24/02/2012, 00.00
VATICANO - VIETNAM
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A fine febbraio il Gruppo di lavoro Santa Sede-Vietnam

L'incontro avverrà ad Hanoi il 27-28 febbraio. Il rappresentante pontificio "non residente" ha incontrato quasi tutti i vescovi del Vietnam e le loro comunità. Rimangono tensioni sulla libertà religiosa, accresciute dalla corruzione della leadership.

Città del Vaticano (AsiaNews) - Alla fine di febbraio si terrà ad Hanoi il terzo incontro del Gruppo di lavoro congiunto fra la Santa Sede e il governo vietnamita, che lavora per il ristabilimento delle relazioni diplomatiche.

Con uno scarno comunicato, la Sala stampa della Santa Sede ha dichiarato che  "Con riferimento alla decisione adottata al termine del secondo incontro del Gruppo di Lavoro congiunto Vietnam - Santa Sede, svoltosi nella Città del Vaticano dal 23 al 24 giugno 2010, avrà luogo ad Hanoi, nei giorni 27-28 febbraio corrente, il terzo incontro del gruppo di Lavoro. Dopo alcune visite compiute dal rappresentante Pontificio non residente in Vietnam, la riunione servirà ad approfondire e a sviluppare le relazioni bilaterali".

Il Gruppo è stato varato nel febbraio 2009, dopo innumerevoli anni di incontri semi-informali, per studiare più da vicino le possibilità di una ripresa delle relazioni diplomatiche fra la Santa Sede e la Repubblica popolare del Vietnam.

Grazie all'impegno del Gruppo di lavoro, nel 2011 Benedetto XVI ha potuto scegliere un "rappresentante pontificio" per il Vietnam nella persona di mons. Leopoldo Girelli. Pur non essendo un vero e proprio "nunzio" (è "non residente" e vive a Singapore), mons. Girelli ha potuto visitare il Paese e incontrare quasi tutti i vescovi del Vietnam e le loro comunità.

In una maniera molto simile alla Cina, il Vietnam ha lanciato da tempo riforme economiche per il Paese ma è restio ad attuare riforme politiche, con garanzie di piena libertà religiosa per le comunità cristiane (e buddiste). Negli ultimi anni si registrano non pochi episodi di violenze verso i cattolici, con freni all'evangelizzazione (soprattutto nel Nord) e con espropri di terreni ed edifici delle comunità cristiane. Intanto è cresciuto l'impegno dei cattolici nella società, permesso in modo non ufficiale dal governo perché esso risponde a problemi di sanità - cura degli anziani, dei lebbrosi - e dell'educazione, dimenticati da una leadership sempre più corrotta.

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