Skin ADV
09 Febbraio 2016
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  •    - Arabia Saudita
  •    - Bahrain
  •    - Emirati Arabi Uniti
  •    - Giordania
  •    - Iran
  •    - Iraq
  •    - Israele
  •    - Kuwait
  •    - Libano
  •    - Oman
  •    - Palestina
  •    - Qatar
  •    - Siria
  •    - Turchia
  •    - Yemen
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est

  • mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato


    » 22/07/2010, 00.00

    INDIA - VATICANO

    Anche i cattolici indiani protagonisti al Sinodo per il Medio oriente

    P. Anbu A.

    Emigrati nei Paesi arabi per lavoro, i cattolici indiani sono una testimonianza di fede e dialogo islamo-cristiano nel mondo musulmano. In India il dialogo interreligioso deve affrontare anche la sfida del fondamentalismo. P. Anbu A., missionario verbita ed esperto di Islam, commenta per AsiaNews il significato del Sinodo per i cattolici indiani.

    Mumbai (AsiaNews) -  In India e in Medio oriente i cattolici di origine indiana sono una minoranza, ma la loro presenza in queste regioni è antica quanto il cristianesimo. In questi ultimi anni la globalizzazione ha condotto molti cristiani indiani a emigrare nei Paesi arabi dove vivono e lavorano dando testimonianza della loro fede. In occasione del Sinodo delle Chiese del Medio oriente, che si terrà a Roma dal 10 al 24 ottobre, AsiaNews ha chiesto a p. Anbu A., missionario verbita ed esperto di Islam, di sottolineare il significato del sinodo per i cristiani dell’India. 

    P. Anbu ha compiuto i suoi studi sull’Islam alla Jamia Millia Islamia University di New Delhi ed è professore nei maggiori seminari cattolici dell’India. Il religioso è anche segretario della Islamic Studies Association (ISA) , associazione nata con lo scopo di costruire relazioni tra musulmani e cristiani in India. Ogni due anni l'ISA organizza convegni in diverse parti dell'India per educare i cattolici a comprendere l'islam attraverso lezioni tenute da docenti musulmani.      

    Il Sinodo del Medio Oriente, che si terrà in Vaticano dal 10 al 24 ottobre, è un’iniziativa della Chiesa Cattolica per promuovere e mantenere buone relazioni con i Paesi arabi. L’India è un buon vicino dei Paesi del Medio Oriente, molti cristiani indiani vivono negli Stati arabi e sono sicuro che il prossimo Sinodo potrà aiutarli a riflettere in modo più profondo sulla loro chiamata a vivere una vita di impegno e totale dedizione. È nel senso di questa chiamata che i cristiani dell’India devono essere attenti ai bisogni dei loro vicini. In quanto immigrati i nostri cattolici si adattano più facilmente alle esigenze delle varie situazioni locali, tenendo presente i valori umani e la dignità. Quindi penso che il Sinodo sia una buona iniziativa da parte della Chiesa, e le considerazioni e gli insegnamenti  che da esso emergeranno potranno raggiungere la gente comune. 

    pero che l’Assemblea dei vescovi porti una maggiore consapevolezza tra i cristiani di India e Medio oriente. I cristiani rappresentano una minoranza in entrambi i Paesi, ma la loro presenza in queste regioni è antica quanto il cristianesimo stesso. In India siamo dominati dalla maggioranza indù e nel Medio oriente siamo invece dominati dai musulmani. Ma nonostante la nostra sia solo una minoranza, la potenza del messaggio di amore e perdono di Gesù sorpassa tutto il resto. Per questa ragione, il Sinodo deve renderci orgogliosi  di  appartenere a una tradizione di amore, perdono e instancabile lavoro per la pace e l'armonia in queste regioni.

    Il cristianesimo non è per i deboli, ma per è per i forti, quindi non dobbiamo esitare a rifuggire da  tutte le forme di violenza che caratterizzano queste regioni. Così il Sinodo sarà un richiamo per portare il messaggio di Gesù in modo più potente.

    Occorre anche sottolineare che cristiani e musulmani rappresentano oltre il 55% della popolazione mondiali. Quindi è molto importante il contributo di questi due gruppi per la pace e l'armonia nel mondo. Se musulmani e cristiani non sono in pace tra loro, il mondo non potrà essere in pace. La sua stessa sopravvivenza si basa sul rapporto tra queste due fedi.

    La lettera inviata dai 138 saggi musulmani al Papa[1] esorta entrambi a dimenticare il passato e le storiche divergenze, entrando in un nuovo rapporto basato su amore, pace e armonia. Attraverso la lettera è emerso un nuovo atteggiamento che ha segnato un passo significativo nella storia del dialogo islamo-cristiano nel mondo. I contenuti della lettera sono  l'amore di Dio, l'amore del prossimo e i contenuti in comune tra cristiani e musulmani. Essa ha una forte base biblica e coranica e mette in evidenza le analogie tra queste due religioni semitiche. In effetti è un dono bellissimo, che ci ricorda la nostra comune fede nell’ unico Dio.  È questa fede comune in un Dio creatore che ci sostiene e ci permette di sentirci legati tra noi al livello più profondo del nostro essere. La lettera rivela anche alcune differenze tra queste due religioni, ma esse devono essere viste come delle sfide, piuttosto che come ostacoli alla stima reciproca. I contenuti in comune dovranno essere ripresi nei maggiori seminari per ulteriori studi e riflessioni. Essi devono essere anche ripresi da religiosi, sacerdoti e laici e devono far parte della loro formazione. La stessa lettera potrebbe essere tradotta nelle varie lingue indiane, in modo da poter essere letta e studiata dalla gente comune. Dovunque faccio lezione, cito l’importanza di questi contenuti comuni. So che non è sufficiente, ma molto lavoro è stato fatto e si dovrà fare nel dialogo islamo- cristiano.

    In India, cristiani e musulmani sono solo una minoranza. Insieme formiamo circa il 15% su una popolazione di oltre un miliardo di persone, la maggior parte di religione indù. In questo contesto, la lettera rivela che i fedeli che si arrendono a un Dio trascendente, non dovrebbero arrendersi di fronte a nessuna realtà fatta dall’uomo. Dobbiamo lavorare insieme per cambiare la società, per costruire in India una società che sia realmente inclusiva. Sulla scia del fondamentalismo indù, le due comunità dovrebbero riunirsi per  mostrare agli altri che la violenza religiosa è dannosa ed contro un’esistenza pacifica e armoniosa.

     

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    14/01/2010 VATICANO – MEDIO ORIENTE
    Sinodo delle Chiese del Medio Oriente: ritornare alla missione e al dialogo
    Secondo l’arcivescovo di Kirkuk (Iraq), fra gli ispiratori del Sinodo, per salvare la presenza dei cristiani nel mondo islamico mediorientale è necessario anzitutto un rinnovamento dell’identità originaria della Chiesa: non come gruppo cultuale ed “etnico”, ma adesione matura alla fede. Occorre maggiore unità fra i cristiani, divisi in innumerevoli gruppi e tradizioni. E un dialogo maturo con le comunità islamiche, mostrando loro l’importante contributo dei cristiani nella storia passata e presente della cultura araba.

    04/06/2010 VATICANO – MEDIO ORIENTE
    P. Jaeger: Chiese in Medio oriente, da minoranze "protette" alla piena libertà religiosa
    Il Delegato di Terra Santa spiega che pur fra molti problemi, i cristiani sono una presenza “viva e vivace”. Il futuro Sinodo spinge le Chiese a considerarsi non più “isole tollerate" ma "cittadini" a pieno diritto, nella “uguaglianza e libertà”. Proprio oggi Benedetto XVI inizia il suo viaggio a Cipro. Il papa consegnerà ai vescovi l’Instrumentum Laboris, documento base del Sinodo delle Chiese della regione.

    06/06/2010 VATICANO-CIPRO-MEDIO ORIENTE
    Papa: il Sinodo rinforzi la solidarietà tra e verso i cristiani del Medio Oriente
    Benedetto XVI consegna l’Instrumentum Laboris dell’assemblea sinodale. Ricordo di mons. Padovese. La comunità internazionale operi per porre fine ai conflitti della regione, prima che “conducano a uno spargimento maggiore di sangue”. Ai cristiani, artigiani di riconciliazione, sia riconosciuta la libertà di religione.

    03/05/2010 VATICANO-MEDIO ORIENTE
    Sinodo per il Medio Oriente: rafforzare l’identità cristiana e promuovere l’ecumenismo
    Benedetto XVI consegnerà l’Instrumentum laboris ai pastori delle Chiese in Medio Oriente nel corso del suo prossimo viaggio a Cipro. Lo rende noto la segreteria del sinodo che , “sarà un’occasione preziosa per esaminare a fondo anche la situazione religiosa e sociale, per dare ai cristiani una visione chiara del senso del loro essere attivi testimoni di Cristo, nel contesto di società a maggioranza musulmana”.

    20/03/2012 EGITTO
    I cristiani copti dopo Shenouda
    Il defunto patriarca ha governato la sua Chiesa per 40 anni. Sono cresciute spiritualità, vocazioni, partecipazione ai riti, ma è stato frenato l'ecumenismo e l'impegno dei laici. Le schermaglie sui matrimoni misti con i cattolici. Nazionalista e anti-israeliano, Shenouda si è scontrato con Sadat che lo ha imprigionato. Un'alleanza con Mubarak per far costruire nuove chiese. L'urgenza della missione nella società e a difesa della donna. L'Egitto fra dittatura militare e fondamentalismo.



    In evidenza

    CINA-VATICANO
    Intervista al Papa sulla Cina: entusiasmo e scetticismo fra i cattolici cinesi. Alcuni sacerdoti sotto il torchio della polizia

    Maria Chen

    Giornali e radio di Stato hanno dato notizia dell’intervista di papa Francesco ad Asia Times. Vi è chi sogna che il pontefice possa visitare la Cina al più presto. Sacerdoti sotterranei sotto interrogatorio. Apprezzamenti per “il ramo d’ulivo” teso dal pontefice e per aver sottolineato il valore della cultura cinese. Ma si è scettici verso la risposta della leadership di Pechino. Il dialogo fra Cina e Vaticano non porta a risultati perché vi sono interessi diversi: politici e religiosi. Non avere fretta di stabilire relazioni diplomatiche per non sacrificare la libertà della Chiesa e il sacrificio dei suoi martiri. La Chiesa cinese è in crescita.


    VATICANO-CINA
    Papa Francesco ridice il suo amore alla Cina e a Xi Jinping



    Il pontefice elogia la “saggezza” e la “grandezza” della Cina e fa gli auguri a Xi Jinping per il Nuovo Anno cinese della Scimmia. Non bisogna “temere” la Cina, ma entrare in dialogo con essa per mantenere la pace nel mondo. Avere “misericordia” per il recente passato del Paese e “andare avanti” per cambiare la realtà. Nell’intervista, per scelta del giornalista, non si parla dei dialoghi fra Vaticano e Cina o di temi religiosi.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    Terra Santa Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®