29/09/2004, 00.00
Israele – Palestina
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Almeno 4351 le vittime israeliane e palestinesi in 4 anni di Intifada

Una vittima eccellente è la politica palestinese, ormai nel caos

Gerusalemme (AsiaNews) – Sono 4351 - fino a pochi giorni fa - le vittime israeliane e palestinesi all'inizio del quinto anno dall'Intifada, scoppiata il 28 settembre del 2000.

Secondo alcuni gruppi per i diritti umani e stime ufficiali dei governi, a causa delle violenze reciproche sono morti 3334 palestinesi e 1017 israeliani. Naturalmente, le cifre vengono superate di ora in ora a causa della situazione incandescente.

Un'organizzazione non governativa palestinese, la Palestine Monitor, ha stabilito un'accurata statistica sui palestinesi morti in questi 4 anni. Secondo l'organizzazione, su 3334 uccisi, l'82% è costituito da civili uccisi da soldati israeliani , poliziotti o coloni. Le truppe israeliane hanno ucciso 621 bambini al di sotto dei 17 anni; 411 colpiti da proiettili di gomma; 200 uccisi con proiettili veri. Altri 10 mila bambini sono stati feriti.

I dati su Israele sono forniti da Btsalem, un gruppo israeliano per i diritti umani. Secondo Btsalem su oltre 1000 israeliani uccisi, 635 sono i civili (il 63,5%); 110 di loro erano bambini, uccisi in attacchi mirati contro civili. Gli oltre 1000 israeliani uccisi supera di molto il numero di morti causati dalla guerra del '67, quando Israele occupò la Cisgiordania, la striscia di Gaza, il Golan, il Sinai.

Le statistiche mostrano che per i palestinesi, il numero di morti del 4° anno è uguale a quello del 1° anno dell'Intifada; per Israele, nell'ultimo anno, grazie a un aumento della vigilanza e al muro, vi è stata una drastica riduzione degli attentati suicidi e un numero minore di uccisioni.

La rivolta contro Israele fu provocata da una visita di Ariel Sharon alla moschea di Haram ash-Sharif (moschea di Omar), costruita sulle rovine del tempio di Salomone. Guidando una delegazione del partito Likud, Sharon voleva riaffermare il diritto degli ebrei di entrare nell'area che una volta apparteneva al tempio ebraico.

Secondo vari analisti, la rivolta sarebbe scoppiata comunque, anche senza la provocazione di Sharon. La seconda Intifada è seguita alla crisi dei dialoghi di pace di Camp David.

Fra le analisi e revisioni dei 4 anni di Intifada, si distingue quella dell'International Crisis Group. In uno studio pubblicato sul loro sito internet, l'Icg mostra che i 4 anni di Intifada hanno creato ancora più caos nella società palestinese. Le cause sono da attribuire alla occupazione israeliana, ma anche alla "paralisi politica" palestinese.

"Sebbene l'occupazione e i 5 anni di scontro con Israele offrono il contesto – afferma l'Igc -  la difficoltà palestinese è anzitutto interna. Le recenti lotte di potere, gli scontri armati, le dimostrazioni non sono alimentate dal rapporto con Israele, ma dai palestinesi fra di loro….Il sistema politico è vicino al punto di rottura, paralizzato e incapace di prendere qualunque decisione… Dall'inizio della rivolta nel settembre 2000, l'Autorità Palestinese è in una crisi quasi totale… È aumentata la frammentazione e fra le brecce vengono a porsi in primo piano molti  responsabili locali: sindaci, governatori, gruppi mafiosi, politici e milizie armate… Essi sono portatori di interessi privati, che li porta a competere e a combattere uno contro l'altro. Il risultato è un caos crescente in tutta la Cisgiordania".
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