20/02/2009, 00.00
COREA DEL SUD
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A migliaia per l’ultimo saluto al cardinal Kim

di Teresa Kim Hwa-young
Quasi 10mila seguono la cerimonia davanti allo schermo gigante, perché la cattedrale di Myeongdong non li contiene. Presenti le massime cariche dello Stato. Ha vissuto fino all’ultimo nella sequela di Dio e con il massimo rispetto per la vita umana.

Seoul (AsiaNews) – Il cardinal Nicholas Cheong Jin-suk ha officiato stamattina la messa funebre del cardinal Sptephen Kim Sou-hwan, alla cattedrale di Myeongdong. Alla cerimonia sono stati ammessi solo parenti e amici stretti e varie personalità tra cui il premier Han Seung-soo, il ministro della Cultura Yu In-chon e gli ambasciatori di numerosi Stati.

Oltre 10mila persone hanno assistito alla funzione sullo schermo gigante installato fuori della cattedrale, sfidando il freddo gelido per tributargli un ultimo saluto.

Mons. Cheong, che per volontà di Papa Benedetto XVI ha anche  rappresentato il Vaticano, lo ha ricordato come “apostolo d’amore e di pace”, che anche tra le sofferenze per la malattia e l’età “non ha mai perso la sua umanità o il sorriso”. Hanno preso la parola per ricordarlo anche il nunzio apostolico mons. Osvaldo Padilla e il premier Han a nome pure del presidente Lee Myung-bak.

E’ stato poi portato al cimitero dei sacerdoti cattolici di Yongin, nella provincia Gyeonggi a sud di Seoul. Sulla tomba è stato scritto: “Vado via senza rimpianti”.

In questi giorni quasi 400mila persone, provenienti da tutto il Paese, hanno aspettato per ore in una fila lunga anche tre chilometri fuori della cattedrale, per l’estremo saluto.

I media rilevano come anche i suoi ultimi gesti sono stati un esempio e un’ispirazione per molti. Il cardinale Kim ha donato le sue cornee per il trapianto e questo ha portato un forte aumento delle donazioni d’organi. Molti coreani famosi hanno espresso la volontà di fare lo stesso.

Nell’ultimo periodo, malato di polmonite, ha rifiutato trattamenti medici utili soltanto a prolungargli la vita, come un respiratore artificiale o un apparecchio cardiopolmonare, e ha preferito accogliere la morte secondo la volontà di Dio e il corso della natura.

In Corea è attuale il dibattito sull’accanimento terapeutico, dopo che l’Alta Corte di Seoul a ottobre ha dato ragione alla famiglia di  una paziente che chiede di poterle togliere il respiratore artificiale che la tiene in vita. Ma il Severance Hospital dove è ricoverata non ha accolto la decisione, contro cui ha fatto appello. La posizione del cardinale Kim è sempre stata quella della Chiesa: massimo rispetto della vita ma rifiuto dell’accanimento terapeutico.

Durante la sua vita si è sempre battuto anche per l’abolizione della pena di morte, sottolineando la dignità della vita umana creata da Dio.

Kim Deok-jin, segretario del Comitato cattolico per i diritti umani, ricorda che “il cardinale ha vissuto nel rispetto della vita, secondo la volontà di Dio”, augurandosi che il suo esempio sia fecondo per le generazioni future.

In Corea del Sud i cristiani sono circa il 30% dei 48 milioni di abitanti e i buddisti il 23%. I cattolici sono circa 5 milioni.

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