09/02/2015, 00.00
GIORDANIA - IRAQ
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Amman colpisce 56 obiettivi dello Stato islamico. Baghdad prepara l’offensiva di terra

In tre giorni di raid l’aviazione giordana avrebbero distrutto il 20% del potenziale del Califfato, morti 7mila jihadisti. Le Forze armate “determinate” a “spazzare via questa banda di terroristi”. “Nelle prossime settimane” l’esercito irakeno guiderà l’offensiva di terra per riconquistare i territori nelle mani degli islamisti.

Amman (AsiaNews/Agenzie) - In tre giorni di raid aerei contro lo Stato islamico (SI), l'aviazione giordana ha colpito e distrutto 56 obiettivi sensibili dei jihadisti ed è "determinata" a "spazzare via questa banda terrorista". È quanto ha affermato il comandante dell'Aviazione di Amman, il generale Mansour al-Jobour, commentando il bilancio dei primi attacchi contro le milizie fondamentaliste del "Califfato". La scorsa settimana l'esercito giordano ha lanciato l'operazione "Martire Moaz", in risposta alla diffusione del video contenente il brutale assassinio del pilota giordano Maaz al-Kassasbeh, arso vivo dai terroristi. L'alto ufficiale non ha voluto specificare gli obiettivi colpiti e i luoghi oggetto degli attacchi aerei, ma ha aggiunto che i raid - iniziati lo scorso 5 febbraio - hanno distrutto il 20% del potenziale dello SI. 

Il ministro giordano degli Esteri Nasser Judeh ha riferito, senza entrare nei dettagli, che le forze armate hanno sferrato attacchi sia in Siria che in Iraq, nei luoghi del "Califfato" sotto il controllo del gruppo jihadista. Tuttavia, egli ha anche aggiunto che seppur i bombardamenti hanno "ridotto" il potenziale dello SI, esso controlla ancora oggi una "vasta porzione di territorio". 

Il generale al-Jobour, a capo delle operazioni aeree, ha sottolineato che "siamo determinati a spazzare via questa banda di terroristi" e che i raid dell'aviazione verranno intensificati nei prossimi giorni. Dall'inizio della campagna Amman ha effettuato quasi mille attacchi dal cielo contro postazioni e obiettivi delle milizie islamiste e "più di 7mila criminali di Daesh [altro nome con cui viene identificato il Califfato] sono stati uccisi". 

In queste ore gli Emirati Arabi Uniti sono giunti in soccorso della Giordania nella lotta contro lo Stato islamico, inviando uno squadrone di caccia, insieme a piloti e tecnici. Secondo l'agenzia ufficiale degli Emirati Wam, "l'iniziativa ... ribadisce la solidarietà costante e incrollabile degli Emirati Arabi Uniti verso la Giordania, e il suo ruolo di punta e i suoi immensi sacrifici per la sicurezza e la stabilità della regione". In precedenza, gli Emirati avevano fermato i loro raid, nel timore che anche qualche loro pilota venisse preso come prigioniero.

Intanto i vertici della coalizione internazionale, guidata dagli Stati Uniti, annunciano che "nelle prossime settimane" le truppe irakene daranno il via a una operazione di terra, per riconquistare i territori oggi controllati dallo SI. Fonti militari chiariscono che l'esercito di Baghdad guiderà le operazioni di terra, mentre gli alleati della coalizione garantiranno "una potenza di fuoco" per favorirne l'avanzata. 

 

 

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