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» 08/05/2007 08:58
CINA – RUSSIA
Amnesty accusa: Cina e Russia dietro al massacro del Darfur
Secondo un rapporto dell’organizzazione internazionale, Mosca e Pechino eludono il bando sulla vendita delle armi al Sudan, imposto dal 2005, e forniscono aerei da guerra alle milizie Janjaweed per il bombardamento delle zone dove vivono civili.

Londra (AsiaNews) – Amnesty International ha accusato oggi Cina e Russia di fornire armi al regime sudanese, che verrebbero usate per continuare il genocidio in Darfur. Le acccuse indicherebbero perciò che Mosca e Pechino violano un embargo sulla vendita delle armi nel Paese africano imposto alla comunità internazionale dall’Onu sin dal 2005.
 
Secondo un rapporto dell’organizzazione, presentato oggi, le armi verrebbero ritirate direttamente dai membri della milizia Janjaweed, protetta dal governo di Omar Hassan el Beshir, “padre-padrone” del Sudan.
 
L’ambasciatore sudanese presso le Nazioni Unite, Abdel Mahmood Abdel Haleem, ha definito le accuse “una bugia, illazioni senza base né fondamento”. Amnesty ha presentato nel suo rapporto anche diverse fotografie che ritraggono le forze aree militari locali mentre scaricano armi.
 
Per Haleem, “le foto non costituiscono alcuna prova. Potrebbero essere state scattate nella Repubblica africana centrale, o nel sud del Sudan, ma non nel Darfur. Non abbiamo alcuna missione di combattimento in quella zona”.
 
Nel testo del rapporto, il gruppo chiede al Consiglio di Sicurezza dell’Onu di rinforzare l’embargo sulle armi, emanato nel marzo 2005 e diretto ad entrambe le fazioni in guerra. Il coinvolgimento di Mosca e Pechino sarebbe provato da alcune fotografie che ritraggono jet militari cinesi di tipo “Fanfan” e russi, gli Antonov 26, nella zona di Nyala, vicino al teatro di guerra. Questi sarebbero usati per il bombardamento di zone densamente popolate da civili.
 
Il valore dell’investimento totale sarebbe di 45 milioni di dollari: 24 a Pechino e 21 a Mosca. Questo coinvolgimento, conclude l’organizzazione umanitaria, dimostra che “alcuni Stati, compresi membri dello stesso Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, permettono e partecipano all’ingresso di armi destinate al massacro dei civili in Darfur”.  
 
Il massacro del Darfur, in corso da quattro anni, ha causato la morte di oltre 200mila persone. Le milizie Janjaweed sono accusate di aver costretto alla fuga o ucciso decine di migliaia di abitanti del Darfur per motivi etnici.

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