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  • » 24/07/2017, 08.21

    GIORDANIA-ISRAELE

    Ambasciata di Israele ad Amman: due giordani uccisi e un israeliano ferito



    Le forze di sicurezza di Amman hanno sigillato e messo sotto controllo il quartiere. Poche notizie date dalla polizia giordana. Il ministero israeliano degli esteri pone la censura sull’accaduto. L’appello di papa Francesco.

    Amman (AsiaNews/Agenzie) - Due giordani sono stati uccisi e un israeliano ferito in un apparente attacco contro l’ambasciata israeliana nella capitale giordana. I due locali lavoravano per una ditta di mobili ed erano entrati nell’ambasciata prima degli spari. Le forze di sicurezza giordane hanno sigillato l’area (v. foto).

    Per ora gli unici a comunicare dati sull’incidente sono la polizia e le forze di sicurezza giordana. Le autorità israeliane non hanno espresso alcun commento e hanno imposto un quasi silenzio stampa. Il portavoce del ministero israeliano degli esteri, Emmanuel Nahshon, ha detto che l’incidente è sotto “piena censura” e vieta a giornalisti israeliani e media accreditati in Israele di riportare l’accaduto.

    Intanto il personale israeliano all’ambasciata di Amman è stato evacuato. Non si conoscono per ora le ragioni dell’attacco.

    Nei giorni scorsi, il venerdì 21 luglio, richiamati da gruppi di sinistra e integralisti musulmani, migliaia di giordani hanno manifestato davanti all’ambasciata israeliana contro l’istallazione di metal-detector e telecamere per l’entrata sulla Spianata delle moschee nella Gerusalemme vecchia. La misura, dopo l’uccisione di due soldati israeliani, è vista dai musulmani come un’ingerenza nella gestione del luogo sacro, il più importante per l’islam dopo Mecca e Medina.

    La Giordania è ufficialmente “custode” di questo luogo santo all’islam.

    Lo scorso venerdì 21 luglio, migliaia di musulmani in Israele si sono rifiutati di passare sotto i metal detector e hanno pregato per le strade. Negli scontri con la polizia in diverse zone di Gerusalemme e dei territori occupati, sono stati uccisi tre giovani palestinesi.

    Ieri papa Francesco ha lanciato un appello perché tutte le parti mettano in atto “moderazione e dialogo” e perché “il Signore ispiri a tutti propositi di riconciliazione e di pace”.

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