16/06/2011, 00.00
AFGHANISTAN
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Afghanistan, il luogo peggiore dove essere donna

di Ashraf Zamani
Uno studio tra esperti lo considera il Paese più “pericoloso” per le donne, seguito da Repubblica democratica del Congo, Pakistan e India. Ma esperti di AsiaNews non sono d’accordo e vedono anche grandi cambiamenti in atto.
Kabul (AsiaNews) – La diffusa violenza, la mancanza di assistenza sanitaria e la povertà rendono l’Afghanistan il Paese peggiore per le donne, secondo uno studio della Fondazione Thomson-Reuters. Ma fonti di AsiaNews non condividono un giudizio così negativo.

Secondo lo studio, che ha intervistato 213 esperti di tutto il mondo, dopo l’Afghanistan ci sono, nell’ordine, Repubblica democratica del Congo, Pakistan, India e Somalia. Ha suscitato sorpresa l’inclusione dell’India, Paese in forte crescita economica, dove però è ancora diffuso l’infanticidio delle neonate e il traffico di donne a scopi sessuali.

Lo studio è stato reso noto in occasione del lancio del sito web TrustLaw Woman, che vuole fornire un aiuto legale gratuito per i gruppi di donne.

L’Afghanistan ha il triste primato anzitutto per l’elevata mortalità di donne per ragioni collegata alla gravidanza e alla maternità, il limitato accesso a medici e la “quasi totale mancanza di diritti economici”. Antonella Notari, dirigente di Women Change Makers, ricorda anche la situazione di perenne conflitto bellico, i bombardamenti aerei della Nato e una cultura discriminatoria contro le donne.

Fonti di AsiaNews osservano che per l’Afghanistan occorre considerare non solo i tanti problemi, ma anche gli importanti miglioramenti della situazione femminile negli ultimi anni.

“A Kabul – dice un esperto – le donne indossano il velo, ma è molto diminuito il numero di quelle che porta il burqa. Si vedono donne guidare autoveicoli, cosa vietata con sanzioni gravi in molti Paesi islamici. E’ vero che è difficile avere un’assistenza medica adeguata, ma questo è un problema generale, certo è peggiore nei piccoli centri e nei villaggi”. “Circa la situazione di continua guerra – prosegue la fonte – penso che sia grave per tutta la popolazione, per le donne non più che per gli altri”.

Un’altra fonte spiega che parla solo per la situazione di Kabul, ma che vede, per esempio, “che le ragazze vanno a scuola, le famiglie sono d’accordo a mandarcele, e studiano con profitto. Alcuni mullah si oppongono, ma le famiglie non li ascoltano. Poi, ci sono donne medico, avvocato, molte sono insegnanti, circa il 27% dei parlamentari sono donne e ci sono tre ministri donna. Insomma, c’è stato un notevole progresso, rispetto a quando c’erano i talebani. Certo, la situazione è molto peggiore nei villaggi e nelle zone dove ancora forte è la presenza dei talebani. Nei villaggi i soprusi contro le donne sono ancora normali, le famiglie costringono le ragazze a sposare chi scelgono loro, è sempre elevato il numero delle giovani che si suicidano dopo avere subito violenze. Ma dobbiamo ricordare che sotto il dominio talebano le donne non avevano nessun diritto, ora occorre lavorare per rendere la dignità che spetta loro”.

Un cammino ancora lungo. Divya Bajpai, esperto sanitario dell’Alleanza Internazionale Hiv/Aids spiega che in Pakistan “è ancora elevatissimo il numero di delitti d’onore e matrimoni precoci”. Dati ufficiali parlano di almeno 1.000 donne e ragazze uccise ogni anno per cause d’onore.

In India lo studio indica che “nel 2009 c’erano 3 milioni di prostitute, di cui circa il 40% erano bambine”. Sono frequenti i matrimoni forzati e le Nazioni Unite hanno calcolato che nel secolo scorso ci sono stati oltre 50 milioni di infanticidi e feticidi di donne, perché in molte zone si preferisce avere figli maschi.
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