07/04/2005, 00.00
VATICANO - ASIA
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A San Pietro l'Asia unita saluta il papa

Le voci e le testimonianze di affetto e gratitudine degli asiatici a Roma per dare l'ultimo saluto a Giovanni Paolo II.

Città del Vaticano (AsiaNews) – Vengono da angoli diversi del continente asiatico, ma questa mattina sono fianco a fianco nel fiume umano che porta dentro la basilica di San Pietro all'abbraccio con il papa. Non tutti sono cristiani, ma nessuno è qui solo per curiosità. A molti Giovanni Paolo II ha cambiato la vita, per altri è stato un modello a cui ispirarsi.

AsiaNews ha raccolto le testimonianze, i ricordi e le speranze di numerosi asiatici che oggi a Roma hanno salutato per l'ultima volta il papa, che li ha sempre avuti nel cuore.

Padre Andy Lee Miri, 29 anni, Sarawak, Malaysia: È un miracolo. Tutta questa gente qui non si lamenta, sopporta la fatica del caldo, della stanchezza del viaggio ed è come se compisse una Via crucis con il sorriso sulle labbra, come se si volesse restituire al papa tutto quello che lui ha sofferto per noi in questi anni senza mai lamentarsi. Da lui dobbiamo imparare a "non aver paura", come egli ripeteva spesso, a non temere chi siamo e continuare a seguire Cristo: è lì la nostra forza.

Haiko, 20 anni, Seoul, Corea del Sud: Entrando a San Pietro oggi ho conosciuto il papa per la prima volta, ho sentito una grande gioia ed è come se mi avesse parlato. Anche se non è in vita, continua a comunicare con i suoi fedeli; la gente che accorre qui ne è la prova.

Rajiv Suniwatra, 34 anni, Kerala, India: Io e i miei amici siamo in vacanza a Roma da diversi giorni, ma quando il papa è morto siamo entrati fra i primi in basilica per rendergli omaggio. Da domenica continuiamo a tornare ogni giorno. Da cattolici affrontiamo spesso la discriminazione nel nostro paese. Il papa, che parla di pace con chi ha provato ad ucciderlo, ci ha insegnato che l'intolleranza e la violenza non servono a nulla.

Theresa Dompor, 13 anni, filippina residente nel New Jersey, Usa: Volevo bene al papa. Mi ha insegnato il perdono. Lui perdonava tutti, non importava quali colpe avessero, lo ha fatto anche con chi ha cercato di ucciderlo.

Sujanthra Somchay, 58 anni, Bangkok, Thailandia: Il suo amore ha abbracciato ogni persona, in tutto il mondo. Non sono cristiana ma buddista; sono qui espressamente per testimoniare il mio rispetto ad un uomo che non ha mai fatto discriminazioni, che ha fatto sentire i popoli del mondo uniti sotto un segno di speranza.

Harvin, 27 anni, Manila, Filippine: Ero in vacanza con i miei genitori in Francia e appena saputo siamo corsi a Roma. Per me Giovanni Paolo II è stata una guida spirituale; da lui, dalla sua testimonianza, ho imparato il valore della famiglia e del rispetto della vita, questioni su cui egli si è sempre battuto fermamente.

Jun Yeup Kim, 34 anni e sua moglie Hye Yoen Kim, 31 anni, Corea del Sud: L'eredità che lascia questo papa alla Corea è la sua preghiera per la pacificazione tra il Nord  e il Sud. Spero che grazie ai suoi sforzi si giunga presto alla pace fra i nostri due stati. Noi dobbiamo contribuire con la preghiera e l'amore reciproco al quale egli ci ha sempre spinti sull'esempio di Cristo.

Zhang Xiaodong, 32 anni, Shanghai, Cina: Non sono credente. Eravamo in Olanda con degli amici e abbiamo pensato di venire a render omaggio a questa personalità, centrale e storica per tutta l'umanità, il papa.

Hemmi Teruo, 45 anni, Tokyo, Giappone: Sono buddista, sono qui in vacanza con amici, ma faremo la fila per entrare e vedere il papa. Questo è un momento storico, il valore di quest'uomo e la sua importanza per il genere umano sono indiscutibili. (MA-VF-LF)

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