31 Maggio 2016
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  •    - Arabia Saudita
  •    - Bahrain
  •    - Emirati Arabi Uniti
  •    - Giordania
  •    - Iran
  •    - Iraq
  •    - Israele
  •    - Kuwait
  •    - Libano
  •    - Oman
  •    - Palestina
  •    - Qatar
  •    - Siria
  •    - Turchia
  •    - Yemen
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est

  • mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato


    » 03/08/2011, 00.00

    EGITTO

    Al via il processo contro l’ex presidente Mubarak, in barella



    È accusato di corruzione e di aver ordinato l’assassinio di civili durante le proteste della “primavera araba”. Scontri fuori dall’aula tra la folla. Per p. Henry Boulad, direttore del Centro culturale gesuita di Alessandria, è un passo “enorme” che però non porterà a “nulla di concreto”. E sottolinea che “la democrazia e il futuro dell’Egitto non saranno decisi dal giudizio di questo processo”.
    Il Cairo (AsiaNews) – È iniziato oggi al Cairo il processo all’ex presidente Hosni Mubarak. Le accuse contro di lui sono di corruzione e di aver ordinato l’assassinio di civili, durante le proteste della “primavera araba”. Si calcola che almeno 850 civili siano morti durante vari scontri fra esercito e giovani della “rivoluzione dei gelsomini”.

    Dalla gabbia degli imputati, Mubarak assiste in barella all’epilogo della sua caduta: un uomo molto diverso dal potente capo di Stato che il popolo egiziano e il mondo intero conoscevano. Un passo “enorme”, per p. Henry Boulad, direttore del Centro culturale gesuita di Alessandria, che però dubita “si raggiungerà qualcosa di concreto” perché “Paesi come l’Arabia Saudita lo difendono ancora, e anche Stati Uniti ed Europa non sono disposti ad assistere a una sua condanna”. Dietro le sbarre insieme a Mubarak, anche i due figli Alaa e Gamal, che rifiutano tutte le accuse. A fianco, altri 7 imputati, tra cui l’ex ministro degli Interni Habib al-Adly e sei ex ufficiali dell’esercito.

    Che il passo sia enorme lo dimostra la folla dentro, ma soprattutto fuori il tribunale: circa 250 persone, detrattori e sostenitori dell’ex presidente, che nelle prime ore del mattino hanno lanciato pietre contro il megaschermo che trasmetteva il processo. Oltre 3mila soldati e poliziotti sono stati disposti per mantenere l’ordine pubblico, ma 10 persone sono rimaste ferite in scontri e altrettante arrestate.

    Tuttavia, anche se il mondo vede nel processo a Mubarak un passo verso la democrazia, per p. Boulad “il problema della democrazia e il futuro dell’Egitto sono un’altra storia”. Col processo di oggi “si vuole accontentare i giovani della rivoluzione, dare loro un segno di buona volontà”, ma solo per cercare di chiudere e dimenticare il più in fretta possibile questo capitolo della storia egiziana.

    Sul futuro dell’Egitto il gesuita rimane ottimista. Pur riconoscendo l’attuale superiorità dei Fratelli Musulmani e la possibilità che nel breve periodo possano prendere il potere, “mi sembra - dice il sacerdote – che anche i meno istruiti abbiano che capito che questi islamici non andranno da nessuna parte”. Secondo p. Boulad, questa nuova consapevolezza – che deriva anche dai giovani della rivoluzione, sempre più forti – sta portando al “rifiuto di ogni forma di radicalismo”.
     
    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    26/01/2013 EGITTO
    Egitto, ancora scontri fra polizia e manifestanti: 12 morti e quasi 500 feriti
    E' il secondo anniversario della Rivoluzione dei gelsomini. Gli scontri più gravi a Suez, dove l'esercito ha blindato l'ingresso al canale. Il presidente Mohamed Morsi minaccia di usare il pugno di ferro contro i responsabili delle violenze. Port Said in fiamme dopo il verdetto sul massacro di tifosi del 2 febbraio 2012. Assaltate le caserme di polizia.

    25/01/2013 EGITTO
    Giovane leader egiziano: L'Occidente sostenga la nostra lotta contro gli islamisti
    Per il secondo anniversario della Rivoluzione dei gelsomini, milioni di giovani manifestano oggi in tutto il Paese contro il governo di Fratelli Musulmani e salafiti. Dalla caduta di Mubarak nulla è cambiato. Per Nagui Damian, giovane leader copto, la popolazione è pronta a tutto pur di far sentire la propria voce. Si temono scontri, anche violenti, con le forze dell'ordine.

    28/11/2011 EGITTO
    L’Egitto alle urne per il dopo Mubarak
    File si sono formate davanti ai seggi elettorali prima dell’alba, nel primo turno elettorale che durerà due giorni. Nella notte è stato fatto esplodere il gasdotto che rifornisce Israele e la Giordania. Braccio di ferro sulla nomina del Primo ministro indicato dal Consiglio supremo delle forze armate.

    14/10/2011 EGITTO
    Verità e giustizia sul massacro dei copti, contro la menzogna e la superficialità
    I risultati delle autopsie saranno diffusi il 27 ottobre. Ma da ora vi è una campagna dell’esercito egiziano a tacere, manipolare la verità e accusare i copti di violenza, contro tutte le testimonianze oculari e i video. Shenouda III si schiera contro la versione dei militari. Anche Obama suppone che i copti siano stati violenti. Per non dimenticare, AsiaNews pubblica alcune immagini del massacro, inviateci da organizzazioni copte.

    03/08/2012 EGITTO
    Il nuovo governo egiziano non ha nessun membro della Rivoluzione dei Gelsomini
    Il nuovo esecutivo guidato dal Premier Hisham Qandil ha prestato giuramento ieri pomeriggio. Fra i ministri due donne, di cui una cristiana. Ma sotto Mubarak erano almeno due. Esclusi i leader della Rivoluzione araba e i salafiti. Portavoce della Chiesa egiziana sottolinea la durata limitata del nuovo esecutivo (6 mesi) e critica la nomina di un solo cristiano copto. L'apparente pluralismo mossa dei Fratelli musulmani per tranquillizzare l'opinione pubblica e preparare una nuova ascesa alla prossime elezioni parlamentari.



    In evidenza

    IRAQ
    Patriarca di Baghdad: cristiani e musulmani in preghiera per la pace, fra Mese di Maggio e Ramadan

    Joseph Mahmoud

    Il 30 maggio la chiesa della Regina del Rosario a Baghdad ospiterà una preghiera interreligiosa contro le violenze e il terrorismo. A lanciare l’iniziativa il patriarca caldeo: non le opzioni militari, ma la preghiera contro conflitti che colpiscono “la popolazione innocente”. Un invito anche ai musulmani a riflettere per formare una nuova mentalità, una nuova cultura.

     


    EGITTO-ISLAM-VATICANO
    Papa Francesco e il Grande imam di Al Azhar, il detto e il “non detto”

    Samir Khalil Samir

    Vi sono molti aspetti positivi nell’incontro fra il pontefice e la suprema autorità sunnita, insieme a qualche silenzio. Per Al Tayyib l’islam non ha niente a che fare con il terrorismo. Ma l’Isis usa la bandiera nera di Maometto, la spada del profeta, le frasi del Corano. I terroristi prendono le loro affermazioni sanguinarie da molti imam. E’ urgente un nuovo rinascimento dell’islam, rileggendo la tradizione nella modernità: un lavoro interrotto dal fondamentalismo.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®