30/11/2016, 08.51
PAKISTAN – TURCHIA
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Alta corte di Lahore blocca la deportazione di 100 insegnanti turchi "gulenisti"

A metà novembre Ankara aveva salutato la decisione di Islamabad con grande favore. Gli insegnanti sono sospettati di avere legami con il predicatore Fethullah Gulen. Da anni in esilio negli Stati Uniti, Gulen è accusato di aver architettato il fallito golpe in Turchia di luglio scorso.

Islamabad (AsiaNews/Agenzie) – L’Alta corte di Lahore ha bloccato la partenza di più di 100 insegnanti turchi e delle loro famiglie, per un totale di oltre 400 persone, cui il governo di Islamabad aveva ordinato di abbandonare il Paese per sospetti legami con il predicatore Fethullah Gulen. L’espulsione era stata decisa a metà novembre dal ministro pakistano dell’Interno, che aveva concesso agli insegnati una settimana di tempo per prepararsi al trasferimento. Dopo i giudici di Lahore, anche le Alte corti di Sindh e Peshawar hanno rinviato il provvedimento e deciso di proteggere gli educatori che lavorano nelle rispettive aree.

A metà novembre il Pakistan aveva ordinato agli insegnanti di lasciare subito il Paese, a causa della “non approvazione della richiesta di estensione dei visti”. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, in visita ad Islamabad proprio negli stessi giorni, aveva salutato la decisione con grande favore. La presa di posizione era nell’aria da tempo, quando in agosto il ministro turco degli Esteri Mevlut Çavusoglu – in visita in Pakistan – aveva affermato che “non è un segreto il fatto che Gulen abbia istituzioni qui e in molti altri Paesi. Sono certo che verranno adottate le misure adeguate”.

I docenti in questione lavorano nelle scuole “PakTurk”, una catena di 28 strutture scolastiche internazionali, nelle quali studiano oltre 11mila ragazzi. Ankara li accusava di avere legami con Gulen, considerato la mente del fallito colpo di Stato in Turchia dello scorso luglio.

Come ritorsione del tentativo di rovesciare il governo, le autorità turche hanno decimato la dirigenza di scuole, tribunali, giornali, università, arrestando decine di migliaia di sospetti sostenitori del predicatore islamico, un tempo fedele alleato del presidente. La mano di Ankara ha tentato di estendersi anche nel Paese dell’Asia del sud, dove però i giudici di Lahore hanno sospeso l’ordinanza e chiesto al ministro dell’Interno di riferire alla Corte entro il prossimo gennaio 2017.

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