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  • » 29/12/2017, 13.21

    RUSSIA-VATICANO

    Aleksandr Avdeev: ‘Ampia cooperazione’ fra Mosca e Santa Sede

    Vladimir Rozanskij

    In un’intervista a RIA-Novosti, l’ambasciatore russo presso la Santa Sede sottolinea le minacce comuni a cui Russia e Vaticano devono rispondere: famiglia, matrimonio, nascita e l’educazione dei figli. Accresciuta collaborazione dopo l’incontro fra papa Francesco e il patriarca Kirill a l’Avana. L’impegno nel dialogo teologico e in quello culturale. Una visita del papa a Mosca sempre più vicina.

    Mosca (AsiaNews) - L’ambasciatore della Federazione Russa presso la Santa Sede, Aleksandr Avdeev, ha rilasciato ieri un’ampia intervista all’agenzia russa RIA-Novosti, illustrando le prospettive di collaborazione tra la Russia e il Vaticano di fronte alle tante sfide della società contemporanea.

    “La situazione attuale del mondo offre un ampio spazio di cooperazione, di fronte alla distruzione delle fondamenta etico-morali della civiltà cristiana, che si riferiscono sia ai credenti che ai non credenti”, dichiara Avdeev. E continua: “Entrambe le nostre Chiese vedono in questo una grande minaccia. Si sta distruggendo l’istituto della famiglia e del matrimonio, la nascita e l’educazione dei figli. Le persone cominciano a vivere non secondo le norme della civiltà cristiana, e questo non può non preoccupare sia i cattolici, sia gli ortodossi”.

    Secondo l’ambasciatore russo, lo stadio attuale delle relazioni tra le due Chiese è molto promettente, soprattutto nella profondità del dialogo. “Questo dialogo è stato molto aiutato dalle dichiarazioni del papa di Roma su due questioni che hanno sempre diviso gli ortodossi dai cattolici. Anzitutto il papa ha condannato il proselitismo come un peccato. È la prima affermazione di questo genere, probabilmente, in tutta la storia del papato. Inoltre, egli ha sostenuto che la collaborazione e il dialogo tra cattolici e ortodossi si devono svolgere alle condizioni di pari dignità, e secondo il principio per cui ciascuno deve rimanere se stesso”.

    A questo proposito, il diplomatico ricorda le decisioni prese durante lo storico incontro tra il patriarca di Mosca Kirill e il papa Francesco a Cuba, nel febbraio 2016. A suo parere, lo spirito della dichiarazione dell’Avana viene oggi confermato da azioni concrete. “Le Chiese collaborano nel fornire aiuti umanitari in Medio Oriente, e si scambiamo le esperienze di lavoro nella sfera sociale. Devo rilevare che la nostra esperienza interessa molto al Vaticano, in particolare nell’ambito dei rapporti tra i cristiani e i musulmani sul territorio della Russia. Cinque secoli di convivenza di questo tipo mostrano che laddove cristiani e musulmani vivono insieme, la situazione è molto più tranquilla. E questa è un’esperienza che manca ai cattolici”.

    Proseguendo nel ragionamento con l’inviato di RIA-Novosti, Avdeev osserva anche che “a noi russi interessa molto l’esperienza dei cattolici nel campo della formazione religiosa e della conservazione dei valori della famiglia. È sufficiente ricordare che gli ultimi due sinodi della Chiesa Cattolico-romana sono stati dedicati alla situazione della famiglia in tutte le regioni del mondo. È stata presentata un’analisi dettagliata secondo 14 parametri, compresa la condizione dei bambini abbandonati e soli, il carico fiscale delle giovani famiglie e altre questioni specifiche. Un’analisi del genere non è stata compiuta nemmeno all’Onu”.

    Avdeev ricorda inoltre che al presente sono attivi il consiglio per la collaborazione tra le due Chiese, guidato dal metropolita Ilarion insieme al cardinale Koch, e la commissione per la cultura, curata dal vescovo Tikhon e dal cardinale Ravasi. Proprio la collaborazione culturale si è rivelata particolarmente fruttuosa negli ultimi mesi; l’ambasciatore ha segnalato alcune importanti mostre attualmente in allestimento, una sui nuovi martiri del XX secolo e una sull’architettura ecclesiastica, e anche una terza in cui verranno mostrate le opere del pittore russo Leonid Brailovskij, conservate nell’archivio della Congregazione per le Chiese Orientali, che per la prima volta potranno essere ammirate in Russia.

    In definitiva, il rappresentante della Federazione Russa a Roma sottolinea che “attualmente le nostre relazioni si distinguono per la crescita della fiducia. Le due visite del presidente Putin in Vaticano, le sue conversazioni telefoniche con il papa Francesco hanno stabilito una relazione di personale confidenza. C’è simpatia reciproca, che si basa non soltanto sulle questioni ecclesiastiche, ma anche nei confronti delle principali questioni internazionali. Inoltre c’è una grande sintonia nelle nostre posizioni di politica estera: prendete un qualunque problema internazionale, e troverete subito grande vicinanza tra le posizioni del Vaticano e quelle della Russia”. L’ambasciatore sottolinea che, nonostante la piccolezza del suo territorio, lo stato della Città del Vaticano ha realmente una prospettiva che tocca gli interessi più globali, essendo responsabile di un miliardo e duecento milioni di cattolici. L’apice delle relazioni ufficiali tra i due Paesi è stata la visita in Russia del Segretario di Stato, il cardinale Parolin, lo scorso agosto, in cui lo stesso presidente russo ha ricevuto l’inviato della Santa Sede nella sua dacia di Sochi.

    Ultimamente, la Russia e il Vaticano si sono trovati d’accordo anche su un’altra delicata questione, esprimendo entrambe la propria contrarietà alla decisione del presidente americano Donald Trump di aprire l’ambasciata Usa a Gerusalemme: “Come ha detto il papa, Gerusalemme è la città sacra delle tre religioni abramitiche, e non va politicizzata facendone la capitale di uno Stato”. Rispondendo alla domanda sulle prospettive di una visita del papa in Russia, Avdeev ha citato le parole del metropolita Ilarion: “Ogni giorno che passa, ci avvicina a questo evento”.

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