2 Agosto 2015 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile





Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 03/08/2011
EGITTO
Al via il processo contro l’ex presidente Mubarak, in barella
È accusato di corruzione e di aver ordinato l’assassinio di civili durante le proteste della “primavera araba”. Scontri fuori dall’aula tra la folla. Per p. Henry Boulad, direttore del Centro culturale gesuita di Alessandria, è un passo “enorme” che però non porterà a “nulla di concreto”. E sottolinea che “la democrazia e il futuro dell’Egitto non saranno decisi dal giudizio di questo processo”.

Il Cairo (AsiaNews) – È iniziato oggi al Cairo il processo all’ex presidente Hosni Mubarak. Le accuse contro di lui sono di corruzione e di aver ordinato l’assassinio di civili, durante le proteste della “primavera araba”. Si calcola che almeno 850 civili siano morti durante vari scontri fra esercito e giovani della “rivoluzione dei gelsomini”.

Dalla gabbia degli imputati, Mubarak assiste in barella all’epilogo della sua caduta: un uomo molto diverso dal potente capo di Stato che il popolo egiziano e il mondo intero conoscevano. Un passo “enorme”, per p. Henry Boulad, direttore del Centro culturale gesuita di Alessandria, che però dubita “si raggiungerà qualcosa di concreto” perché “Paesi come l’Arabia Saudita lo difendono ancora, e anche Stati Uniti ed Europa non sono disposti ad assistere a una sua condanna”. Dietro le sbarre insieme a Mubarak, anche i due figli Alaa e Gamal, che rifiutano tutte le accuse. A fianco, altri 7 imputati, tra cui l’ex ministro degli Interni Habib al-Adly e sei ex ufficiali dell’esercito.

Che il passo sia enorme lo dimostra la folla dentro, ma soprattutto fuori il tribunale: circa 250 persone, detrattori e sostenitori dell’ex presidente, che nelle prime ore del mattino hanno lanciato pietre contro il megaschermo che trasmetteva il processo. Oltre 3mila soldati e poliziotti sono stati disposti per mantenere l’ordine pubblico, ma 10 persone sono rimaste ferite in scontri e altrettante arrestate.

Tuttavia, anche se il mondo vede nel processo a Mubarak un passo verso la democrazia, per p. Boulad “il problema della democrazia e il futuro dell’Egitto sono un’altra storia”. Col processo di oggi “si vuole accontentare i giovani della rivoluzione, dare loro un segno di buona volontà”, ma solo per cercare di chiudere e dimenticare il più in fretta possibile questo capitolo della storia egiziana.

Sul futuro dell’Egitto il gesuita rimane ottimista. Pur riconoscendo l’attuale superiorità dei Fratelli Musulmani e la possibilità che nel breve periodo possano prendere il potere, “mi sembra - dice il sacerdote – che anche i meno istruiti abbiano che capito che questi islamici non andranno da nessuna parte”. Secondo p. Boulad, questa nuova consapevolezza – che deriva anche dai giovani della rivoluzione, sempre più forti – sta portando al “rifiuto di ogni forma di radicalismo”.
 

invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
26/01/2013 EGITTO
Egitto, ancora scontri fra polizia e manifestanti: 12 morti e quasi 500 feriti
25/01/2013 EGITTO
Giovane leader egiziano: L'Occidente sostenga la nostra lotta contro gli islamisti
28/11/2011 EGITTO
L’Egitto alle urne per il dopo Mubarak
14/10/2011 EGITTO
Verità e giustizia sul massacro dei copti, contro la menzogna e la superficialità
di Bernardo Cervellera
03/08/2012 EGITTO
Il nuovo governo egiziano non ha nessun membro della Rivoluzione dei Gelsomini

In evidenza
CINA
Wenzhou, anche la Chiesa non ufficiale contro le demolizioni. La diocesi in digiuno
di Joseph YuanDopo la marcia del 90enne vescovo ufficiale mons. Vincent Zhu Weifang, il coadiutore mons. Peter Shao Zhumin e tutto il clero non ufficiale pubblicano una lettera aperta in cui chiedono di fermare la campagna di demolizione delle croci. Un appello ai cattolici “della Cina e del mondo intero” affinché si uniscano alla protesta, a sostegno della Chiesa cinese. Persino un vescovo illecito manifesta solidarietà con il clero del Zhejiang, contro gli atti del governo.
CINA
Wenzhou: Vescovo 90enne e 26 preti manifestano contro la demolizione delle croci
di Joseph YuanNon è la prima volta che l'anziano vescovo e i suoi sacerdoti si esprimono contro la campagna di demolizione di croci e chiese, che ha colpito oltre 400 edifici. La polizia ha cercato di disperderli e il gruppo ha presentato una petizione. La coroncina della Divina Misericordia a sostegno della Chiesa cinese. Entro il 31 agosto verranno abbattute le croci delle chiese nella zona di Lishui.
ISRAELE-IRAN
Dopo l’accordo sul nucleare, Israele dovrebbe diventare il miglior alleato dell’Iran
di Uri AvneryE’ la tesi del grande statista e pacifista Uri Avnery, leader del gruppo Gush Shalom, sostenitore della pace fra israeliani e palestinesi. Secondo Avnery, l’Iran desidera solo essere una potenza regionale e del mondo islamico, capace di commerciare con tutti, grazie alla sua raffinata e millenaria esperienza. Di fronte, rivolti al passato, vi sono le monarchie e gli emirati del Golfo. L’Iran può essere un ottimo alleato contro Daesh. Gli abbagli di Netanyahu e dei politici e media israeliani. (Traduzione dall’inglese di AsiaNews).

Dossier


Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate