11/02/2013, 00.00
ASIA - VATICANO
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Altre reazioni dall'Asia sulle dimissioni di Benedetto XVI

Un gesto importante che lascia tutti stupiti, ma che testimonia il coraggio, la saggezza e la forza spirituale del papa. AsiaNews presenta alcune testimonianze: dal Custode di Terrasanta all'arcivescovo metropolita di Aleppo; dall'arcivescovo maggiore dei siro-malankaresi in India fino al neo eletto patriarca della Chiesa caldea.

Trivandrum (AsiaNews) - L'annuncio delle dimissioni di Benedetto XVI ha scatenato reazioni in tutta l'Asia. Personalità del mondo della Chiesa e non solo hanno condiviso con AsiaNews la propria testimonianza.

Sua Beatitudine Mar Baselios Cleemis Thottunkal, arcivescovo maggiore di Trivandrum dei siro-malankaresi (Kerala, India).

È una notizia molto sorprendente, credo nessuno se lo spettasse dal nostro papa Benedetto XVI. Al tempo stesso però, sono convinto che cose del genere possano venire solo da un santo. Perché non ci sono precedenti simili negli ultimi anni, e perché [viene da] una persona come il Santo Padre, stimata per la sua profonda relazione con Dio e per il suo sincero amore per la Chiesa. Egli ha pensato che la Chiesa ha bisogno di una nuova guida per [assicurare] un efficace ministero petrino. Per questo egli si è ritirato dal ministero attivo di vescovo di Roma.

Mons. Jean-Clément Jeanbart, arcivescovo metropolita di Aleppo per la Chiesa greco-melchita.

Papa Benedetto XVI è stato un uomo coraggioso che non ha avuto paura di difendere la verità di fronte al mondo. È stato il primo e per molti mesi l'unico a lanciare appelli per una fine della guerra in Siria, attraverso il dialogo e la diplomazia. Noi siamo molto grati per quello che ha fatto per la nostra Chiesa e per la nostra popolazione martoriata dal conflitto. La sua visita in Libano è stata un esempio emblematico della sua sincera vicinanza. Ci dispiace molto che abbia presentato le dimissioni, ma abbiamo fede nella sua saggezza e nella sua profonda spiritualità che lo ha portato a questa scelta. Negli anni di pontificato lui ha  sempre mostrato un amore alla Chiesa e a Gesù Cristo senza mezze misure. Egli è stato un papa straordinario in un momento molto difficile per il mondo e per i cattolici. Ha saputo esprimere ciò che la Chiesa pensava. La volontà di Dio senza timidezza ed esitazione, anche con espressioni semplici e forti di verità, chiarezza e trasparenza. Nel suo discorso a Regensburg si è rivolto per la prima volta ai musulmani indicando la strada dei valori fondamentali e della ragione per un vero dialogo fra le fedi in grado di contrastare il dilagare del fondamentalismo islamico. Oggi, l'estremismo di cui parlava il Papa è diventata una realtà non più isolata. Esso dilaga e rischia di distruggere i Paesi del Medio oriente, in particolare la Siria. Io ho avuto la fortuna di conoscerlo e di parlare insieme a lui in privato una volta sola. Avevo scritto un libro sulla vita di Giovanni Paolo II in arabo ed ero giunto a Roma per donarglielo. Sono stato commosso di essere ricevuto da lui, nonostante ci fossero dietro di me molti vescovi e persone importanti. Ricordo ancora con commozione quei momenti e soprattutto la sua capacità di ascoltare. In questi anni egli è stato un vero padre e un pastore per tutti i vescovi e i sacerdoti, soprattutto per i cristiani del Medio Oriente.

P. Pierbattista Pizzaballa, Custode di Terrasanta.

La notizia ci ha lasciati tutti pieni di sorpresa. È un gesto che dobbiamo ancora comprendere in profondità perché è un fatto abbastanza nuovo nella Chiesa. Vedremo come andrà a finire. Il suo gesto di oggi è davvero importante. Abbiamo bisogno di tempo per digerirlo. In qualche modo, mi sembra che desacralizzi in modo positivo alcuni aspetti del ministero petrino.

Per quanto riguarda la Terra Santa, papa Benedetto XVI è stato sempre molto vicino a noi. Ha compiuto un grande viaggio; ci ha dato i suoi discorsi; ha guidato il Sinodo e donato l'esortazione apostolica sulle Chiese del Medio oriente... Sono certo che l'attenzione della Santa Sede verso la Terra Santa continuerà.

Sajan George, presidente del Global Council of Indian Christians (Gcic).

Benedetto XVI mancherà molto a tutti noi per quello che è stato, per i suoi modi quieti, è stato il papa più stimolante dei nostri tempi. I risultati ottenuti come pontefice sono indimenticabili. Egli ha rinnovato il culto della Chiesa, riconnettendola nella maestosa e profonda pietà del passato. Ha forgiato nuovi legami con i non cattolici, ad esempio portando gli ex-anglicani accogliendoli nell'Ordinariato. Ha promulgato documenti che hanno ricondotto l'amore e gli insegnamenti di Cristo alle strutture della Chiesa - strutture come, come sembra adesso, egli sente di non poter più guidare.

Lenin Raghuvanshi, attivista ateo e direttore del People's Vigilance Committee on Human Rights (Pvchr) a Varanasi (Uttar Pradesh, India).

Le dimissioni del papa mostrano la sua perfezione di verità, e avvalorano tutti i suoi insegnamenti e le sue preghiere. Questa è spiritualità della verità. Questo straordinario passo compiuto dal capo della Chiesa cattolica è un potente messaggio di distacco e semplicità [dato] al mondo. Il vero potere è questo, restare dentro la vita e gli insegnamenti di Gesù Cristo. In un mondo che reclama potere e prestigio, il papa guida alla verità, dimettendosi per la prima volta in oltre 600 anni.

Questo storico evento è una lezione per la comunità internazionale, che il potere più grande risiede nella verità e nel coraggio del convincimento per il bene di tutto il mondo. È incredibile che Sua Santità non solo attraverso la sua guida spirituale, ma anche attraverso la sua fragilità si è fatto guida nel mondo con intuizione e saggezza, sfidando la logica e la sensibilità del mondo. Questo è il vero potere, la verità, la forza e il coraggio.

Sua Beatitudine Louis Raphael I Sako, Patriarca caldeo d'Iraq. 

Benedetto XVI è stato un modello per tutti noi, cattolici e non cattolici, e dobbiamo stimarlo ancora di più per questo gesto di umiltà. Il Papa ha mostrato tutta la sua grandezza al mondo, la meraviglia dei suo animo, compiendo un passo che tutti noi dobbiamo imitare quando il fisico e lo spirito impediscono di continuare. Ha compiuto una scelta che tutta la storia ricorderà, a partire da  noi uomini del clero e della Chiesa. Troppe volte non vogliamo lasciare la sede anche quando non possiamo compiere il nostro dovere.

Il Pontefice ha ricordato una volta di più che la sede è fatta per servire, non per essere serviti. Del resto già nei giorni scorsi, quando lo abbiamo incontrato all'indomani della mia nomina a capo della Chiesa caldea, erano emerse alcune piccole modifiche al protocollo che mostravano delle difficoltà: infatti, durante il ricevimento erano previste una celebrazione, poi il discorso del Papa e del Patriarca. Stavolta ci hanno detto che non si sarebbe tenuto e da lì ho capito che era stanco e faticava a reggere il peso e la fatica del compito.  

 

 

 

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