicinò a noi, si è fatto uomo. La carne: la carne di Dio è il segno; la carne di Dio è il segno della vera giustizia. Dio che si è fatto uomo come uno di noi, e noi che dobbiamo farci come gli altri, come i bisognosi, come quelli che hanno bisogno del nostro aiuto".

"La carne di Gesù - conclude il Papa - è il ponte che ci avvicina a Dio ... non è la lettera della legge: no! Nella carne di Cristo, la legge ha il pieno compimento ed è una carne che sa soffrire, che ha dato la sua vita per noi. Che questi esempi, questo esempio di vicinanza di Gesù, dall'amore alla pienezza della legge ci aiutino a mai scivolare nell'ipocrisia: mai. È tanto brutto, un cristiano ipocrita. Tanto brutto. Che il Signore ci salvi da questo!".

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