09/04/2008, 00.00
IRAQ
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A cinque anni dalla presa, Baghdad è di nuovo nel caos

Oggi è il quinto anniversario dell’ingresso delle truppe Usa nella capitale; coprifuoco per evitare violenze. Ma a Sadr City piovono missili e gli abitanti denunciano: da giorni esplosioni e colpi d’arma da fuoco dovunque, sembrano svaniti in poche settimane i progressi nella sicurezza.
Baghdad (AsiaNews) - Baghdad è sotto coprifuoco nel giorno che segna il quinto anniversario della presa della capitale da parte delle forze americane. Intanto a Sadr City, roccaforte degli sciiti del radicale Moqtada al Sadr in città, continuano gli scontri tra regolari dell’esercito e le milizie del Mahdi. Oggi l’agenzia Voice of Iraq riporta la morte di almeno 5 civili e il ferimento di altri 22 nel lancio di missili che ha colpito l’immenso quartiere orientale della capitale. Secondo la fonte anonima citata dall’agenzia, “sono state danneggiate diverse case e proprietà di civili”. A Sadr City vige il coprifuoco già dalla fine di marzo, quando a Bassora è scattata l’offensiva dell’esercito iracheno contro i miliziani di Sadr.
 
Abitanti di Baghdad raccontano ad AsiaNews che colpi di armi da fuoco pesante, provenienti da più parti della città, si sentono tutta la notte da giorni: “Il più delle volte nessuno sa dove colpiscono e quante persone uccidono; fino a un mese fa potevamo dire che la sicurezza era migliorata, ma da poche settimane qui siamo precipitati di nuovo nel caos”.
 
Di situazione ancora “fluida” ha parlato ieri il comandante in capo del contingente americano in Iraq, gen. David Petraeus, che ha fatto rapporto davanti la Commissione difesa ed esteri del Senato. Oggi farà lo stesso alla Camera. Il generale ha riferito che vorrebbe si fermasse il ritiro delle truppe in luglio, mantenendo da quella data in poi 140mila soldati dispiegati nella regione. Il presidente George W. Bush ha detto di appoggiare tale raccomandazione. Ha poi aggiunto che la minaccia maggiore alla stabilità dell’Iraq è rappresentata dal “ruolo distruttivo dell’Iran” che fornisce il supporto di “gruppi speciali” agli sciiti radicali.
 
 
 
 
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