17 Febbraio 2018
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est


  • » 24/10/2016, 14.27

    CINA

    Al via il Sesto Plenum del Partito comunista cinese

    Wang Zhicheng

    A tema: “governare il Partito in una maniera stringente”. La corruzione rimane la preoccupazione n. 1. Ma tutte le riforme economiche e politiche sono ferme. Nuovi membri si preparano a entrare nel Comitato centrale. Il pensionamento di Wang Qishan. E quello di Xi?

    Pechino (AsiaNews) – Da questa mattina, presso il Jinxi Hotel è in corso il Sesto Plenum del partito comunista cinese. Lontano da occhi indiscreti i circa 400 membri del Comitato centrale discutono sulla situazione del Partito e del Paese.

    A tema di questo Plenum vi è il “governare il Partito in una maniera stringente”. Ciò richiama alla questione della diffusa corruzione fra i membri e la lotta contro di essi ingaggiata dal presidente Xi Jinping che è anche segretario generale del Partito.

    Secondo il Pew Research Centre, la corruzione fra i quadri è il problema più grande della Cina: più dell’80% della popolazione sente che questo è il problema n. 1 e rischia di far naufragare l’ormai esile appoggio e stima verso il governo.

    La campagna lanciata da Xi appena salito al potere nel 2013, ha colpito “tigri” e “mosche”, grandi capi e piccoli quadri, fino ad allontanare e spesso a condannare centinaia di migliaia di membri, rappresentanti ufficiali del governo e generali dell’esercito. Ci si aspetta che il Plenum vari alcune nuove regole per la condotta dei membri del Partito.

    La lotta anti-corruzione ha però bloccato ogni altro passo. Nel timore di essere colti in flagrante, nessun responsabile ha osato prendere decisioni, dato che tutto – cene, incontri, doni, spese, viaggi, progetti – è sotto l’occhio vigile del gruppo disciplinare.

    Questa paura ha anche raffreddato il vento delle riforme che lo stesso Xi voleva attuare nell’economia e nel Partito. Xi aveva pronosticato una liberalizzazione dell’economia, degli investimenti stranieri, una revisione delle grosse industrie di Stato. Ma nulla è avvenuto.

    Anche all’interno dell’organizzazione i meccanismi interni, le elezioni, le cariche dovevano essere rivisti. Invece, la guerra contro la corruzione è servita a eliminare dalla scena politica o ridurre in minoranza i nemici di Xi, con la promozione di suoi fedeli o ex collaboratori. Molti osservatori, fra cui il prof. Willy Lam, affermano che in questi anni il potere di Xi è diventato quasi assoluto, come quello di Mao Zedong, tanto da essere osannato da molti membri come “il nocciolo della leadership”.

    Per questo Plenum, gli occhi di tutti sono puntati sulle promozioni e su chi entra o esce dal Comitato centrale e dal Politburo. A questo Plenum sono stati invitati 12 segretari provinciali, che non sono membri del Comitato centrale. Essi provengono da Shanghai, Tianjin, Shanxi, Mongolia interna, Jiangxi, Hubei, Hainan, Guizhou e Xinjiang. È probabile che tutti loro entreranno a far parte della cupola del potere, mentre si prevede l’espulsione di altri che si sono macchiati di corruzione.

    Si attende anche qualche segnale sulla sorte di Wang Qishan, il potente capo del gruppo anti-corruzione (a destra nella foto, con Xi). Wang è stato un’alleato chiave di Xi Jinping e poiché il prossimo anno avrà 69 anni, dovrebbe ritirarsi dal suo posto. Dato l’affanno di Xi nel trovare persone fidate, è possibile che egli tenga Wang ancora vicino a sé. Alcuni esperti osano dire che forse con questa scelta, Xi stia cercando di rompere la regola del pensionamento a 68 anni, per far sì che lui stesso possa governare ancora per molti mandati, anche dopo il 2021, data del suo pensionamento.

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    16/10/2017 10:22:00 CINA
    Il Partito comunista cinese espelle Wu Aiying, ex ministro della giustizia

    La sua espulsione accade in modo imprevisto. Assieme a lei, sono stati espulsi altri 11 membri del Comitato centrale. Dal 2012, sono sotto inchiesta per corruzione 18 membri del Comitato centrale e 17 membri non permanenti.



    01/09/2017 13:16:00 CINA
    Fissata la data del 19mo Congresso del Partito comunista cinese: il 18 ottobre

    Ci si attende la riconferma di Xi Jinping come segretario generale e l’inserimento del suo pensiero nella costituzione del Partito alla stregua di Mao e Deng. La campagna anticorruzione ha eliminato molti nemici personali di Xi. Pubblicità ai suoi risultati con una serie tivu e un libro.



    14/02/2018 10:56:00 CINA
    Espulso Lu Wei, un altro boss del Partito. Strapiene le prigioni dei Vip corrotti

    Lu Wei è stato capo della sicurezza su internet e vice-direttore del Dipartimento di propaganda del Partito. E’ accusato di aver “fatto ogni cosa per la sua fama personale”, e anche di aver creato delle cricche nel Partito. La campagna anti-corruzione di Xi Jinping ha riempito fino all’orlo la prigione di Qincheng di molti suoi nemici personali.



    24/10/2014 CINA
    Plenum: lo stato di diritto "garantito" dal Partito comunista cinese
    Lo "stato di diritto" deve avere "caratteristiche cinesi". Il potere della leadership rimane incontrastato. Espulsi sei membri; quattro di loro appartenevano alla cricca di Zhou Yongkang. Sarà attuato un sistema per rendere più indipendenti i giudici.

    21/04/2017 15:53:00 CINA
    Guo Wengui: La corruzione endemica della Cina. Voice of America interrompe l’intervista

    Una trasmissione con intervista del magnate è stata interrotta dietro pressioni del governo cinese. Guo vuole rivelare la corruzione ai massimi livelli della leadership del Partito comunista. Pechino riesce a far emettere un mandato di arresto internazionale contro di lui. Le accuse contro Wang Qishan e la sua famiglia. Wang è il capo della lotta contro la corruzione in Cina, amico di Xi Jinping.





    In evidenza

    CINA-VATICANO
    Le lacrime dei vescovi cinesi. Un ritratto di mons. Zhuang, vescovo di Shantou

    Padre Pietro

    Un sacerdote della Chiesa ufficiale, ricorda il vescovo 88enne che il Vaticano vuole sostituire con un vescovo illecito, gradito al regime. Mons. Zhuang Jianjian è diventato vescovo sotterraneo per volere del Vaticano nel 2006. Il card. Zen e mons. Zhuang, immagine della Chiesa fedele, “che fa provare un’immensa tristezza e un senso di impotenza”. Le speranze del card. Parolin di consolare “le sofferenze passate e presenti dei cattolici cinesi”.


    CINA-VATICANO-HONG KONG
    Il card. Zen sui vescovi di Shantou e Mindong

    Card. Joseph Zen

    Il vescovo emerito di Hong Kong conferma le informazioni pubblicate nei giorni scorsi da AsiaNews e rivela particolari del suo colloquio con papa Francesco su questi argomenti: “Non creare un altro caso Mindszenty”, il primate d’Ungheria che il Vaticano obbligò a lasciare il Paese, nominando un successore a Budapest, a piacimento del governo comunista del tempo.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

     









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®