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    » 24/05/2010, 00.00

    CINA - VATICANO

    A Sheshan e in tutta la Cina si prega per l’unità e le vocazioni sacerdotali

    Zhen Yuan

    Nella Giornata mondiale di preghiera per la Chiesa in Cina, voluta da Benedetto XVI, cattolici ufficiali e sotterranei pregano per una maggiore unione fra le comunità e per una presta soluzione al rapporto fra Cina e Vaticano. Ancora di più, chiedono forza per i giovani vescovi e per i fedeli per evangelizzare il continente, sempre più assetato di Dio.
    Shanghai (AsiaNews) – Quest’oggi, nella festa di Nostra Signora Aiuto dei cristiani, i cattolici cinesi hanno pregato per la Chiesa in Cina, secondo l’indicazione che Benedetto XVI ha dato nella sua Lettera del 2007, di celebrare una Giornata mondiale di preghiera per la Chiesa in Cina il 24 maggio, giorno della festa di Nostra Signora di Sheshan (Shanghai).
     
    Questa mattina, a Sheshan, mons. Giuseppe Xing Wenzhi, ausiliare di Shanghai, ha guidato una processione dalla chiesa a metà collina, fino alla basilica sulla cima, dove ha celebrato una messa. Mons. Xing era insieme a altri 3 mila cattolici per pregare per tutti i sacerdoti e per i cattolici della Cina, come anche per le vittime dei disastri e per l’Expo, che è tuttora in corso nella grande metropoli.
    P. Li Fangyuan, rettore della basilica di Sheshan ha confermato oggi ad AsiaNews di aver celebrato stamattina alle 6.30 una messa con preghiera per la Cina, sperando di vedere “una via d’uscita” per le relazioni intracclesiali.
     
    A Xiamen (Fujian) , il neo-vescovo mons. Cai Bingrui ha dichiarato che tutti i suoi sacerdoti hanno pregato nelle messe per la Chiesa in Cina. “Sono ottimista – afferma -
    sulla Chiesa in Cina, perché è benedetta” da questa decisione del papa di designare una Giornata speciale per pregare con questa intenzione. “Oltretutto – continua – ho molta devozione verso Nostra Signora di Sheshan. Io ho studiato nel seminario teologico di Sheshan e come seminaristi siamo andati spesso a pregare in basilica, aiutando anche i pellegrini durante i mesi dei pellegrinaggi”.
     
    Nella Cina centrale, Teresa, una cattolica laica, ha dichiarato ad AsiaNews che lei continua a pregare perché i vescovi della Cina – dei quali molti sono giovani e nuovi – possano essere forti.
     
    Nel nord ovest del Paese, p. Joseph, un sacerdote sotterraneo, ha detto che questa mattina i suoi sacerdoti hanno pregato con altri cattolici della Chiesa non ufficiale, In alcuni casi è seguita l’adorazione e la benedizione con Santissimo Sacramento. Alcuni hanno tentato di andare in pellegrinaggio a Sheshan, nonostante il grande numero di controlli per la sicurezza e il traffico.
     
    Personalmente, p. Joseph ha pregato per l’unità fra le divise comunità cristiane in Cina e per una vicina normalizzazione dei rapporti fra Cina e Vaticano, oltre che per la crescita di vocazioni sacerdotali in numero e in qualità.
     
    P. Pietro di Zhengding (Hebei), anch’egli sacerdote sotterraneo, ha pregato per l’unità della Chiesa e per l’evangelizzazione della Cina, ma anche per il ritorno del suo vescovo, mons. Giulio Jia Zhiguo, che è scomparso nelle mani della polizia da mesi.
     
    “Per me – confida - la Giornata di preghiera per la Chiesa in Cina, voluta dal santo Padre, è un modo per donarci un sostegno spirituale”. Anche un seminarista Giovanni dell’Hebei ha detto che l’intenzione più forte per oggi è l’unità della Chiesa e una “maggiore comprensione, e non divisione, fra le comunità”.
     
    Mons. Han Zhihai di Lanzhou (Gansu), ha molta fede nella Madre che aiuta e protegge la Chiesa in Cina. Egli ha pregato perché la Chiesa in Cina “abbia più libertà, più vocazioni sacerdotali e ci siano presto miglioramenti nei rapporti fra Cina e Vaticano”.
     
    Proprio ieri mons. Han ha amministrato la cresima a 130 adulti e ragazzi. Altri 400 cattolici in altre parrocchie aspettano di ricevere il sacramento in questi giorni.
     
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